Massimiliano Perna (Sardine Siracusa): “Vogliamo tornare alla piazza, all’essenza della scelta politica.Affrontare i temi della democrazia”
A 40 anni Massimiliano Perna, giornalista, free lance esperto di comunicazione sociale, è il portavoce del movimento Sardine di Siracusa. La Civetta di Minerva non poteva non interessarsi a questo fenomeno che in qualche mese ha portato in piazza migliaia e migliaia di persone.
Massimiliano Perna, al di là della propaganda netta, che cosa vuol dire essere una sardina?
Aderire al movimento vuol dire essere prima di tutto antifascista e comunque lontano dai valori oggi sdoganati della destra sovranista, omofoba e sempre più spesso violenta anche nel linguaggio. Abbiamo dimostrato in qualche mese che la gente è finalmente disposta a rinunciare alla rassegnazione e alle lamentele sui social. Una grande massa che non riesce a rivedersi nemmeno nei partiti di centrosinistra. Un popolo stanco di messaggi rivolti alle più basse emozioni della nostra difficile esistenza umana. È facile urlare slogan senza dare un senso reale, un progetto politico fondato sul grande lavoro di ribaltamento dei paradigmi imposti da certa area politica.
Ma potete rappresentare soltanto un modo civile di protesta verso questo sistema politico?
Il Paese necessita di riforme ben più consistenti del semplice linguaggio politico. O no?
Non vogliamo sostituirci allo scenario politico e democratico della Nazione. Vogliamo cambiare la narrazione. Tornare alla piazza, all’essenza della scelta politica.
Affrontare i temi della democrazia. L’abrogazione immediata del Decreto Sicurezza voluto dallo scorso governo. Il rispetto assoluto della Costituzione che per noi è assolutamente inalienabile. Diritti umani e civili riconosciuti a tutti i cittadini siano essi italiani o stranieri. Partiamo da qui.
Sardine in Sicilia. Tu che conosci la realtà del movimento in Italia, puoi darci la cifra della differenza riscontrata nel movimento nelle sue differenze regionali?
Ovviamente all’interno della unicità dei punti cardini del movimento, si apprezzano le grandi differenze socio culturali regione per regione.
Il nord Italia ha decisamente una maggiore adesione anche in ragione di un impegno politico di lungo corso. Penso ad esempio all’Emilia Romagna, o alla Lombardia e il Piemonte.
È chiaro che le motivazioni di chi vive in quella realtà sono ben diverse dalla gente del sud.
Enormi le differenze sociali ed economiche.
Al sud abbiamo motivazioni legate ad esempio all’enorme ritardo infrastrutturale e tecnologico, dunque è evidente che calandoci nella realtà di ogni regione, emerge una forte differenza programmatica.
Tanti movimenti sociali, al momento di passare dalla piazza alle urne, sono implose. Non si può non pensare a quanto accaduto al Movimento 5 Stelle, benché i partiti politici avessero ben stimato il loro insuccesso.
A fine mese avrete il primo esame, decisamente schierati sul fronte del centrosinistra verrete valutati al microscopio elettronico. Cosa ne pensi?
Le Sardine hanno una chiara appartenenza ai valori della Costituzione, quindi dell’antirazzismo e antifascismo; siamo all’opposto rispetto alla destra e ancor di più a quella sovranista, ai populismi vari, come detto, ma non danno indicazioni di voto, né di sostegno al centro sinistra comunque. In Emilia Romagna esiste un candidato che si oppone alla Lega e che riesce a rappresentare anche diverse aree della società civile. In altre regioni non c’è. Ma in ogni caso non diamo indicazioni di voto. Adesso il nostro obiettivo è pungolare la politica verso un nuovo rapporto con la piazza. Non ci servono slogan. Vogliamo progetti reali attuabili. Non abbiamo bisogno di social. Internet deve essere solo uno strumento. Dobbiamo ritrovare il gusto dell’incontro, della relazione umana. Il nostro sforzo adesso è uscire dal nostro quotidiano privato e dare un nuovo senso alle nostre idee, alle nostre proposte, partiamo da questa immediata opportunità. Strada facendo con umiltà ma con grande slancio daremo, speriamo, una visione pulita, moderna e leale della politica italiana.

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