RISCHIO CONTAGIO: RISPETTIAMO I SUGGERIMENTI CON SENSO DI RESPONSABILITÀ

 

Vincolati dalle pastoie del debito (e più ancora da altre pastoie mentali invisibili), han trascorso vent’anni a sacrificare ospedali e posti-letto sull’altare del pareggio di bilancio e dell’austerity ed ora mettono tutti agli arresti domiciliari perché il sistema sanitario collassa. Non sono riusciti e non riescono ancora a capire che ci sono altri sistemi per ridurre il debito senza procedere a colpi di tagli. Né riescono a concepire, neanche se glielo si spiega nel modo più elementare, che alcune cause irrazionali dell’indebitamento vanno rimosse. Sciagurati!

Eppure conviene seguire le istruzioni che ci vengono impartite e collaborare seriamente allo sforzo collettivo per bloccare la diffusione del contagio. Qualcuno ci lascerà le penne, ma moltissimi dei contagiati guariranno, soprattutto i giovani. Per fortuna! Il che è motivo di consolazione per noi anziani, genitori e nonni. E, soprattutto, la maggior parte dei cittadini non contrarrà il virus, grazie alle misure prudenziali che tutti seguiremo, evitando assembramenti di ogni genere per il tempo necessario. Il che è importantissimo, perché altrimenti la bassa percentuale di contagiati che avrà bisogno di trattamenti ospedalieri non troverà abbastanza posti nei reparti di terapia intensiva e di malattie infettive.

Dunque dobbiamo tutti collaborare e rispettare le norme prudenziali anche per senso di responsabilità civica. Per qualche tempo. Poi probabilmente la stagione calda debellerà il virus in molte zone del mondo e, successivamente, qualche ricercatore troverà il vaccino giusto. L’umanità sopravviverà comunque a questa pandemia.

Speriamo che i sopravvissuti non dimentichino che questo virus (insidioso, contagioso ma non mortale nella stessa misura in cui lo fu la spagnola) avrà rappresentato un campanello d’allarme.

I sopravvissuti costringano i politici ad essere più attenti alla salute pubblica e a predisporre strutture ospedaliere e presidi sanitari con maggiore ampiezza di vedute, con generosità di mezzi finanziari e con lungimiranza. Auguri a tutti.

Approfittiamo della situazione per riscoprire il piacere della lettura, l’importanza della meditazione, la dolcezza del raccoglimento nella dimensione domestica, il dialogo interpersonale con pochi amici e parenti… evitando, anche tra intimi e familiari, qualche imprudenza di troppo e mantenendo un’accorta distanza. Nell’interesse dell’altro.

Sostituire per qualche tempo la calorosa stretta di mano e l’abbraccio con un altro segno di saluto (un inchino del capo, un segno con le mani giunte, un invito all’ottimismo con l’indice e il medio protesi ad indicare il segno di vittoria …) non ci costa niente. E mantenerci a distanza da chiunque ci preceda in una fila sarà da considerare un apprezzabile segno di rispetto per il prossimo.

Non intasare le sale d’attesa dei laboratori medici e del pronto-soccorso sarà una scelta di prudenza e una dimostrazione di intelligenza, di responsabilità e di altruismo. Non costa nulla far sì che la fila in attesa prosegua fuori dai locali suddetti. Scandita da distanze di due metri.

Tossire o starnutire entro la piega del gomito (dopo esserci girati in senso opposto al nostro interlocutore) potrà essere una buona abitudine, da mantenere ed osservare anche dopo la cessazione di questo contagio.

Per molti questo periodo che ci attende potrà essere l’occasione per riscoprire il piacere di passeggiate solitarie o in coppia o in piccoli gruppi per i campi, in montagna, lungo le spiagge ancora non affollate, nei parchi archeologici e naturali…

Viviamo serenamente e rendiamo il più possibile gradevole questa sorta di quarantena che sta sostituendo la tradizionale quaresima.

Dopo esserci assiepati come sardine nei mezzi di trasporto, negli stadi, nelle piazze, nei locali pubblici… scopriamo il piacere che può darci l’esperienza suggerita dalla massima epicurea lathe biosas: vivi appartatamente.

La vita è preziosa. Rispetta e difendi quella degli altri. Di riflesso ne trarrai vantaggio anche tu.

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