Il pompiere paura mai non ha!

Il pompiere paura mai non ha! Il pompiere paura mai non ha! Il pompiere paura mai non ha!

Tutti insieme, una decina, avvinghiati alla recinzione della scuola del Parco Robinson di via Algeri, cantando a squarciagola con le loro voci acute, con un entusiasmo contagioso, hanno salutato così l‘intervento, tempestivo, semplice,  dei vigili del fuoco di Siracusa.

L’incendio, forse appiccato da qualcuno, o dal mozzicone di una sigaretta, delle sterpaglie dell’ampia area abbandonata davanti all’edificio . Una situazione ambientale di incuria e degrado inconcepibile nei pressi di un plesso scolastico dove purtroppo è facile che scoppi un incendio che avrebbe potuto in poco tempo avvicinarsi, distruggere i due precari box in legno forse ricovero di colombi (ce ne sono tanti sparsi nelle zone periferiche della città, segno, forse, di un “disagio” che si fatica a comprendere nella sua profondità).  “Una volta è successo che si sono bruciati” ha raccontato una bambina preoccupata per gli uccellini. “Moriranno tutti?” ha chiesto alla maestra che l’ha rassicurata. 

Un evento entusiasmante per loro la presenza dei vigili del fuoco che si sono anche fermati per salutarli, per fare una foto con loro. Degli eroi, per loro che ogni mattina frequentano una scuola puntualmente vandalizzata nella notte. Dopo aver distrutto i giochini del parco, sistemati pochi giorni fa dai volontari di alcune associazioni – “Speravamo di poter ricordare Pino Pennisi organizzando nel parco un evento ma lo abbiamo trovato in condizioni disastrose e abbiamo chiesto aiuto agli amici per sistemare qualcosa” racconta Maria Grazia Assenza -, alcuni ragazzi hanno preso l’abitudine di arrampicarsi di notte sul tetto della scuola, svellere parti di muro e altro e buttare tutto giù. “Stamattina il collaboratore scolastico ha raccolte un bel po’ di roba – segnala una maestra –. Ora hanno anche divelto un pezzo di inferriata di recinzione per venderla. Un po’ alla volta portano via le panchine. Hanno subito rubato la telecamera fatta mettere dall’assessore Gradenigo. Insegno qui da vent’anni ma prima non era così. La situazione è peggiorata”.

In questa zona della città sembrano dunque essere inefficaci i progetti educativi che si continuano a proporre, forse perché privi della necessaria continuità e condivisione. Un errore nel passato aver consentito che l’Istituto Comprensivo venisse man mano abbandonato prima dalle famiglie, che hanno portato altrove i propri figli, poi dalla stessa amministrazione comunale che lo ha lasciato al degrado, alla devastazione, all’occupazione abusiva di qualche disperato. Oggi sono in corso alcuni lavori di ripristino, in particolare delle palestre (due, ampie, belle, con un campetto esterno) ma a cosa servirà se non ci sarà un organico progetto di recupero di tutto l’edificio e della sua utilizzazione futura? Anche la Polizia Municipale non ha mai accettato l’idea di trasferire lì i suoi uffici, come presidio di legalità.

Gli eroi non possono essere solo i “pompieri” che arrivano a risolvere l’emergenza. Lì c’è bisogno di eroi 24 ore su 24. Altrimenti non se ne esce.

“Non se ne esce, non se ne esce” afferma amaramente un ex operatore sociale, “Quanti progetti, quanti interventi, quante risorse, quanti soldi buttati negli anni ….Progetto Compagno di Scuola, Corso per Operatori di Strada, Progetto Non uno indietro, Corso di legalità, Progetto di integrazione, non mi ricordo più neanche i titoli suggestivi e pieni di enfasi. Studi, analisi, ricerche, progetti. Da parte di associazioni (Libera, Arci, Cooperative sociali, gruppi di volontariato). Ma niente. Non ci cambiavi nulla. Magari qualcuno capiva ma poi si doveva adeguare agli altri, a quelli che dovevano comunque disturbare e distruggere. Compravi attrezzi, computer, Tv, strumenti e di notte li rubavano. Se provavi ad accusare qualcuno ti tagliavano le ruote della macchina. Se cercavi di coinvolgere i genitori quelli ti portavano le bollette da pagare: a mia i soddi m’abbisognuno, no i giochini a scuola … Pure Don Ciotti è venuto in quella scuola ad inaugurare un Progetto, di pomeriggio festa, canti balli e discorsi e torta, di notte si rubarono tutto”.

La recente proposta avanzata dalla Casa delle Associazioni e del Volontariato (sono una trentina, una ricchezza per la città), che ha già sottoscritto con il Comune un protocollo di intesa attraverso l’adesione al progetto Urbact Active Ngo’s, di avere la possibilità di usare anche un solo locale della materna di Parco Robinson per poter essere sempre presenti e non consentire scorrerie notturne è un’opportunità da cogliere senza indugio. Vedremo quale decisione prenderà la Giunta: il locale c’è, piccolo, indipendente dal resto dell’edificio, con un bagno appena ripristinato. Basta un sì per iniziare.

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