Si è costituito l’Ente di Terzo Settore “Si può fare per il lavoro di Comunità” con 45 soci di cui 25 associazioni di utenti e familiari e cooperative di tutta la Sicilia che rappresentano le realtà che promuovono i diritti delle persone affette da patologia psichiatrica e che portano avanti buone pratiche di riabilitazione nel campo dell’inserimento lavorativo, dell’abitare e del tempo libero
Mercoledì 29 luglio si terrà a Palermo presso la sede dell’Assessorato Regionale alla Sanità, un Sit-in per sollecitare immediate risposte ad una serie di richieste per gli utenti delle CTA e per chiedere un incontro con l’Assessore
All’ Assessore Regionale alla Sanità
Ai Direttori Generali Asp Sicilia
Ai Direttori dei DSM Asp Sicilia
Con il Covid 19 peggioramento dell’assistenza alle persone affette da patologia psichiatrica
L’Associazione regionale “Si può fare – Per il lavoro di Comunità” , Ente di Terzo settore al quale aderiscono 45 soci tra cui 25 enti (associazioni di familiari, di volontariato, di promozione sociale e cooperative sociali) operanti in tutto il territorio della Sicilia
SOSTIENE
con un Sit-in, che si terrà davanti la sede dell’Assessorato regionale alla Sanità in piazza Ziino mercoledì 29 p.v. alle ore 10, lo sciopero della fame iniziato martedì 21 u.s. da Grazia Adorni responsabile della sezione catanese dell’associazione per protestare:
- per la mancanza di risposte chiare e certe che l’associazione ha richiesto all’Assessore Regionale della Salute, con la lettera allegata sulla situazione di stallo che esiste all’interno delle CTA (Comunità Terapeutiche Assistite) nelle quali ancora i pazienti che escono dalle strutture sono costretti a fare la quarantena al loro rientro anche dopo avere praticato un tampone con esito negativo;
- per il blocco delle attività riabilitative esterne alle CTA che stravolge il senso del ricovero in tali strutture, diventate in questi mesi quasi esclusivamente residenze assistite;
- per il carattere punitivo che la quarantena (imposta dopo gli accertamenti clinici fuori dalle CTA) assume di fatto nelle persone con disagio psichico ricoverate in queste strutture
Si ricorda a tal proposito che i ricoveri presso le CTA devono sempre avere, in psichiatria, tramite il Progetto Terapeutico Riabilitativo Individuale (PTRI) valenza riabilitativa tesa al recupero dell’autonomia e delle capacità sociali dei pazienti, contemplando pertanto attività all’esterno sia in forma individuale che di gruppo.
Consapevoli delle altrettanto importanti misure per la tutela della salute dei pazienti ricoverati e della collettività, l’associazione reputa che la situazione di restrizione delle libertà che si è creata nelle CTA sia assolutamente abnorme rispetto alla prevenzione del rischio di contagio, non equa rispetto alle misure riservate agli altri cittadini e insostenibile per la compromissione dei progetti di cura delle persone ricoverate.
L’associazione condivide pertanto i motivi che stanno alla base dell’atto estremo che sta portando avanti la Signora Grazia Adorni e
CHIEDE
di essere ricevuta con una delegazione mercoledì stesso dall’assessore regionale per esporre le ragioni degli utenti ricoverati e dei loro familiari.
Nell’occasione verrà presentata all’Assessore la piattaforma di richieste essenziali per contrastare il peggioramento complessivo dell’assistenza psichiatrica in Sicilia a causa del Covid 19 che, nonostante qualche timido tentativo di soluzione attivato in questi giorni nella provincia di Catania e Palermo, resta grave e preoccupante. Si ribadisce pertanto la richiesta di linee regionali chiare per la suddetta questione Covid e si ricordano alcuni dei problemi irrisolti nel campo delle politiche per la salute mentale: il budget di salute previsto per legge ma non ancora applicato, le carenti piante organiche dei DSM, la mancata attivazione della Consulta regionale dei familiari e degli utenti, la mancata attuazione del Piano Socio Sanitario del 31.07.2017 e di molti punti del Piano Strategico per la Salute mentale del 2012.
“Si può fare – Per il lavoro di Comunità”
Il Presidente
Gaetano Sgarlata
Recapito 3476132436
Si allega:
Pec inviata il 9 u.s. con richiesta di incontro urgente con la lettera sulle problematiche CTA e con il Comunicato stampa nel quale si espone la piattaforma di richieste dell’Associazione.
All’Assessore Regionale alla Sanità
Al Dirigente Generale del D.P.S.
Al Dirigente Generale del D.A.S.O.E.
Il Coordinamento regionale “Si può fare per il lavoro di Comunità”, avendo preso visione della circolare emessa in data 03.07.2020 prot. n. 30186 dai Dirigenti Generali del Dipartimento regionale per la pianificazione strategica e dal Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico con oggetto.”Progressivo ripristino delle attività assistenziali. Rimodulazione misure di prevenzione del contagio”
OSSERVA
1) Che non si possono equiparare le Comunità Terapeutiche Assistite (CTA) alle Residenze Sanitarie Assistite (RSA) o ad altre strutture per assistenza per anziani. La tipologia dei pazienti ricoverati in CTA è quella di soggetti giovani che sono ricoverati con rette significative per svolgere un’attività riabilitativa intensiva per i primi 2 anni ed estensiva per gli altri 4 concessi dalla legislazione vigente. Per tale motivo il loro permanere in CTA deve essere caratterizzato dalla possibilità di vivere nel territorio tutte quelle attività propedeutiche al loro reinserimento, tra cui sicuramente il rapporto con i familiari.
Ricordiamo che sono già 4 mesi che questi pazienti sono reclusi e costretti alla inazione con gravi conseguenze per il loro stato psichico.
2) Che viene demandata la possibilità di stilare piani specifici ad ogni Direttore di CTA, ma che, se nella circolare si puntualizzano varie limitazioni, si scoraggiano iniziative da parte del Direttore della CTA di reale ripresa delle attività riabilitative.
3) Che, come ogni giorno entrano ed escono dalle CTA operatori e personale vario di servizio, anche i pazienti hanno diritto ad una vita normale osservando le prescrizioni di tutti gli altri cittadini e non debbano subire le restrizioni suddette.
Si resta in attesa di riscontro e si porgono cordiali saluti
Palermo 08.07.2020
“Si può fare per il lavoro di Comunità”
Il Presidente
Gaetano Sgarlata
Il 30 giugno scorso si è costituito l’Ente di Terzo Settore “Si può fare per il lavoro di Comunità” con 45 soci di cui 25 associazioni di utenti e familiari e cooperative di tutta la Sicilia che rappresentano le realtà che promuovono i diritti delle persone affette da patologia psichiatrica e che portano avanti buone pratiche di riabilitazione nel campo dell’inserimento lavorativo, dell’abitare e del tempo libero.
In effetti il Coordinamento “Si può fare per il lavoro di Comunità” nasce nel 2013 ma solo ora si è dato una veste giuridica per potere interloquire con le istituzioni in maniera ufficiale.
Quindi ci proponiamo di continuare a fare proposte che già da 7 anni portiamo avanti e nello specifico:
- Dipartimenti di salute mentale che non diventino erogatori di farmaci e filtri per il ricovero nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura ma che siano organizzati per promuovere la salute mentale, prevenire l’insorgere della patologia psichiatrica e curare e riabilitare il soggetto nella comunità nella quale vive. Invece un insieme di scelte politiche che ha visto poco attenta la Comunità tutta sta portando sempre più a dei servizi medicalizzati che, per mancanza di personale come gli psicologi, gli assistenti sociali ed i terapisti della riabilitazione, sono impegnati quotidianamente nel fronteggiare le richieste sempre più numerose con strumenti quasi esclusivamente di tipo medico. Le piante organiche dei Dipartimenti di salute mentale sono costruite con delle linee guida dell’Assessorato regionale alla Sanità che dispongono una percentuale precisa per medici psichiatri e neuropsichiatri infantili e per infermieri ma che non da percentuali specifiche per le figure professionali sopra ricordate, psicologi, assistenti sociali, terapisti della riabilitazione, per cui il numero di questi professionisti dipende dalla sensibilità dei Direttori Generali che in questi anni non hanno attenzionato questo aspetto;
- Attivare la Consulta delle Associazioni dei familiari e degli utenti prevista dal D.A. del 22/10/2019 che deve affiancare il Coordinamento regionale della salute mentale costituito da tecnici, coordinamento che è stato istituito ma che non viene convocato;
- Emanare le Linee guida per la formulazione e l’implementazione dei progetti terapeutici individualizzati (PTI) di presa in carico comunitaria da sostenere con budget di salute come definito dall’art. 24 della legge regionale n. 17 del 16.10.2019 che dispone che “ogni Azienda sanitaria provinciale è tenuta a destinare almeno lo 0,2 per cento delle somme poste in entrata nel proprio bilancio annuale al finanziamento di PTI”. A tal fine il Coordinamento ha anche presentato all’assessorato regionale alla Sanità una proposta dettagliata;
- Attuare il Piano Socio-Sanitario emanato il 31.07.2017 dall’assessorato della salute e della famiglia che avviava il processo di integrazione socio-sanitaria in salute mentale dato che è impossibile una riabilitazione che non prenda in considerazione complessivamente i bisogni della persona. Per questo chiediamo che si rafforzi il Servizio “Tutela della fragilità-Area integrazione Socio-Sanitaria regionale” per coordinare tutte le iniziative necessarie per mettere in atto il Piano Socio-Sanitario e l’art. 24 del suddetto collegato all’ultima finanziaria, vedi punto 3;
- Che si diano linee guida chiare alle Comunità Terapeutiche Assistite (CTA) per favorire la ripresa di tutte le attività riabilitative e la libertà di movimento e di incontro con i familiari per gli utenti ivi ricoverati. E’ durata troppo una reclusione ingiustificata che mette ancora una volta l’utente affetto da patologia psichiatrica in una posizione di discriminazione.
Il Coordinamento “Si può fare per il lavoro di Comunità” chiede un incontro urgente con gli Assessori alla Sanità ed alle Politiche Sociali per discutere i tempi di attuazione di queste iniziative che non si possono più rimandare.
O si sceglie la strada della vecchia assistenza psichiatrica foriera di drammi e di ingiustizie o si sceglie la strada del coinvolgimento di tutta la Comunità nelle scelte che, come l’esperienza e le linee guida internazionali insegnano, mettono al centro la persona affetta da patologia psichiatrica con tutti i suoi bisogni, diritti e doveri.
Palermo 04.07.2020
Il Presidente di “Si può fare per il lavoro di Comunità”
Gaetano Sgarlata

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