Ritardi nelle terapie ‘intensive’ per una piccola gravemente disabile, bloccata a Siracusa da tamponi contraddittori

Mentre i giornali ci danno comunicazione di giovani che passeggiano tranquillamente per le vie
delle città come se la pandemia fosse definitivamente alle spalle, c’è chi, ligio alle regole, come è giusto che sia, vede messi in forse i propri diritti e le proprie ragioni. Il caso che vi raccontiamo, e che potrebbe avere risvolti giudiziari, riguarda una madre e la propria figlia di due anni: la piccola, nata prematura e riconosciuta disabile ai sensi della L. 104/92, art. 3 c. 3 per un grave ritardo psicomotorio, ha la necessità di seguire terapie in strutture fuori dal territorio, tra cui la “Fondazione Stella Maris”, terapie che, come più volte spiegato dai medici, hanno il massimo dell’efficacia entro i primi tre anni d’età; dopo questa fase, le possibilità di recupero diminuiscono vertiginosamente.

Tutto inizia il 4 settembre perché, dovendosi recare presso la “Fondazione Stella Maris” in Calambrone (PI) per la data del 6 settembre, madre e figlia si sottopongono presso l’USCA di Siracusa, località Pizzuta, ai tamponi per i pre-ricoveri. L’esito risulta negativo per la madre (vaccinata) mentre la bimba, sottoposta a tampone molecolare, appare positiva. La famiglia comunica quindi alla “Fondazione Stella Maris” l’esito positivo della figlia e, come da prassi, vengono informate l’ASP, le cooperative locali presso le quali venivano effettuate le terapie alla piccola, tutti i soggetti con cui erano avvenuti possibili contatti e viene attivata la procedura di isolamento fiduciario con indicazione della data del 13 settembre per effettuare il tampone di controllo alla bimba e ai familiari con lei conviventi. L’isolamento, doveroso, purtroppo pregiudica alla piccola non solo l’opportunità di effettuare le terapie a regime intensivo programmate presso la Fondazione ma anche la possibilità di proseguire le terapie che ordinariamente esegue presso le cooperative di Siracusa, “Amica” e “San Martino”.

Il tempo stringe, le cure al centro di Pisa non aspettano di certo la piccola. La mamma, l’8 settembre, chiede un nuovo tampone molecolare che viene effettuato con autorizzazione di un medico dell’ASP anticovid, presso il tendone alla Pizzuta ove si effettuano i tamponi di controllo post-covid o se ci sono stati contatti diretti con positivi: il risultato dà per la piccola esito negativo.

Il giorno dopo, il 9, anche la mamma si sottopone a tampone molecolare di controllo (con esito negativo) al fine di poter partire con la piccola e recuperare i giorni che le restano per effettuare le terapie programmate alla Fondazione di Calambrone per il precedente 6 settembre. Purtroppo tutti i tentativi della madre di seguire le necessarie terapie programmate sono vani perché la “Stella Maris”, non potendo attendere oltre, assegna il posto previsto ad altro bambino necessitante di terapie.

Intanto il nucleo familiare viene nuovamente sottoposto a tampone: il 13 mamma, papà, nonna e bimba risultano negativi. A questo punto si attende la nuova comunicazione per le terapie da svolgere presso la “Fondazione Stella Maris”: la convocazione è per lunedì 27. Così, il 25, vengono effettuati nuovi tamponi pre-ricovero presso la stessa USCA di Siracusa, di nuovo rapido e molecolare con gli stessi identici risultati del giorno 4: negativo per il primo (per l’accompagnatore) e positivo il secondo (bimba) e anche questa volta le cure della bimba saltano.

E qui cominciano però alla famiglia a sorgere i primi dubbi: niente contatti, chiusi dentro, ma mamma e figlia con esiti diversi. Vista l’esperienza precedente la mamma, la mattina del 27, fa eseguire alla bambina un nuovo tampone molecolare che di nuovo dà esito negativo. Ma purtroppo, per attendere il tampone ed avere la certezza dell’esito negativo, salta ancora una volta la possibilità di partire.

Ora che scriviamo finalmente madre e figlia sono arrivate a Pisa dove la nostra piccola protagonista sta effettuando le cure. Pur non volendo mettere in discussione né l’impegno né la serietà di alcuno, c’è a questo punto da chiedersi come sia possibile un’oscillazione tanto repentina dei test covid per la piccola: prima positiva, poi negativa,
di nuovo positiva e poi negativa. Non è certo questo l’unico caso di risultati contraddittori dei tamponi e legittimamente la famiglia si interroga, e interroga, sulla causa degli errori: imprudenza e/o imperizia da parte degli operatori della filiera dei test covid, laboratori in tilt per il numero troppo alto di tamponi? Una risposta va certo data perché anche in questo caso, come immaginiamo per altri, i danni posso essere gravi e in particolare, come per la piccola protagonista della nostra storia, la salute, soprattutto dei più fragili, richiede la massima attenzione. Senza risposta non potranno mai esserci gli interventi necessari ad evitare che casi simili si ripetano.

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