17 Novembre 2021   SIRACUSA, paesaggio di una mattinata alluvionata

Ore 9,15

Proprio in questo momento, mentre scrivo, si sta scatenando un evento ciclonico, l’ennesimo della stagione (potremmo definirla ormai la stagione dei cicloni mediterranei). Si sta verificando una accelerazione dei fenomeni meteorologici, senza precedenti. In pochi minuti si scaricano al suolo enormi quantità di acqua, a fine ottobre alcune zone del catanese sono state interessate da 600 mm di acqua in un giorno. Una enormità. Un succedersi di allarmi e allerte meteo, in media più di uno la settimana, vengono diramati dalla protezione civile regionale, ROSSA, ARANCIONE, GIALLA, ARANCIONE… avviene ormai da tre settimane.  Intere aree del territorio costiero e urbane sono state ripetutamente sommerse da violenti temporali.

Gli eventi estremi palesano i nostri “errori”, amplificano la “fragilità” dell’uso del suolo, del modo di costruire, di urbanizzare. Non credo che basteranno i fiori sui balconi e manco il tanto osannato cappotto termico tanto di moda, grazie ai vari superbonus.

Ore 10,03

Mentre scrivo, si vedono saette e il cielo è scuro, è carico di minacciose nuvole e la pioggia è torrenziale. Una serie di tuoni risuona e scuote il surreale silenzio. Il recente ciclone, denominato “Apollo”, ha lasciato segni evidenti sul territorio, e dopo pochi giorni ne sono succeduti altri 2 o 3. L’alluvione di Catania ha scosso l’opinione pubblica, le strade del centro sono d’un tratto diventate simili a torrenti in piena, il danno è stato incalcolabile. Allo stesso modo Augusta, Lentini e alcuni paesi dell’entroterra.

Anche Siracusa ha subito gravi danni.   L’area sud-ovest di Siracusa, quella che include Piazza Adda e Piazza della Repubblica, sino allo scalo ferroviario e la zona industriale e commerciale “Pantanelli” mostra palesi criticità. Si evince che nel recente passato si sia costruito dove non si doveva e forse non si poteva costruire. Eppure era tutto a norma.

Il Nome già è la risposta. PANTANELLI.

Da sempre è stata un’area palustre, lo sapevano bene i Greci che vi hanno costruito poco, se non quasi nulla. Dal secondo dopoguerra tale estesa area è diventata il cuore residenziale ed economico e del terziario della città. La fiducia nella tecnica, la volontà di edificare, le pulsioni economiche, la crescita urbana ha indotto a costruire edifici su sorgive, su aree un tempo palustri. Il Ciclone Apollo ha evidenziato molte criticità che inesorabilmente si ripetono; tra le tante, molti sotterranei dei palazzi e dei condomini di quest’area sono finiti sotto oltre un metro e più d’acqua, non è piovana, ma sorgiva. Gli addetti della protezione civile questa mattina cercavano di svuotare dall’acqua dei garage interrati. Appena li svuotavano dall’acqua, per subsidenza, dal sottosuolo riaffiorava nuovamente, come se parte della città, “i Pantaneddi”, i Pantanelli, stia cercando di rivendicare la propria natura geologica. Non è soltanto dissesto idrogeologico, si ha la percezione che sia mancata la comprensione del sito, o che le esigenze molte volte “speculative”, approvate ed istituzionalizzate del passato, abbiano di gran lunga sovrastato il buon senso.

Per non parlare di ampie aree costiere finite sott’acqua, mi riferisco a Terrauzza, Arenella, Fontane Bianche, molte di queste un tempo abusive, poi condonate, sono caratterizzate dal caos urbanistico, senza apparenti regole, senza servizi, senza alcun minimo rispetto della geologia del luogo e della corretta esecuzione.

 

 

 

 

 

 

 

Ore 11,20

Mentre scrivo, leggo dai social e dai comunicati ufficiali della pagina del Sindaco di Siracusa che è appena esondato il Torrente Cifalino, il fiume Anapo: l’acqua scorre potente come un “toro impazzito”, ferito nella corrida. Che sono state chiuse tratti di diverse strade urbane.

Molte strade provinciali sono interessate da smottamenti e l’autostrada Catania Siracusa è stata temporaneamente chiusa a causa dei detriti sulla carreggiata. Allo stesso modo ad Augusta interi quartieri sono sott’acqua e la città è interessata da una sorta di sassaiola, una pioggia di grandine con chicchi grandi come palline da ping-pong, o di tennis che hanno fracassato molte auto.  Per non parlare delle scuole pubbliche, degli edifici strategici, Caserme, Ospedale (per fortuna si muove qualcosa).

Ore 11,35

Leggo da alcuni giornali locali dell’urgenza palesata della revisione del Piano Paesaggistico.  A volte, si ha la sensazione che alcuni consulenti siano interpellati per salvare la faccia, per le “apparenze” o per rafforzare fragili Tesi. In questa situazione emergenziale tiene banco la richiesta della revisione del Piano Paesaggistico. Credo che la revisione del Piano Paesaggistico sia importante, compresi i discussi Resort sul mare, ma sono del parere che oggi non sia una priorità assoluta. Si assiste sui social a un crescendo di invettive, toni accesi e paradossali esternazioni, ormai travalicano i ruoli istituzionali. A distanza di poche ore il clima ci riporta alle vere urgenze, quelle di tutti.  Il rilancio economico passerà dalla messa in sicurezza del territorio, dall’efficienza delle amministrazioni e dei servizi. Da una gestione più consapevole.

La violenza degli eventi è tale che la geografia delle priorità va rivista, alcune norme del costruire vanno riscritte, riaggiornate. Non si può pensare che la transizione ecologica possa passare soltanto attraverso la coibenza degli edifici, il risparmio energetico. Urge una nuova visione urbana che cerchi nuove visioni adeguate alle nuove incombenze climatiche e ad una migliore gestione del territorio.  È necessario comprendere i caratteri del suolo, il territorio, la geologia e cercare di operare conseguentemente. Senza ciò, con l’acuirsi dei fenomeni meteorologici estremi, il futuro non ci darà scampo.

Urge che tutti si rimbocchino le maniche, ognuno per le proprie capacità e i propri ruoli, per ricostruire il territorio, la città e una economia distrutte dalla pandemia di Covid19, dalle avverse condizioni climatiche, da un’atavica arretratezza e da un’evidente confusione, e a volte da un’opaca azione amministrativa.

ore 12,30

è tornato il sole, ma sono dell’avviso che sia temporaneo.

 

 

 

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti