Come la Gallia di Cesare, il Parco dell’Hangar di Augusta è diviso in tre parti. Belgi, Aquitani e Celti sono in maniera più prosaica sostituiti dall’Agenzia del Demanio, dalla Marina Militare e dal Comune di Augusta.
Il Professor Ilario Saccomanno avrebbe tanto materiale per scrivere il resoconto delle battaglie di “Hangar Team” per la tutela del monumento e del sito, combattute, a differenza del condottiero per eccellenza, con le armi della mediazione, del confronto e della volontà.
La mappa che proponiamo su queste pagine rappresenta l’attuale stato delle competenze che ricadono sull’Aeroscalo. In rosso è cerchiata l’area interdetta a qualsiasi uso in forza di una specifica ordinanza dei Vigili del Fuoco di Siracusa, che rimane propria dell’Agenzia del Demanio, e include l’Hangar e alcune strutture inagibili. In blu, colore che appare posto non in maniera casuale, vi è lo spazio che comprende il campo sportivo, il parco giochi, i giardini e il cinema all’aperto, spazi tra più apprezzati durante le frequenti aperture del sito alcuni anni fa, e oggi nelle mire delle Marina Militare. Ciò che resta, evidenziato in parte in giallo, è un esteso spazio vuoto, privo di vegetazione, ma essenziale per dare un senso all’intero sito, ovvero il piazzale di manovra del dirigibile. Proprio questa vasta area potrebbe essere richiesta, con la speranza concreta di riuscire ad ottenerla, in concessione dal Comune di Augusta.
Avere un quadro chiaro delle competenze, potrebbe essere un primo passo per dare un futuro ad un monumento, la cui unicità spesso sfugge a chi di competenza.
“L’Hangar ha subito negli ultimi anni gli effetti negativi di una gestione non opportuna – racconta il Prof. Saccomanno -. Sono convinto che il monumento sia stato considerato da questa Amministrazione come un problema da esorcizzare, infatti la sua prima iniziativa è stata quella di restituire all’Agenzia del Demanio la parte che era stata concessa nel 2004 al Comune e che la nostra Associazione si era impegnata a bonificare e a valorizzare. Inoltre, l’ordinanza emanata dal Comune con cui è stato interdetto l’accesso all’intera superficie del parco, ha interpretato in maniera estensiva la relazione dei Vigili del Fuoco di Siracusa che, a seguito di un rilievo sui luoghi, avevano constatato l’inagibilità della struttura, impedendo così ogni attività sul sito.
Purtroppo, la richiesta per la concessione dell’intera superficie dell’Aeroscalo, inviata successivamente dall’Amministrazione al Demanio, non poteva essere presa in considerazione poiché includeva anche gli spazi propri dell’Autorità Portuale e di altra pertinenza”.
La chiusura del parco dell’Hangar, avvenuta nel 2016, è arrivata in un momento in cui gli augustani avevano riscoperto la meraviglia dei luoghi e per il monumento si prospettava un futuro migliore.
“La struttura è stata consolidata con un intervento costato circa 2,5 milioni di euro – continua il Presidente di Hangar Team – per cui oggi l’Hangar non crea problemi strutturali. La ristrutturazione, tuttavia, non ha previsto interventi sulla copertura e per questa ragione il monumento non si può visitare all’interno.
Il 5 novembre del 2014, poi, è stato pubblicato il decreto dell’Assessorato ai Beni culturali della Regione Siciliana che, accogliendo una nostra richiesta, dichiarava il complesso denominato “Aeroscalo per Dirigibili” e il relativo parco, bene di interesse culturale ai sensi del Codice dei beni culturali, facendo ricadere la tutela sui manufatti e sull’area circostante, quindi anche sul piazzale di manovra del dirigibile”.
Partendo proprio da queste certezze, il Prof. Saccomanno appare comunque fiducioso sul futuro dell’Hangar.
“La Marina Militare ha chiesto una porzione di parco, quella corrispondente al campo sportivo, al parco giochi e ai giardini in cui si svolgevano molte delle nostre iniziative. Ho avuto modo di apprezzare la disponibilità del nuovo Ammiraglio, che lascia sperare nella possibilità che quegli spazi possano essere resi accessibili alla Città. L’intenzione, manifestata dalla Sindaca alcune settimane fa, di ottenere parte dell’Aeroscalo, invece, non può che essere limitata al piazzale di manovra dei dirigibili, poiché l’area dell’edificio dell’Hangar è oggi interdetta”.
Un passo fondamentale per una vera valorizzazione sarebbe quello di portare il monumento e il parco circostante alla ribalta internazionale attraverso l’inserimento nella World Heritage list dell’Unesco, un approdo che sembra naturale per la sua unicità.
“Nel gennaio del 2019 – spiega Saccomanno – abbiamo redatto ed inviato, in collaborazione con le associazioni Icob e Alzati Augusta, il dossier di candidatura del sito all’Unesco, un testo da noi predisposto ma fatto proprio e firmato dalla Sindaca.
Questa iniziativa è stata preceduta da un evento, relativo alla presentazione di un film riguardante la storia del sito, e da una raccolta firme avvenuta da maggio a settembre 2017.
Le firme raccolte sono state inviate al Ministero dei beni culturali, il quale ci ha risposto sottolineando quanto fosse difficile essere inseriti nell’elenco dei 50 beni nazionali da candidare all’Unesco, ma evidenziando allo stesso tempo, l’esistenza di un’opportunità ulteriore, cioè quella di far entrare la nostra richiesta in una candidatura di tipo seriale, coinvolgendo altri Hangar dello stessa tipologia e presentando una richiesta congiunta che aumentasse la possibilità di essere tenuti in considerazione.
Proprio per questa ragione, nel dossier di candidatura, abbiamo dedicato un’ampia sezione all’Hangar di Ecousseville in Francia, struttura che ha una storia e caratteri costruttivi simili alla nostra, e che celebra come noi il proprio centenario nel 2020”.
Proprio questo importante “compleanno” sarà adeguatamente celebrato, come conferma il Presidente di Hangar team, attraverso diversi eventi che avranno luogo il prossimo autunno, nel periodo che va da settembre a dicembre.

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