C’È UNA CREPA IN QUESTA ASP ED È LÌ CHE ENTRA LA LUCE

 

Il siracusano lamentoso lo è di natura. Polemico pure. E anche notevolmente sciassato, incline all’apatia, al disincanto e anche alla sciarra, alla diatriba, alla divisione. Ma riguardo all’Asp il giudizio è stato da sempre unanime ed indiscusso con un sol cor: pessimo sotto tutti i punti di vista. Di sicura condanna verso la struttura e i servizi sanitari, di totale sfiducia verso la gestione e la direzione. Su tutto ci si divide e ci si contrasta ma a Siracusa su questo tema la concordia è assoluta. Senza tentennamenti o distinzioni di parte e categorie.

Ed è proprio su questa comune e consolidata considerazione negativa che la sopraggiunta emergenza da virus ha preoccupato al massimo livello e in maniera diffusa la città nelle sue varie articolazioni (sindacati, partiti, gruppi, associazioni, categorie professionali e perfino Ciccio Coppola ra’ Via Arsenale).

Le vicende di cronaca locale hanno poi suggellato quanto si temeva: impreparazione e disorganizzazione lampanti hanno dimostrato quanto potesse essere deflagrante per la nostra realtà l’arrivo del virus. Il focolaio al Museo Paolo Orsi (2 morti e vari ammalati), quello al Pronto Soccorso (il primario positivo, forse altri), come prima al reparto di cardiologia, la mancata mappatura dei possibili contagiati, l’inadeguata gestione dei sintomatici e dei messi in quarantena, il call center non funzionante, sono la dimostrazione di un sistema precario, superficiale se non irresponsabile. I ritardi con cui si interviene, la mancanza di trasparenza, l’indifferenza verso le richieste del territorio sono i segnali evidenti di uno scollamento tra istituzione Asp e i suoi utenti.

Se le varie grida di allarme sollevate (le istanze degli stessi medici, le denunce dei sindacati e delle associazioni di tutela, gli articoli di stampa, le lettere dei politici) sono rimaste inascoltate o snobbate dalla Direzione di C.so Gelone, queste sono invece state accolte dalla Prefettura che senza indugi ha convocato ieri Sindaco, Direttore e Assessore Regionale imponendo una svolta drastica nella gestione della crisi.

Da oggi (o tra breve) uno staff di specialisti si affiancherà nella gestione dell’emergenza Covid. A tutti gli osservatori questa decisione dell’Assessore regionale è apparsa come una sfiducia informale dei vertici locali, di sicuro è un segnale forte e incoraggiante ma prima di cantare vittoria noi vorremmo vederlo all’opera questo staff di esperti e riscontarne al più presto i risultati. Grazie, dunque a quanti con coraggio e senso di responsabilità hanno ritenuto di metterci la faccia e avviare una battaglia di coscienza e di civiltà, dando atto in primo luogo al Sindaco che si è messo alla testa di questo fronte.

O forse sarà stato merito di Ciccio Coppola ra’ Via Arsenale con i suoi post su face book Ohuu, m’ha ddiri quantu posti ci sunu in Sala Rianimazione … quanti respiratori avemu, ah? Vulemu i mascherini … ha caputu? Stamu murennu tutti! L’aggente deve sapere! È uno scandalo! Contiviti se sei intignato! O forse sarà stato per l’hashtag #questamafiajè lanciato sempre da Ciccio con la suocera che soffre di unghia incarnita.

Quel che è certo è che una crepa si è aperta nella nostra Azienda Sanitaria Provinciale e (citando Leonard Cohen) è li che entra la luce. C’è da auspicarsi che questa tragedia serva almeno ad avviare il primo passo di un percorso di cambiamento da tempo auspicato, che porti ad una gestione della sanità competente, responsabile, umana, che ponga fine alla tanto vituperata reputazione di amministrazione ballerina da tempo e da tanti considerata troppo scarsa, di incompetenti al comando, di presunte nomine illegittime, nonché delle barzellette su presunti harem e presunte amanti e di carriere facili che hanno spesso animato l’immaginario collettivo.

Speriamo che la crepa si allarghi e che la luce finalmente abbia il sopravvento sul buio. I tempi sono maturi. La città lo merita.

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