Seconda puntata
Si sa che lo Sport preferito dei siracusani (ma di tutti in generale) sui social è quello del tuttologo scienziato e critico impenitente su tutto e tutti, grazie ad una tastiera e alla possibilità gratuita di sparare ognuno la propria. Che importa se manca l’informazione, il buon senso, la fonte?
In questi giorni impazza su Facebook/Siracusa la polemica sulla piazza colorata (in passato abbiamo assistito a quella sugli alberi abbattuti o sulla pista ciclabile o su tante altre questioni). La piazza può piacere o meno, il Progetto può essere criticato o meno, ma ragione vuole che prima bisognerebbe informarsi o quantomeno aspettare la conclusione dei lavori, e meglio ancora se si sostituisse il dileggio e lo sfottò con argomentazioni o contributi (possibilmente tecnici e appropriati).
Non è questione di essere schierati pro o contro un progetto, pro o contro una giunta e il suo sindaco (La Civetta dà in continuazione dimostrazione di “non essere di parte” e di criticare spesso questa Amministrazione). Non è questione di essere di destra, di centro o di sinistra, ciò che manca spesso nel dibattito pubblico cittadino (specie o ahimè ormai quasi esclusivamente sui social) è il buon senso, l’accortezza di informarsi preventivamente, di aspettare la conclusione dei lavori, di valutare al di là degli interessi personali o del proprio orticello e di guardare al Bene della Comunità. E se questo è difficile chiederlo al cittadino comune, per lo meno ce lo aspettiamo dal competente o da una mente pensante.
Ormai da anni gli Enti Locali non hanno risorse per progettare e realizzare ma devono attrezzarsi per accaparrarsi fondi tramite bandi ministeriali, europei, ecc. Il più delle volte, se non nella quasi totalità, le opere che si realizzano sono offerte e finanziate dallo Stato o dall’Unione Europea o da progetti speciali. Se partecipi e te li aggiudichi sei bravo ma devi poi realizzarli secondo i parametri che spesso sono già definiti dall’Ente finanziatore e si hanno pochi spazi di manovra per le modifiche. Spesso sono programmi nazionali, replicati in varie città, spesso sono progetti pilota: ti devi scommettere con la novità e il cambiamento. Ma non sono MAI (o quasi) progetti pensati e costruiti al Comune. Non è questione di un sindaco di destra o di sinistra, più bravo o più scarso. Molto probabilmente non farebbe nessuna differenza e quei Progetti (già belli pronti e finanziati) ce li ritroveremmo uguali in un’Amministrazione di Destra, di Centro o di Sinistra. Di Lega…. Non si sa.
Per maggiore chiarezza e informazione, a vantaggio di quanti siano disponibili ad una serena e pacata valutazione, e in aggiunta e a completamento del precedente articolo, La Civetta ha ritenuto di offrire maggiori spunti di eventuale dibattito pubblicando le slides del Progetto Zone Scolastiche, presentato alla stampa il 24 giugno 2021.
![]()
Il progetto “Zone scolastiche” prevede la riqualificazione dello spazio urbano attraverso pratiche di “urbanismo tattico” e la messa in sicurezza delle aree scolastiche e residenziali mediante l’introduzione di limiti di velocità per ristabilire l’equilibrio tra i pedoni e le auto.
![]()
OBIETTIVI DEL PROGETTO – | ANDIAMO A 30 ALL’ORA
– Attraversamenti sicuri e “accessibili”
– Riduzione dei punti di conflitto e degli incidenti
– Miglioramento qualità della vita
– Riqualificazione delle aree residenziali
– Realizzazione di aree sicure intorno alle scuole
– Riduzione inquinamento atmosferico e acustico
– Equità di utilizzo dello spazio pubblico
– Rafforzamento del senso di comunità e la socialità
![]()
ESEMPI EUROPEI
La prima “Zona 30” nasce in Germania nel 1983 a Buxtehude
IN ITALIA
Quartieri e aree Zona 30 sono già nate a Milano, Torino, Firenze, Reggio Emilia e Casalmaggiore.
SIRACUSA
Le aree scolastiche scelte per la sperimentazione
![]()
Nota Bene: anche se assenti alla presentazione del progetto diversi giornalisti e testate, poiché il progetto e le slides sono stati inviati a tutti i media, tutti potrebbero parlarne con precisi riferimenti.
Ben vengano le critiche, ma supportate da argomentazioni valide e non da ripicche per antipatie né per piaggeria, che guardino più alla funzionalità che all’estetica (soggettiva). Dal cittadino comune magari la polemica sterile è inevitabile, ma dalle menti pensanti e ragionanti ci aspetteremmo di più.
![]()

Commenti recenti