IDENTIKIT DELLE ZES

SCHEDA

 

Un credito d’imposta nel limite massimo, per ciascun progetto d’investimento, di 50 milioni di euro (quello normale è al massimo a 15 milioni per le grandi aziende e sembra abbia già funzionato bene mobilitando 4 miliardi di investimenti) proporzionale al costo dei beni acquistati, entro il 31 dicembre 2020. Queste le modalità di attribuzione: 25 % grandi imprese, 35 % medie, 45% piccole.

Tempi dimezzati per autorizzazioni e procedure (con il Governo pronto a esercitare i poteri sostitutivi) fortemente semplificate ma ancora allo studio. Si sa però che è già previsto il taglio di un terzo dei termini per una serie di procedimenti amministrativi: da quelli ambientali (Via, Vas, Aia) alle autorizzazioni paesaggistiche a quelli in materia edilizia e alle concessioni demaniali portuali; e che saranno dimezzati i tempi anche per tutte quelle autorizzazioni, licenze, permessi o concessioni che richiedono pareri, intese e concerti di competenza di più amministrazioni. Alle imprese sarà assicurato l’assistenza di uno sportello unico disponibile anche in formato digitale e almeno in una lingua diversa dall’italiano. Gli interventi di urbanizzazione primaria (gli allacci a gas, energia, fogne, ecc.) dovranno essere garantiti alle imprese che si insediano nell’area entro 90 giorni;

Oneri amministrativi e istruttori più bassi.

Questi in sintesi i vantaggi nelle aree Zes previste dal decreto Sud dell’estate 2017, con l’obiettivo primario di attrarre investimenti anche dall’estero nei grandi porti del Sud “per agganciare i flussi di merci in grande crescita nel mediterraneo che passano per il Nord Africa e il canale di Suez per arrivare alla Cina con il suo grande progetto della nuova via della seta”. Da qui il requisito fondamentale e ineludibile della presenza di un’importante struttura portuale.

Così infatti recita l’articolo 4, comma 2 del D.L. 91/2017, nel definire le ZES: “…una zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, situata entro i confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprenda almeno un’area portuale con le caratteristiche stabilite dal regolamento UE n. 1315 dell’11 dicembre 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, collegata alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T). Per l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali le aziende già operative e quelle che si insedieranno nella ZES possono beneficiare di speciali condizioni, in relazione alla natura incrementativa degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa”.

Vantaggi tuttavia a tempo perché esse avranno vigore per non meno di sette anni fino a quattordici sebbene sia prevista anche la possibilità di una proroga per ulteriori sette anni

Si tratta complessivamente di quasi 56 chilometri quadrati di territorio siciliano sui 240 totali delle otto Regioni coinvolte (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

E dovrebbero privilegiarsi le aree pubbliche tant’è che sarebbe volontà del governo quella di inserire tutte le zone Asi o le zone industriali, che hanno una proprietà pubblica, per evitare di fare la fortuna di qualcuno a discapito di altri.

Nel Dpcm istitutivo sono indicati, oltre ai compiti del Comitato di indirizzo delle Zes dove siederanno al massimo 5 membri (autorità portuale, Regione, Palazzo Chigi e Mit), anche i requisiti che dovranno avere i piani di sviluppo strategico da presentare al Ministero della Coesione territoriale regista di tutta l’operazione Zes e che potranno essere redatti con il supporto della Svimez e del Parco scientifico e tecnologico di Catania.

Le condizioni per il riconoscimento delle agevolazioni sono sostanzialmente due: le imprese devono mantenere le attività nella ZES per almeno 7 anni (termine elevato nel corso dell’esame al Senato rispetto ai cinque anni originari) successivi al completamento dell’investimento oggetto della agevolazione (pena la revoca dei benefici concessi e goduti) e non devono essere in liquidazione o in fase di scioglimento.

Sono già stati stanziati circa 250 milioni di euro, da utilizzare tra il 2018 e il 2020; 50 per la Sicilia.

SCHEDA

LA CABINA DI REGIA REGIONALE

La cabina di regia insediatasi a Palazzo d’Orleans, sotto la presidenza del governatore Nello Musumeci, ha il compito di elaborare il Piano di sviluppo strategico propedeutico alla richiesta da avanzare al Consiglio dei Ministri. A farne parte sono gli assessori regionali per le Attività produttive Mimmo Turano, per l’Economia Gaetano Armao e per le Infrastrutture Marco Falcone, con i dirigenti generali dei rispettivi dipartimenti; il segretario generale della presidenza della Regione, Maria Mattarella, e i vertici delle Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale e Sicilia orientale e dell’Autorità portuale di Messina e Milazzo, oltre al giurista senese, esperto del settore, Aldo Berlinguer (nipote di Enrico).

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