Lettera aperta di Enzo Monica (Il Cerchio) al sindaco Italia: “Nella democrazia aleatoria il recupero della rappresentanza cittadina”

Caro Francesco,

L’associazione di cui sono l’attuale presidente, è “libera e indipendente da ogni credo politico e religioso, quindi “è un’associazione laica nel senso più ampio del termine accettando al suo interno una matura dialettica tra opinioni diverse”. Si interessa anche di Politica, ma senza alcun legame con partiti, gruppi, assessorati o movimenti di sostegno a personaggi di potere, locali o nazionali.

Per questo motivo il Centro Studi Arti e Scienze IL CERCHIO ha supportato, assieme ad altre personalità conosciute in città, la richiesta fatta dall’organizzazione ODERAL, di organizzare un convegno sulla Democrazia Aleatoria a Siracusa, con la volontà di non rimanere nella torre d’avorio della cultura astratta. Cultura che sta alla finestra senza esporsi, rifiutando le responsabilità che ogni cittadino ha il dovere di assumersi in un momento critico e delicato quale quello di questi momenti.

Noi da oltre un anno discutiamo di sistemi complessi e abbiamo affrontato dibattiti presso la nostra associazione sui problemi legati alla complessità nell’odierna società globalizzata.

L’argomento della governabilità e dei problemi ad essa collegata sono stati affrontati dai diversi punti di vista, ma in modo teorico. Abbiamo esaminato i dilemmi del clima e dell’inquinamento, connessi con quelli della salute e dell’organizzazione sanitaria nel territorio e con le crisi epocali della storia dell’uomo.

Il convegno purtroppo non si è potuto tenere, come programmato, il 29 ottobre 2020, ma la proposta dell’assemblea di cittadini estratti a sorte non può essere rinviata.

Non si vuole sostituire l’assemblea degli eletti (il consiglio comunale dimissionario) con un altro organo non previsto dalle leggi dello stato, tantomeno si vuole creare confusione, fastidio o interferenza ad un sindaco rimasto solo e che ha assunto, non volendo, tutte le responsabilità del governo. Si vuole invece proporre, dopo attenta e meditata valutazione, un supporto scientificamente analizzato da docenti universitari di “sistemi complessi”: un’assemblea che affianchi il consiglio comunale. Per garantire la rappresentatività della cittadinanza dovrà essere formata in modo aleatorio con criteri scientifici, inoltre i suoi componenti verrebbero istruiti e informati da specialisti sui settori da analizzare e coordinati da “facilitatori” che avranno il compito di motivare alla partecipazione i membri appianando i contrasti tipici delle dinamiche di gruppo. A quest’assemblea saranno sottoposti i problemi che saranno tema delle delibere della giunta. Così, oltre al voto del consiglio comunale, si potrà affiancare un parere di cittadini di tutte le categorie in cui le forzature ideologiche o di parte dovrebbero essere escluse e rappresenterebbe “il cosiddetto sentire comune”, superando la mancanza di partecipazione, diventata la vera malattia della democrazia rappresentata dai partiti.

Il tema delle decisioni condivise democraticamente con competenze e partecipazioni ampie è indifferibile, citando Greta Thunberg “Le persone soffrono. Le persone stanno morendo. Interi ecosistemi stanno crollando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui riuscite a parlare sono i soldi e le favole della crescita economica infinita. Come osate!”.

Questo è lo scenario che abbiamo davanti, il coronavirus lo sconfiggeremo, ma le conseguenze dell’attività antropica avranno un andamento asimmetrico: se andrà tutto bene i benefici saranno piccoli, se invece andrà male i risultati saranno catastrofici in tutti i settori interconnessi.

Questi fenomeni che seguono una logica diversa da quella a cui siamo abituati saranno sempre più frequenti, quindi i decisori politici devono avere l’appoggio di un sistema politico basato sulla partecipazione consapevole e informata dei cittadini. Utilizzare i social media è la strada giusta? La formazione e l’informazione competente passa da tali meccanismi?

Noi crediamo di no, e possiamo spiegarne i motivi. Inoltre crediamo che l’estrazione a sorte possa garantire la rappresentanza di tutta la popolazione, gli “atomi sociali”. Attraverso l’estrazione a sorte, “il caso” nell’esplorazione di spazi di possibilità in maniera omogenea, uniforme e completa apre enormi possibilità nella soluzione di molti tipi di problemi.

Con le dovute precauzioni e analisi, una democrazia a base aleatoria è forse oggi una via per superare forme degenerate di democrazia, e se le soluzioni sono impossibili da trovare in questo sistema significa che dobbiamo cambiarlo anche attraverso l’uso del “caso” in quanto il caso è intrinsecamente “democratico”

Il rischio di stare alla finestra è grande, lo abbiamo visto ovunque la sopravvivenza è in bilico tra salute ed economia, tra risparmio e innovazione, tra spese utili e spese futili. I giovani (che vogliono vivere) si ribelleranno agli anziani (che si accontentano di sopravvivere); chi vive alla giornata si ribellerà a chi ha lo stipendio fisso o la pensione; coloro che hanno piccole trattorie, si ribelleranno alle chiusure dei locali per sconfiggere la pandemia; chi ha aziende vorrà utilizzare i fondi messi a disposizione dall’Europa, per recuperare le perdite a discapito della la sanità e le tecnologie avanzate. Quando arriverà l’inverno oltre al virus, i temporali (sempre più rovinosi) metteranno in crisi tutte le decisioni prese, perché in un sistema complesso e in una società globalizzata tutto si collega a tutto: emigrazione e virus, virus e inquinamento, inquinamento e guerre, pace sociale e rivolte di massa, ecc..

L’assemblea dei cittadini estratti a sorte vuole essere un aiuto che mi auguro possa servire per il superamento dei problemi che noi tutti conosciamo e che sei costretto ad affrontare. Ricordati che Nessuno si salva da solo.

Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no (Greta Thunberg).

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