La qualità della vita a Siracusa e il suo sistema salute Il capoluogo rimane comunque un paesone di provincia
Attualmente, una parte consistente di residenti nel capoluogo e in provincia vive una grave condizione di degrado e disagio sociale come attesta la classifica del Sole24 ore e di Italia oggi.
In alcuni quartieri del capoluogo in particolare la povertà è aumentata portando con sé un malessere sociale da non sottovalutare. Sempre più minorenni spacciano per avere denaro facile e, per quanto riguarda il gioco d’azzardo, si giocano forti somme e sono aumentate le sale scommesse così da far prendere alle autorità provvedimenti per limitarne l’attività (ordinanza comunale sulla vicinanza a plessi scolastici) e contrastare un fenomeno che sulla popolazione causa dipendenza e ricadute patologiche sempre più gravi. Inoltre, gli indicatori individuano una realtà violenta con maggiore criminalità e servizi pubblici ridotti al minimo.
Pecche anche nell’andamento scolastico: ben 12 Comuni della provincia di Siracusa, compreso il capoluogo, sono tra i 292 individuati dal governo per la lotta alla cosiddetta povertà educativa minorile e alla dispersione scolastica. E in genere la provincia è indicata come “maglia nera” dall’Osservatorio sulla dispersione scolastica dell’Ufficio Scolastico Regionale. L’indice di dispersione è dell’1,31% nelle scuole elementari e sale al 5,12% nelle scuole medie.
Sono percentuali doppie rispetto al dato medio della regione.
È stato anche registrato un aumento di ospedalizzazione per disturbi psichiatrici. Se osserviamo gli ultimi tre anni relativi a questo specifico rilevatore, elaborato dall’università La Sapienza di Roma ed esposto dal quotidiano Italia oggi, leggiamo che l’ospedalizzazione per disturbi psichici ogni 1.000 abitanti nel 2017 indicava la provincia all’87° posto su 110 provincie, nel 2018 all’89esima posizione e quest’anno addirittura al 91° posto su un totale di 107 e non più 110 province essendo state alcune accorpate. L’indicatore prende in considerazione pazienti affetti da ritardi mentali, schizofrenia, disturbi dovuti ad abuso di droghe o alcol, quelli senili, affettivi, relativi ad ansia e assimilati, ecc.
Dunque c’è un grande disagio sociale che perdura da anni. Il capoluogo, anche se in questi ultimi anni è esplosa l’attività turistica, rimane per certi aspetti un grosso paese di provincia, non una vera città. E anche se conta 122.000 abitanti (Istat 2017) rispetto ai 72.000 del 1952, non mostra ancora un’adeguata vivacità con le strade che di sera continuano a svuotarsi. Una realtà poco gradita da tanti giovani che vorrebbero scappare via, e molti appena possono lo fanno.
Peggiora anche il fenomeno mafioso come si comprende, oltre che dall’accresciuto traffico di droga, dallo sfruttamento della prostituzione, il pizzo e l’usura.
Da indagini del professor Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II, presentate durante un convegno di giugno 2019, nella classifica sulle 107 provincie Siracusa per l’usura era in 90ma posizione e per il grado di gioco d’azzardo on line terza in Italia.
Inoltre, la provincia ricopre per il “massimo rischio finanziario” (indicatore che raggruppa finanziamenti accordati e finanziati, sofferenze bancarie, ecc.) il 106° posto su 107.
È chiaro: la qualità della vita evidenziata sia da Italia Oggi che da Sole24 ore ne risente. È per questo che gli ultimi risultati emessi a novembre da Italia Oggi ponevano la provincia a 100 su 107 mentre a dicembre il Sole24 ore la pone a 90 su 107 (la differenza fra le due indagini è dovuta all’uso differente dei metodi statistici e variabili, quindi non comparabili).
Comunque i risultati concordano nel verificare una posizione estremamente bassa.
Continuando nell’analisi e passando alla sanità troviamo un’altra graduatoria preoccupante. L’ultima indagine più completa del settore è stata emessa nel 2017 da Italia Oggi che poneva la provincia per il sistema salute al 107° posto su 110 province, un dato che era la risultanza di vari sotto indicatori negativi. Ne riportiamo alcuni:
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Questo non potrebbe dimostrare l’esistenza di una forte lobby affaristica del servizio pubblico? Anche altri indicatori ne favoriscono la supposizione come il trovare case di cura convenzionate (S. Lucia, villa Azzurra, villa Salus, villa Aurelia, villa Mauritius, villa Rizzo) aumentate in numero e dimensione. Inoltre, non conosciamo tutti la paura dei siracusani e dell’intera provincia quando si è costretti ad andare al pronto soccorso del nosocomio provinciale? Si sa che esiste una situazione da terzo mondo. È un pericolo, dicono in tanti anche fra medici. È una struttura inadeguata a un capoluogo che deve tener conto anche del bacino provinciale di 403.000 abitanti.
Gli ultimissimi dati di novembre raccolti da Italia Oggi confermano la situazione:
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Altri dati dichiarano che esiste un’alta mobilità passiva. Ad esempio il 20% di Siracusani si sposta nel capoluogo etneo per curarsi. Vale a dire che l’azienda sanitaria ogni anno versa un quinto del proprio bilancio a quella di Catania o ad altre città italiane dove si cera una migliore qualità di assistenza.
Anche per semplici operazioni molti medici di base consigliano ai loro pazienti di non entrare assolutamente all’ospedale Umberto I°. Non abbiamo le lunghe liste d’attesa per esami specifici che portano chi ha soldi ad accorciare i tempi in una struttura privata mentre gli ultimi, gli indigenti, dovranno aspettare anni con gravi conseguenze anche fatali. Certamente, i familiari hanno tutta la libertà di denunciare fatti e persone e tanti lo fanno.
E infine il settore giustizia, e anche qui non scherziamo.
A dicembre il Sole24 ore ha posto Siracusa in 90esima posizione per la lentezza nello svolgimento dei processi mentre l’ultima nella classifica generale nella qualità della vita (Caltanissetta: 107) è nel settore giustizia in 48° posizione. Non è la spia di un ulteriore degrado? Qui esiste una forte disparità socioeconomica e un grosso groviglio di affari. È così che vengono a mancare i presupposti non di democrazia, ma del vivere civile. Eppure, tutto continua in maniera omertosa, con una classe politica che dal capoluogo a tanti comuni rivela la propria incapacità, irresponsabilità e molto spesso immersione in affari contrari all’etica e fortemente a svantaggio degli interessi della cittadinanza. Davanti a questa situazione, essendo in prossimità dell’anno nuovo, cosa possiamo augurarci e augurare ai nostri politici che vogliono lavorare per il bene della comunità se non un raccogliere la sfida di muoversi, anche su strade alternative, per la piena emergenza esistente?

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