La sfida del bando Qualità dell’Abitare: 15 milioni per le periferie

Tra progetti datati che finalmente vanno a realizzazione e altri per i quali si annunciano ingenti finanziamenti, vanto dell’Amministrazione Italia, riteniamo di particolare importanza quello relativo al bando Qualità dell’Abitare che potrebbe aprire a un’azione di profonda rigenerazione urbana anche attraverso il coinvolgimento dei residenti dell’area prescelta così come delle associazioni del terzo settore. Noi lo immaginiamo quasi come un modello, un prototipo per progetti futuri sulle “vere” periferie della città, su quelle ai margini da sempre, il cui sviluppo non può che passare attraverso l’ascolto delle istanze che partono dal basso come è accaduto, anche se in piccolo, con l’esperienza del G124 di Renzo Piano. Aree per le quali non possono essere sufficienti interventi di maquillage – l’area verde in più, la pista ciclabile in più – ma che richiederebbero il concorso di una lettura pluriprospettica della connessione tra situazione socio economica e realtà dell’abitare, e quindi di risposte adeguate ai più vari livelli.

Ma non sappiamo se si sta andando in questa direzione perché si sa ben poco di quanto si è deciso in merito nell’ultimo mese. Lo stato dei fatti è questo.

L’Amministrazione Comunale, a fine dicembre (il bando è del 16 novembre), ha deciso di partecipare al “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare” da oltre 850 milioni di euro (ma altre risorse verranno stanziate), puntando sulla presentazione di un progetto da 15 mln di euro. Scartate, quindi, le altre possibilità: concorrere con più di uno dei tre progetti ammissibili (ciascuno da 15 mln) o scommettersi sull’impresa, evidentemente considerata impossibile, temeraria, del progetto pilota da 100 mln (quella su cui sarebbe stato appassionante chiamare a raccolta tutte le professionalità della città e che, se non fosse andata in porto, avrebbe avuto comunque un ritorno positivo per tanti aspetti… ma questa è un’altra storia). https://www.lacivettapress.it/2020/12/28/tre-progetti-da-15-mln-ciascuno-o-un-progetto-pilota-da-100-mln-una-sfida-possibile/

Immaginiamo che la Giunta, ancor più perché assente il Consiglio Comunale che altrimenti avrebbe partecipato alla decisione, con grande senso di responsabilità abbia valutato e discusso tutte le opzioni possibili prima della scelta poi fatta.

Sia andata come è andata, il 31 dicembre sono state adottate due determinazioni dirigenziali motivate dall’assenza di “professionalità interne per avviare e concludere entro il 16 marzo 2020 le attività sopra richiamate (del bando, ndr), anche in considerazione della carenza in atto di risorse umane”, una delle criticità della nostra Amministrazione che, come già abbiamo avuto modo di evidenziare, si ha difficoltà ad ammettere nelle dichiarazioni pubbliche e che dovrebbe essere, almeno in parte, mitigata con le nuove assunzioni avviate. Ma questo quando sarà.

Con la determina n.560 è stata affidata all’Università di Catania/Scuola di Architettura di Siracusa l’attività scientificaper l’ammissione a finanziamento della proposta da presentare nella Fase 1” del bando, con un impegno di spesa per il Comune di 24mila euro (20mila più oneri). È così diventata di fatto operativa la convenzione già sottoscritta nel maggio 2020 tra Comune e Università, nata dall’ “interesse del Comune” per le attività di ricerca sviluppate dalla Struttura Didattica Speciale di Architettura dal titolo: “Rigener_AZIONE urbana. Siracusa: ipotesi per una città solidale e sostenibile” di cui responsabile scientifico è il professore Luigi Alini (vedi schede in calce all’articolo). Quindi, ritenendo indispensabili “la collaborazione e il supporto scientifico” di Architettura, si è chiesto al professore Alini di individuare l’ambito di intervento (in quale zona della città avviare il progetto di “riqualificazione”), le modalità (come realizzare il progetto), i bisogni e le caratteristiche dei contesti (perché nella zona scelta e non altrove) e infine le soluzioni ecosostenibili che rendano la proposta valida per l’aggiudicazione del bando.

Invece, con la determina n.559 – collegata in premessa alla 560 dal richiamo all’attività che dovrà svolgere Alini -, per l’affidamento della progettazione dello “Studio di Fattibilità Tecnico Economico Semplificato” a un “professionista esterno di comprovata esperienza”, è stato previsto il ricorso alla procedura di negoziazione diretta “sotto soglia”: 55.585,10 euro più oneri vari per un importo complessivo pari a 70.526,37 euro.

A distanza ormai di un mese pensiamo che l’incarico sia già stato affidato ma non sappiamo a quale professionista, a quale studio. Un’informazione che dovrebbe essere data, insieme alle risposte ad alcune domande che poniamo qui. 

La prima è se il rapporto tra Amministrazione Comunale e Scuola di Architettura non avrebbe potuto essere più organico, sfruttando tutte le opportunità offerte dalla cosiddetta Terza Missione degli Atenei, quella che li proietta nei territori quale fucina di elaborazione e progettazione a servizio delle comunità. Un accordo quadro ad ampio raggio (piuttosto che l’accordo con un singolo docente, necessariamente limitato nelle competenze specifiche ed anche, probabilmente, nelle risorse strumentali a lui assegnate) avrebbe infatti potuto garantire un supporto di molteplici professionalità, differenziate ma complementari, cui far ricorso nel perseguire i diversi eventuali obiettivi individuati, o da individuare, nella strategia di sviluppo urbanistico della città, di profonda riqualificazione di interi quartieri che, come abbiamo detto, necessitano di interventi che non possono certo ridursi all’inserimento di aree verdi o corsie/piste ciclabili; auspicabili certo, ma non sufficiente a riscattare il degrado di alcune nostre zone periferiche.

Sono tanti, e complessi, i temi urbanistici sul tappeto che non ci sembra siano al centro dell’attenzione dell’amministrazione come in genere della politica: il recupero strutturale o la demolizione e ricostruzione di interi casermoni in cemento armato senescente; la vitalizzazione dei quartieri dormitorio con aree e attività di socializzazione e inclusione; lo snodo del rapporto di tutte le periferie con il parco archeologico, del quale costituiscono le porte d’accesso e con il quale è necessario immaginare “una permeabilità formale e funzionale” oggi inesistente.

Inoltre, in un’ottica di sinergia, di univoca volontà, di visione condivisa della Siracusa del futuro, (condivisa: cioè scaturita dal confronto costruttivo con la società civile, e non elaborata unicamente  nel chiuso della sala riunioni della Giunta) – e questa è la seconda domanda -, non è forse possibile immaginare che si sarebbero potuti ottenere, dalla collaborazione con la Struttura Didattica Speciale di Architettura nel suo insieme, progetti preliminari a titolo gratuito,  in vista di una sua partecipazione attiva nella successiva fase dei progetti definitivi ed esecutivi? Grazie al lavoro dell’Ufficio dei programmi complessi si è potuto partecipare al Bando Periferie con progetti preliminari preparati dagli stessi tecnici comunali; altri uffici sono riusciti a ottenere finanziamenti per 12 milioni di euro per tre progetti come è stato comunicato dal sindaco Italia. Ma quell’Ufficio è stato poi inspiegabilmente smantellato, azzerato, e che manchino adeguate risorse interne per riuscire a far fronte ai diversi bandi è ammissione della stessa Giunta. E quindi, date le possibilità che si prospettano a breve con i miliardi del Recovery Plan, l’Amministrazione non dovrebbe organizzarsi così da esser pronta a presentare progetti che abbiano quella qualità che probabilmente la Scuola di Architettura, tutta la struttura, sarebbe in grado di offrire?

E ancora la terza domanda: non sarebbe atto dovuto il condividere con la città quanto si decide a Palazzo Vermexio, soprattutto in assenza del Consiglio Comunale, andando oltre un’informazione che rimane estremamente generica? 

In questo momento, per esempio, proprio per il bando Qualità dell’Abitare, i Siracusani non sanno nulla del progetto in fieri, delle indicazioni, degli obiettivi che immaginiamo debbano già essere stati individuati dai nostri amministratori. Orientare le scelte urbanistiche è, a nostro avviso, compito della politica, fiancheggiata certo da specifiche competenze tecniche ma mai come delega in bianco, e mai frutto di uno splendido isolamento. Nei giorni, mesi, passati, oltre agli interventi già pensati da tempo (la cintura ferroviaria, via Tisia/via Pitia ecc) che finalmente vanno a realizzazione, al di là del più recente annuncio di queste ore su tre progetti che poco si conoscono, le novità in materia di pianificazione urbanistica sono comparse qua e là in maniera frammentata. Chiusa la stagione degli incontri aperti del precedente assessore all’urbanistica, l’architetto Maura Fontana, non si è più sentito nulla in merito alla revisione dello strumento urbanistico fermo a 14 anni fa. Abbiamo letto che l’Ance Siracusa ha finanziato due assegni di ricerca post-laurea (60mila euro circa) per eseguire un progetto di Rigener-Azione Urbana, coordinato proprio dal professore Alini, a quanto pare per interventi nella zona di via Ermocrate. È sempre questa l’area scelta per il progetto Qualità dell’Abitare? Oppure, come sembra, si è pensato alla Mazzarona? O altrove?

Infine, la quarta domanda. Mancano solo 40 giorni (il termine è come detto il 16 marzo prossimo) per elaborare il Progetto di Fattibilità Tecnico Economico Semplificato. Al di là della documentazione indispensabile – “relazione tecnico illustrativa della proposta complessiva, planimetria generale ed elaborati grafici per l’individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare, e cronoprogramma dei lavori” -, c’è il tempo per tener adeguato conto dei criteri di valutazione su cui si gioca l’aggiudicazione dei finanziamenti, evitando che tutto si riduca alla sola fase della proposta progettuale? Quante volte è già successo a Siracusa? Qual è, nel tempo, la percentuale di effettivo ottenimento e utilizzazione delle risorse rispetto ai progetti elaborati e presentati (e debitamente pagati ai progettisti)? 

La sfida non è per nulla facile. Come abbiamo già evidenziato nel precedente articolo del 28 dicembre occorrerà infatti dimostrare, secondo il dettato del bando,  “la capacità di coordinare e/o aggregare soggetti in forma associata in chiave di legalità di realtà auto-consolidate”, riuscire a coinvolgere e a far partecipare “operatori privati, anche del terzo settore, … in forma associativa in particolare se operanti nell’area di intervento”, proporre “modelli innovativi di gestione, di sostegno e di inclusione sociale, di welfare urbano e di attivazione di processi partecipativi”. Indicazioni che “valgono punti”, che faranno la differenza tra la vittoria e la sconfitta. E nulla di tutto questo potrà essere se non alla luce del sole, con il reale coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

 

SCHEDA: Convenzione Comune/Università di Catania-SDSA SR

Nel maggio 2020 il sindaco Francesco Italia e il rettore dell’Università prof. Francesco Priolo hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per attività di ricercaper il tramite della Struttura Didattica Speciale di Architettura”. Come si legge nella Deliberazione di Giunta (la 56 del 27/05/2020) la finalità è quella “di instaurare una collaborazione finalizzata alla messa a punto di analisi, studi e ricerche finalizzate ad interventi di forestazione urbana, mobilità ciclopedonale e più in generale interventi di mitigazione degli effetti determinati dai cambiamenti climatici sulle aree cittadine causati dalla mobilità urbana”, esattamente quanto sviluppato dal professore associato di Tecnologia dell’Architettura Luigi Alini in un suo progetto di ricerca denominato “Rigener-AZIONE Urbana. Siracusa: ipotesi per una città solidale e sostenibile”.

Il prof. Alini – suo, tra altri, il progetto del corridoio di collegamento tra i due edifici dell’Area Marina protetta del Plemmirio al Maniace – è il promotore di innovative forme di didattica basate sul principio dell’apprendere facendo, cioè dell’esperienza diretta dei giovani nei cantieri. Gli studenti sono chiamati ad interagire “con condizioni operative ‘reali’, concrete, entro cui sviluppare l’azione progettuale: un luogo, una funzione, un budget, una tecnica costruttiva, un materiale, un committente”. Nel 2009 il “Cantiere Didattico Sperimentale” è stato oggetto (a sua volta) di un protocollo di intesa sottoscritto dall’Ente Scuola Edile e l’Ateneo di Catania, che ne ha affidato la responsabilità scientifica appunto al professore Alini.

L’accordo, in vigore fino al 30 maggio 2023, che non prevede alcun impegno di spesa per il Comune essendo le ricerche “a titolo gratuito”, vedrà dunque la Struttura Didattica Speciale di Architettura (in realtà soltanto la cattedra del prof. Alini) e il Comune collaborare reciprocamente “alla prefigurazione di scenari e formulare linee di indirizzo” finalizzate agli interventi del progetto di ricerca menzionato, con l’impegno, da parte dell’ente locale, di prevedere, “all’interno dei bandi competitivi nei quali sarà coinvolta la Scuola di Architettura, se il bando lo consente, finanziamenti destinati alla consulenza scientifica della S.D.S.” attraverso specifici accordi tra il responsabile della ricerca, prof. Alini, e, per il Comune, il sindaco stesso o un suo delegato (quanto appunto accaduto con la determinazione dirigenziale n.560 del 31 dicembre scorso).

 

SCHEDA: ANCE/Università di Catania-SDSA Sr

L’Ance Siracusa ha finanziato due assegni di ricerca post-laurea (di 11.893,50 e 48.000,00 euro), “utilizzando risorse frutto dei contributi versati all’Associazione dalle aziende private”, proprio per il progetto Rigener-Azione Urbana, coordinato dal prof. Luigi Alini, che, come riportato da alcuni comunicati del dicembre 2019, “si pone l’obiettivo di bilanciare l’eccessivo carico su Ortigia in termini di presenze di cittadini e turisti, creando un nuovo polo di attrazione all’ingresso sud della città, rigenerato urbanisticamente e socialmente, con la presenza del Ginnasio Romano, dell’Idroscalo (si spera) e del Porto Turistico della Spero, anche grazie alla sinergia dell’ormai imminente apertura del cantiere di recupero del vecchio albergo scuola da parte dell’IACP di Siracusa e del rifacimento della via F. Crispi a cura del Comune”. L’idea è quella di “abbattere capannoni obsoleti e brutti edifici che sorgono a ridosso del piazzale della stazione, nell’area parcheggio. Ciò consentirebbe di realizzare una grandissima piazza che ingloba e, finalmente, valorizzi l’adiacente Ginnasio romano, ad oggi abbandonato”.

Un’iniziativa che fa parte di una più ampia azione di supporto dell’Ance all’Amministrazione ItaliaNell’ottica di servizio alle imprese edili, Ance ha messo a disposizione del Comune, vincolato dalle note ristrettezze del bilancio, le somme necessarie per la redazione dei progetti preliminari previsti nel programma Agenda Urbana, per investimenti già disponibili per circa 10 milioni di euro in favore del Comune ma a serio rischio di definanziamento, per la realizzazione di un parcheggio scambiatore nella zona dei Pantanelli, da collegare con nuove navette elettriche in tal modo acquistabili, alle zone nevralgiche della città e per il recupero della ex casa di riposo di via Grottasanta dove sarà realizzata la Cittadella della Solidarietà, destinata ad offrire accoglienza e servizi a soggetti disagiati, per consentirne l’inserimento nel tessuto sociale della città. Si tratta di un investimento dell’ordine di grandezza di circa 100 mila euro che per l’Ance costituisce uno sforzo importante ma che ci auguriamo possa portare all’apertura di cantieri entro breve tempo, dando una boccata d’ossigeno al settore che vive una crisi gravissima da oltre un decennio” ha dichiarato il presidente Massimo Riili.

 

 

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