Nella lotta contro il Covid, che ormai si gioca tutta su una campagna di vaccinazione che dovrebbe essere fatta a tappeto nei tempi più rapidi possibili, non ci sono solo ombre e difficoltà, a livello locale e così regionale e nazionale, come quelle segnalate dal dottor Corrado Artale recentemente, o dal dottor Gaetano Scifo per i soggetti fragili e ottantenni costretti a recarsi in comuni lontani da quelli di residenza.
C’è chi vuole davvero rappresentare una voce fuori dal coro, che desidera portare la propria esperienza come esempio di un’organizzazione che sta funzionando, e “alla grande” dice.
“Non ho santi in paradiso, né ho avuto canali privilegiati, ma per me arrivare alla vaccinazione è stata una passeggiata senza alcun ostacolo – racconta Giacomo Lo Verso (padre dell’attore Enrico) -. Ho 83 anni – scandisce con la voce nitida e forte di un cinquantenne – e mi sono prenotato non appena è stato possibile, l’8 febbraio, seguendo tutte le indicazioni date. Dopo pochi minuti mi è stata confermata la prenotazione per ieri, domenica. Ci tengo a dire che ho trovato all’Umberto I un’organizzazione perfetta e tanta gentilezza da parte di tutti. Mi hanno misurato la temperatura, ho compilato i moduli per l’accettazione e senza neanche un minuto di fila, sono stato accompagnato subito dal medico”.
Quale vaccino ha fatto? Ha avuto reazioni?
Lo Pfizer, e non ho avuto nessun effetto collaterale, nessun sintomo né al momento né successivamente. Dovrò fare la seconda dose tra tre settimane, domenica 28. Insomma, in quindici minuti ho fatto tutto e sono proprio soddisfatto.
Ha avuto qualche dubbio prima di fare il vaccino?
Mi sono prima informato, certo, ma credo nella scienza, nella nostra sanità e vorrei che la mia esperienza fosse anche di sprone per i più refrattari, che li tranquillizzasse, e convincesse. Il vaccino è la nostra vera unica arma in questo momento. Ma ci tengo a spiegare per quale motivo io abbia sentito il desiderio di parlare di questo a chi neanche mi conosce. L’altra sera seguivo la trasmissione di Massimo Giletti, le tante critiche, l’immagine di una sanità con quasi solo ombre e avrei voluto mandare lì un messaggio per invitare a un’informazione non così disfattista, a ricordare che esiste anche altro. Sicuramente non va tutto bene, da qualche parte ci sono i furbi che cercano comode scorciatoie a danno di altri, ma bisogna avere l’onestà di descrivere, di raccontare anche quello che funziona. La mia vuole essere una testimonianza che ci sono luoghi dove l’organizzazione funziona, come a Siracusa, per quanto io ho direttamente constatato. Lo voglio far sapere e rassicurare così i più scettici. E ringraziare chi collabora perché tutto sia ben fatto ed efficiente, anche regalando un sorriso. Grazie.

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