Lo scorso 14 febbraio ricorreva il primo anno dalla scomparsa di Monsignor Pasquale Magnano.
Al servizio della Chiesa siracusana per decenni, ha profuso il suo impegno sia nell’ambito più propriamente pastorale – la preghiera, la parola divina, la celebrazione dell’Eucarestia, la carità esercitata, ad esempio, nell’ambito dell’Ospedale siracusano tramite l’apostolato come Cappellano, il ministero del rettorato del Santuario della Madonna delle Lacrime – che, più ampiamente, culturale: molti ricorderanno ad esempio il suo supporto alla crescita dei giovani tramite sia lo sport che la parola di Dio.
Ma un aspetto da sottolineare, per ricordare la figura di Monsignor Magnano, che tra l’altro è stato anche docente e giornalista pubblicista, è sicuramente quello dello studio, della ricerca storica e della riflessione teologica, sfociato nella pubblicazione di diversi articoli e volumi: ricordiamo almeno “Le nostre preghiere”, uscito per i tipi di Santocono Editore, “Arcano Linguaggio”, opera documentatissima sulla lacrimazione del 1953 (una notazione personale: il 12 settembre avrebbe compiuto ottantasette anni e proprio quel giorno la Chiesa festeggia il Nome di Maria, portato proprio dalla madre di Monsignore), e diversi volumi sulla storia della Chiesa siracusana (“Memorie siracusane”, “L’Eremitismo irregolare nella diocesi di Siracusa”, “La
Cattedrale di Siracusa” e “Syracusana Ecclesia”).
Leggendoli si compie un vero e proprio viaggio nelle vicende della diocesi siracusana, dalle origini legate a Marciano e Paolo al periodo bizantino, fino ad arrivare al XVIII e XIX secolo, nella storia della venerazione a Maria, nelle peripezie delle reliquie di Lucia, senza trascurare la trascrizione e l’analisi dei documenti e un tentativo di interpretazione; pregevole la riproposizione di antichi inni e preghiere come pure la composizione di nuovi sussidi per la preghiera personale e comunitaria.
La scelta di pubblicare i volumi è dovuta anche al fatto che spesso gli articoli, pur pregevoli, quasi dei saggi monografici, sono come disiecta membra che un volume salva dalla dispersione e, nonostante la metodologia di ricerca abbia fatto molti passi avanti, e la bibliografia su molti argomenti sia ormai sterminata, ci sembra che il nipote Claudio Fortuna, con il quale abbiamo avuto modo di ripercorrere vari aspetti anche della vicenda umana oltre che pubblica di Monsignor Magnano, si è proposto di custodire la memoria dello zio anche tramite la diffusione dei suoi libri, messi a disposizione naturalmente senza fine di lucro: l’eventuale ricavato andrà interamente ed esclusivamente in beneficenza, esattamente alla missione in Madagascar per la quale il presule aveva realizzato il progetto della costruzione di una scuola e di una Chiesa (per maggiori
informazioni, scrivere apasqualemagnano33@gmail.com o a claudiofortuna9@gmail.com).

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