In questi giorni si è costituito il gruppo “Piano Salva Aria” per difendere la legge sul Piano della qualità dell’aria approvato dalla Regione nel 2018. Già i sindaci di Monforte S. Giorgio, Contrò, S. Lucia del Melo hanno aderito all’iniziativa di pressare il governo regionale affinché la legge venga applicata senza nessun cambiamento. Il gruppo è formato da varie sigle di associazioni ambientaliste siciliane fra cui il comitato stop veleni di Augusta, Melilli, Siracusa e della Rete dei comitati territoriali siciliani (Rcts) che in provincia sta chiedendo la massiccia adesione ai sindaci della zona industriale affinché il piano non venga snaturato.
“Sì, abbiamo inviato una richiesta d’adesione ai sindaci di Siracusa, Augusta, Melilli, Priolo, Solarino, Floridia e siamo sicuri che risponderanno positivamente” conferma Giusi Nanè, la rappresentante del Comitato Stop Veleni e della RCTS.
“L’approvazione del piano avvenne sulla base di specifiche disposizioni della normativa nazionale e comunitaria dopo un attento iter che coinvolse l’Arpa e il Ministero dell’Ambiente per cui non è stato varato nulla d’insensato o per una deindustrializzazione dell’area; anzi, in tanti siti industriali sia in Italia, come Porto Marghera molto più grande della nostra zona industriale, sia in Europa, queste disposizioni sono state accettate e applicate da tempo. C’è, come disposto dall’art. 9 del D.L. 155/2010, l’individuazione delle principali sorgenti emissive e la susseguente applicazione con adeguate misure per garantire la migliore qualità dell’aria, ciò attraverso l’implementazione delle migliori tecnologie. È tutto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
Invece le multinazionali qui presenti non vogliono adeguarsi?
È così, vi sono manovre sottobanco, forti pressioni sul governo siciliano da parte degli industriali che stanno facendo di tutto per ostacolare l’applicazione della legge che rappresenta, dopo 60 anni d’industrializzazione selvaggia, il primo atto concreto in grado di ridurre significativamente l’inquinamento in zona industriale, tenendolo costantemente sotto controllo con il sistema SIMAGE. Inoltre bisogna tenere presente che la legge dà tutto il tempo per l’adeguamento ai nuovi limiti; difatti, queste nuove normative entreranno a regime nel 2027 con uno step intermedio nel 2022 e le apparecchiature non sono da inventare ma solo da impiantare.
Quindi le resistenze delle nostre industrie sono pervicaci?
È così. Tutte le raffinerie siciliane stanno pressando per il ritiro o la revisione del Piano. Esse accettano solo limiti emissivi più morbidi; in sostanza una rinnovata possibilità d’inquinare come prima. Così il danno continuerà non solo sui cittadini ma anche sul clima. È a tale scopo che abbiamo inviato questa lettera ai sindaci, è loro dovere come primi cittadini essere determinati nella riduzione sensibile dell’inquinamento, almeno per diminuire i rischi sanitari di una popolazione già a rischio da decenni.
Una battaglia di civiltà!
Appunto! Una battaglia per la qualità della vita cui i nostri figli, ma anche quelli dei politici e degli industriali vorranno a chiederci conto, perché l’inquinamento non cade solo su di noi, ma ovunque raggiungendo ricchi e poveri. Alla fine chi vince è solo il dio denaro. C’è da sottolineare anche un’altra battaglia avviata a livello regionale, ma riguarda anche la nostra provincia.
Ci spieghi
Si è formato il Movimento No discarica Armicci Lentini con una prima partecipatissima assemblea ricca di contributi e proposte. La riunione, lanciata dal Coordinamento per il Territorio No discarica Armicci-Bonvicino di Lentini insieme alla Rete dei Comitati Siciliani, è la prima di una serie di incontri volti all’organizzazione di un percorso di lotta comune per dire BASTA AI PROGETTI DI MORTE della Sicula trasporti dei Leonardi. Il loro progetto è quello dell’ennesimo allargamento della discarica di Grotte San Giorgio/Bonvicino che porterebbe al raddoppio della megadiscarica e la costruzione di un inceneritore in Contrada Codavolpe.
Avete deciso qualche iniziativa su questo?
Certo, la prima è quella della realizzazione di un sit-in di fronte al municipio di Catania che, in spregio ad ogni rispetto dei territori e dei suoi abitanti, ha già dato parere positivo alla costruzione dell’inceneritore in conferenza dei servizi. Sorgerebbe un impianto mortifero a pochi chilometri dall’abitato di Lentini. Inoltre, l’Assemblea all’unanimità ha concordato sulla necessità di elaborare un piano dei rifiuti che sia espressione dei territori siciliani e delle loro esigenze, ponendo al primo posto la chiusura di queste megadiscariche private. Ci siamo ritrovati in tanti, tutti determinati nel combattere un nemico che sta devastando la nostra terra. Sia per noi, ma pensiamo per tutti, sono solo progetti di morte quelli degli imprenditori Leonardi

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