Continua la carrellata di risposte al nostro sondaggio nato tra il serio e faceto, un modo per dare voce ai cittadini, conoscere le loro priorità e desideri. Abbiamo chiesto ai nostri lettori di provare ad immaginare di fare il sindaco per qualche giorno, il tempo di deliberare almeno 3 provvedimenti. Cosa faresti? E cosa elimineresti?
Donatella Lo Giudice
Nella nostra città ci sarebbero davvero tantissime cose da fare e francamente io non riesco ad individuarne la priorità, né a riassumere in tre punti assegnando un ordine d’importanza. Sono forse le scuole meno prioritare degli asili nido? Sono forse la viabilità o i trasporti d’importanza secondaria rispetto alla esigenza di una sanità che possa mettere i nostri eccellenti professionisti (che pur ci sono anche a Siracusa) nelle condizioni di declinare le proprie capacità in una struttura che lo consenta? Non sarebbe forse prioritario lavorare a un progetto che possa guardare oltre il proprio naso, sulla gestione dei rifiuti nella nostra provincia?
Ho sempre creduto che la nostra città viva da decenni una crisi di sistema orizzontale e verticale. I cittadini si avviluppano sempre di più dentro una critica sterile ed improduttiva, volta al lamento incline al sentito dire e priva di quel senso civico, di quella passione che muove le comunità che hanno la consapevolezza di esserlo. L’uso che si fa dei social certo poi non aiuta.
La cosiddetta “classe dirigente”, quando si muove, lo fa senza mai riuscire a mettere a segno anche UN SOLO progetto condividendondone i contenuti e il fine, bravi come siamo a dare priorità alle nostre ambizioni personali e politiche ancorché all’interesse collettivo. Potrei solo dirvi che occorrerebbe ricominciare da zero: dall’imparare l’importanza fondamentale nelle nostre vite quotidiane del ruolo delle Istituzioni per saper discernere a chi farle incarnare. Almeno proviamo ad insegnarlo ai nostri figli!
Pino Camilli
Asfaltare alcune strade principali della città che sono un disastro. Utilizzare persone che usufruiscono del reddito di cittadinanza per lavori socialmente utili
Pino Rosano, architetto
1) Nuovo Piano Regolatore Generale della città e del suo territorio. Il vecchio piano è superato e pieno di lacune
2) Ricucire le aree periferiche della città e definire un perimetro fisico fra la città e la campagna
3) Piano Regolatore del Porto. La nostra città non sembra più una città di mare. Bisogna ridefinire la linea di costa e combattere l’idea di conservazione ammuffita del lasciare la costa così com’è. La zona dei Pantanelli deve essere progettata, non è possibile lasciarla così. Progettare e trasformare il territorio è una prerogativa dell’uomo, non un danno. Diventa un danno se lo si delega ai soliti compari incapaci e sparvieri
Fra le cose che eliminerei eviterei di concentrare tutto su Ortigia, sia per i turisti che i concittadini. L’isola deve essere alleggerita. Per i siracusani puntiamo alla rivalutazione della Borgata e per i turisti riconsideriamo la zona archeologia nella quale, ormai, vanno in pochissimi. Poi toglierei tutti gli uffici della pubblica amministrazione dagli edifici in affitto. Ristrutturerei la miriade di edifici pubblici, anche abbandonati, e ci trasferirei gli uffici di cui sopra. Darebbe lavoro all’edilizia, soprattutto quella di recupero. E poi proibirei in modo assoluto, se non per le infrastrutture, di costruire nuovi alloggi, pubblici o privati. Recupero dell’esistente. Recupero, recupero, recupero. E poi andrei ad ubriacarmi. Ma col piacere di aver ben lavorato.
Luisa Fiandaca, operatrice culturale
Raccolta differenziata: così non funziona, troppa sporcizia in giro, troppa gente senza mastelli. O rimettere in zona strategiche cassonetti per tutti o aumentare i controlli in maniera seria, a tappeto per chi non paga la tassa e non ha i mastelli
Ortigia: regolamentazione dei dehors fatta in maniera seria, spazi per tutti ma in modo adeguato e decoroso
Pianificazione degli eventi culturali con calendario definendo spazi gratuiti per gli organizzatori agevolandoli nelle pratiche burocratiche
Cosa ritengo sbagliato: il mercato della domenica a Piazza santa Lucia: dopo c’è uno scempio: obbligare chi espone, vende ecc a lasciare la piazza pulita
Centrare tutte le attività culturali ad Ortigia; si potrebbe tentare uno spostamento alla Borgata, per esempio e poter sfruttare così la piazza, soprattutto in estate
Non c’è, o almeno non vedo, attenzione per i giovani, intendo la fascia d’età 14/18. Iniziative che riescano a coinvolgerli che potrebbero partire dal Comune in accordo con scuole e altri enti o associazioni
Rossana La Monica, presidente Associazione Astrea
Vorrei la mia città più accessibile, avendo fatto più volte la prova a mettermi nei panni di una persona su sedia a rotelle, vi assicuro che le difficoltà sono infinite.
Seppur migliorate negli ultimi anni, ancora tanto deve essere fatto. Quindi, se io fossi sindaco, come primo impegno: abbattimento di tutte le barriere fisiche e mentali.
Poi mi adopererei per la bonifica della zona industriale in primis per la salute degli abitanti e per restituire alla città quel bellissimo litorale di cui mi parla la mia nonna.
A proposito di mare negato, farei in modo di riaprire i varchi a mare, chiusi abusivamente in via Riviera di Dionisio il Grande, di recuperare le spiagge della Playa, del Lido Azzurro e isola della Maddalena.
Il mio excursus solidale e sociale mi ha spesso vista impegnata anche nella riqualificazione del quartiere Santa Lucia, la “Borgata”. Sulla carta Centro Storico ma nei fatti non è stato ancora realmente trattato come tale. Di sicuro rientrerebbe tra le mie priorità. Il quartiere merita gli stessi incentivi che ha goduto Ortigia, con il piano Urban, magari anche sgravi fiscali per i commercianti che volessero investire.
Inoltre in città c’è bisogno di un “Canile sanitario”, un luogo di degenza e ricovero per breve tempo, di animali feriti o in difficoltà varie.
Infine farei di tutto affinché l’amministrazione si interfacciasse con le associazioni che operano sul territorio, con riunioni periodiche e a tema.
Tra le cose che eliminerei: un sindaco non dovrebbe mai firmare a cuor leggero un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) senza assicurarsi che i diritti della persona siano stati rispettati.
Mirella Abela
Se proprio mi ci devo calare, la prima cosa che farei è coinvolgere la parte sana e produttiva della Città ad ogni azione e provvedimento, ciò favorirebbe una vera crescita culturale ed economica. Poi organizzerei momenti di aggregazione nei parchi centrali della città, iniziative per i più piccoli, questa Città ha necessità di essere percepita come propria, rispettandola. Poi punzecchierei ogni giorno il personale dell’amministrazione ma con il rispetto dovuto creerei una task force orientata a captare fondi senza un momento di distrazione. Proverei di essere una stakanovista quale sono ed è molto probabile che gli apatici e gli sciroccati mi odierebbero sin dal primo giorno di insediamento.
P.S.: Non credo che questa città possa vedere lustro … ma nun ci u diri a nuddru!
Lorenza Petrelli
Chi si trova a capo di queste istituzioni trova i casini di quelle precedenti che deve sistemare. In più deve risolvere i problemi che si presentano di volta in volta. Mentre deve combattere contro gli ignoranti, vero grande problema della nostra realtà. I soldi non sono mai sufficienti, vuoi perché incapaci di reperirli o perché non bastano a risolvere tutto. Se si spendono in un modo non va bene perché, secondo i nostri ignoranti si doveva fare altro. Se poi sistema pure l’altro …eh ma perché invece non si pensa a quell’altro ancora? … Insomma, nella nostra città non siamo mai contenti. É questo il grande problema da risolvere. E la colpa di tutto è sempre del Sindaco. Ecco, sa che cosa cambierei? La mentalità del lamento siracusano. Ma non so se per ottenere questo è sufficiente fare il sindaco.
Valeria Di Mauro, guida turistica
Se io fossi Sindaco innanzitutto controllerei l’operato degli impiegati comunali che troppo spesso sembra si stiano facendo un po’ i fatti propri con i soldi dei cittadini. Poi effettuerei un controllo a tappeto di tutte le strutture ricettive: ristoranti con relativi dehors, b&b e hotels, in città l’abusivismo dilaga. Valorizzerei di più la parte alta della città, visto che ultimamente tutto é stato fatto per Ortigia e molto poco per la città. Effettuerei controlli rigidi sulla raccolta differenziata, considerato che in molte aree ancora la differenziata non sanno cosa sia con sanzioni severe per chi non rispetta le regole. Mi occuperei in maniera più risolutiva del traffico e della sosta selvaggia. Disordine negli esercizi pubblici, sporcizia, traffico, mancanza di parcheggi e disorganizzazione in generale sono le cose che più emergono per chi visita la città.
Valentina Sorrentino, agente immobiliare
La prima e importante azione che metterei in pratica se fossi Sindaco sarebbe quella di approfondire la conoscenza per una corretta raccolta differenziata dei rifiuti.
Utilizzerei, tra i metodi già presenti, degli strumenti interattivi come ad esempio delle applicazioni per cellulare, con la funzionalità di riconoscere, attraverso una scansione del codice a barre o digitando il nome del prodotto, il tipo di materiale in modo da collocarlo correttamente al momento di differenziare.
Oppure realizzando dei brevi video/tutorial da diffondere nelle TV locali o in rete (social network, youtube) con dimostrazioni pratiche su come differenziare.
Altre iniziative che metterei in atto quella di diffondere più cultura attraverso spettacoli teatrali, mostre (anche di livello internazionale) e musica. Nello specifico (ri)farei la festa del primo Maggio.
Non ricordo altro momento di aggregazione così partecipato e che riunisse tutta la città, dopo la festa di Santa Lucia.
Per quanto riguarda la cultura… Nel 2007 ero ancora una studentessa neolaureata e durante un master in riqualificazione dei beni culturali ho sviluppato un power point su un’iniziativa che non c’era ancora nella mia città. La intitolai “Le giornate di Archimede” in cui prevedevo una tre giorni di cultura e giochi coinvolgendo le scolaresche e in generale tutti i giovani di talento. Al mio professore piacque così tanto quell’idea che mi propose di avanzarla al comune della mia città. E così feci. La inviai tramite email … e poi il resto è storia. Certo, almeno un minimo di riconoscimento sarebbe stato gradito. Ma va benissimo così.
Ermanno Adorno, pensionato, comunista in attività
Se io fossi sindaco mi adopererei per realizzare una città a misura di UMANITÀ (nessuna differenza per sesso, età, lingua, religione, provenienza…..) ed ANIMALITÀ (istituzione di canili, lotta al randagismo, divieto di esibizione ai circhi che usano animali, no ai fuochi di artificio anche per feste private.
Promuoverei la Città Pentapolare: i 5 Quartieri storici più le frazioni; Incremento dei parchi pubblici quali luoghi di aggregazione gestiti dai residenti con sostegno alle attività culturali (lettura, musica, arte, sport, teatro, pittura, fotografia, corsi di lingua e tradizioni popolari); utilizzo proficuo del sapere degli anziani e dei docenti in pensione.
Mi attiverei anche per incrementare la mobilità sostenibile di studenti, e lavoratori (agevolazioni per l’uso di bici e moto elettriche) anche con riduzione di tasse e imposte.

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