Alberto Maggi: “Il papa che telefona è vicino a tutti, esprime il messaggio della buona novella”

 

Chiediamo al biblista Alberto Maggi, spesso intervistato da La Civetta, un commento sulla telefonata di papa Francesco al sindaco Francesco Italia.

Egli non fa che applicare il Vangelo. All’inizio del suo papato Francesco ha suscitato un mormorio via via crescente trasformatosi oggi, senza più remore, in aperto dissenso da parte di tanti che lo vorrebbero mandare via. Questo papa in poco tempo è riuscito a deludere tutti.

Cioè?

C’è la delusione di molti dei cardinali che l’hanno eletto. Era l’uomo ideale, senza scheletri negli armadi, tradizionalista ma con accettabili aperture verso il nuovo. Avrebbe potuto garantire un periodo di tranquillità alla Chiesa terremotata da scandali e divisioni. Mai avrebbero pensato che Bergoglio avrebbe avuto intenzione di riformare nientemeno che la Curia romana, eliminare privilegi e fustigare le vanità del clero.

Non c’era riuscito neppure papa Paolo IV con il concilio e le varie encicliche

Invece, la sua presenza, sobria e spontanea, è un costante atto d’accusa ai pomposi prelati, anacronistici faraoni pieni di sé. Poi, sono delusi i vescovi in carriera. Ora questo papa invita gli ambiziosi e vanesi vescovi ad avere l’odore delle pecore.

E il clero?

Certamente, tanti anche fra i più giovani sacerdoti non accettavano in pieno il concilio vaticano II. Invece devono recuperare un’umanità che le norme ecclesiali hanno atrofizzato. Questo papa li invita a scendere e a mettersi a servizio degli ultimi. Ma sono delusi anche i laici impegnati nel rinnovamento della Chiesa e i super tradizionalisti attaccati tenacemente al passato. Per questi ultimi il papa è un traditore che sta portando la Chiesa alla rovina. Per i primi, papa Bergoglio non fa abbastanza, non cambia norme e legislazioni non più in sintonia con i tempi.

C’è qualcuno entusiasta?

Sono entusiasti di lui i poveri, gli emarginati, gli invisibili e tutti quelli, fra cardinali, vescovi e preti e laici, che da decenni sono stati emarginati a causa della loro fedeltà al vangelo, visti con sospetto e perseguitati per questa loro “mania” della Sacra Scrittura a discapito della tradizione.

Quindi anche per lei che fa parte di questa schiera?

Certo, l’avevamo sperato, immaginato o sognato, quando discutevamo nel 2015 a Cefalù sul concilio. Ora, tutto ciò è divenuto realtà. Francesco è il papa che fa riscoprire al mondo il profumo del vangelo. È il vangelo, la buona novella che porta a questi cosiddetti comportamenti rivoluzionari in telefonate, invio di messaggi anche a chi non lo interpella. È un papa presente nel quotidiano non chiuso nelle stanze vaticane.

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