Cucina vegana, Luca Moscato: “A Siracusa incremento moderato”

“Dall’1 al 31 ottobre, col patrocinio del Comune, faremo in Ortigia il festival internazionale della cultura etica”

 

La Civetta di Minerva, 12 gennaio 2019

A Ortigia in via del Teatro c’è il ristorante vegano “Just veggie Ortigia”, di cui è proprietario Luca Moscato. “Sono di Agrigento e ho aperto questo punto vendita da circa due anni – ci dice – per me essere vegani significa avere una visione del mondo diversa”.

È una filosofia di vita?

È un modo di mangiare più sano ed etico con minore impatto ambientale, perché non mangiare carne, pesce, latticini e altri generi provenienti dall’industria alimentare odierna cambia tanto. Sono sempre più le persone che stanno capendo questo stile di vita che è in aumento perché c’è più consapevolezza. Siamo giunti a un eccesso, dobbiamo fare passi indietro, di fatto stiamo consumando un intero pianeta. Un esempio: sappiamo che per avere un chilogrammo di carne occorrono quindicimila litri d’acqua e trecento kg di cereali. È un consumo esagerato sapendo poi che il 50% di questo cibo viene buttato. Quindi, mangiare meglio e con più consapevolezza riduce il problema ambientale anche perché gli allevamenti intensivi causano grande inquinamento.

Ciò sta avvenendo anche a Siracusa?

Qui la realtà è in aumento, ma meno rispetto ad altre. Vi sono Paesi dove c’è molta più consapevolezza.

Da quando sei vegano?

Iniziai per scelta personale all’età di 10 anni a pormi delle domande chiedendomi da dove provenisse la carne e il pesce di animali morti, pensando che prima quegli animali erano vivi e io mi cibavo di qualcosa di morto e ciò mi fece ribrezzo. Pensai: cavalchi un cavallo e poi te lo mangi. Per cui iniziai a rifiutare carne e pesce poi, già da piccolo, i latticini non li mangiavo, perché non mi piacevano. A 15 anni, ad una festa davanti a delle salsicce, mi bloccai e scelsi di diventarlo per sempre.

Hai più punti vendita?

Ho aperto con il mio marchio la prima attività a Ginevra 18 anni fa, poi un’altra a Valencia, Malta e per ultimo a Siracusa, però come consulente ho aiutato circa cinquanta locali ad aprirsi in vent’anni anni.

Promuovi questo stile di vita?

Certo, lo si fa in tutti i punti vendita. A Siracusa abbiamo progettato per il prossimo anno, con il patrocinio del Comune, il festival internazionale della cultura etica che durerà dall’1 al 31 ottobre, vi saranno stand collocati nelle varie piazzette di Ortigia; inoltre, avremo a disposizione anche il teatro comunale per convegni, summit, così come in altri luoghi d’Ortigia. È previsto anche un programma verso le scuole per far capire ai bambini il mangiar sano. Vogliamo esaltare Ortigia con l’esperienza che ho dei vari punti europei.

Di fronte alla nostra società opulenta abbiamo il continente africano in cui esiste denutrizione, fame. Lì per le famiglie possedere una mucca è avere un tesoro per sfamarsi, per quello che dà loro…

Se dobbiamo parliamo in maniera etica troviamo che lì non c’è lo sfruttamento, stress degli animali costretti in chiuse barriere a ingrassare o fare uova sotto lampade sempre accese, per cui c’è un equilibrio con la natura. Non si può rimanere affamati, ma lì si rispetta la natura. Invece nella nostra civiltà tante cose ci sono state imposte come il bere il latte anche dopo la pubertà mentre studi scientifici ammettono che questo fa male agli adulti.

Essere etici e rispettare l’ambiente a 360 gradi, come tu dici, significherebbe non usare auto, aerei per viaggiare, oppure cellulari per comunicare, eccetera È possibile ciò per noi che siamo totalmente immersi in questo sistema?

Il vegano deve essere ogni giorno più consapevole di quello che fa e riuscirci.

In che modo?

Oggi, usando in maniera consapevole l’odierna tecnologia, abbiamo la possibilità di ritornare alle origini. Ben venga l’eco villaggio, la piccola comunità con il ritorno al baratto.

All’interno del nostro sistema si riuscirebbe a vivere di baratto?

Certo, si potrebbe fare ne sono certo.

Com’è la situazione come presenze nel tuo locale?

Qui siamo giunti a una media annuale di 50 pasti al giorno. Negli altri punti vendita ho avuto un incremento molto più veloce. Su una scala da 0 a 100 a Siracusa si è partiti da 0, a Ginevra da 30. Nei miei posti vengono anche onnivori, ma con la consapevolezza di mangiare più sano, del rispetto verso l’ambiente e dell’essere etici. È questo il motivo che porta a questo incremento.

Qui a Siracusa quant’è?

Ho avuto una crescita di circa il 20% in questi due anni.

Il costo dei tuoi pasti?

Qui è molto contenuto, per quello che io propongo rispetto ad altri punti in città. Un primo piatto costa 6€ mentre in altri punti dove si va solo perché di moda si arriva anche a 12/15€. I nostri non sono prezzi esagerati. Dovrei adeguarmi, anche perché si spende di più per quello che compriamo, ma ci rientriamo lo stesso e questo mi basta. Io non voglio arricchirmi, potevo già farlo anni fa, perché oltre ai miei quattro punti vendita e le varie consulenze ho avuto la possibilità d’aprire quasi cento punti vendita, ma non ho voluto, per la mia visione etica.

Come può andare avanti questo stile di vita?

Bisogna educare ad un’alimentazione sana fin dai primi anni di scuola. Invece è stato calato su di noi il modello di società consumistica proveniente dagli Stati Uniti con i suoi fast food. Lì la maggioranza delle persone è obesa o ha problemi d’alimentazione. Qui avevamo la dieta mediterranea molto più equilibrata. Invece oggi i genitori per i compleanni dei figli li portano al McDonald’s.

Eppure eventuali ragazzi educati a questo stile, ancora molto limitato, si possono trovare isolati, marginalizzati dalla maggior parte degli altri.

È difficile fino a un certo punto. Inviando input già da bambini, quando essi arriveranno a un’età più consapevole potranno decidere, avendo più informazione sul mangiare sano. Certamente, non si dovrà imporglielo. Io conosco ragazzi di 10 anni che hanno raggiunto questa cognizione senza nessun complesso facendosi accettare dagli altri. Gli amici sanno che alle loro feste mangeranno solo patatine e panini.

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