In dicembre a Messina le udienze di stralci del Sistema Siracusa

Ma è solo l’inizio di un percorso che ha ancora molto da svelare. Accolta con soddisfazione la decisione del Ministero della Giustizia e della Regione di costituirsi parte civile

La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018

Nell’udienza di mercoledì 21 che avrebbe dovuto trattare le posizioni di Giancarlo Longo, Francesco Perricone e Giuseppe Cirasa, tutti coinvolti nel cosiddetto Sistema Amara, rinviata per l’astensione degli avvocati penalisti, in sciopero in tutt’Italia per l’annunciata riforma della prescrizione, sono state anticipate le richieste di parte civile di alcuni enti ed è stata fissata al 4 dicembre prossimo la nuova udienza nella quale i tre imputati presenteranno una nuova richiesta di patteggiamento.

Come si ricorderà infatti, il 9 ottobre, il Gup del Tribunale di Messina Tiziana Leanza ha respinto le proposte degli imputati, ritenendole non congrue a soddisfare la pena da infliggere: una condanna di 5 anni con dimissioni dalla magistratura e, a titolo di risarcimento dei danni causati allo Stato, la rinuncia al Tfr per Longo, una pena pecuniaria di 42 mila euro in luogo della detenzione di 5 mesi e 16 giorni per il consulente Cirasa e infine 2 anni di detenzione per Perricone.

La precedente decisione del pubblico ministero di accettare invece le diverse proposte avanzate dagli imputati aveva suscitato grande sconcerto nell’opinione pubblica più consapevole di quanto accaduto a Siracusa in tanti anni, degli intrecci perversi tra magistrati avvocati e imprenditori alla base di un “sistema” che ha visto la compravendita di sentenze al Cga e al Consiglio di Stato, consulenze compiacenti per cercare di ottenere risarcimenti milionari non dovuti dal Comune come dalla Regione (il caso Open Land), e ancora una ramificazione così estesa e importante da coinvolgere colossi nazionali come la Consip e l’Eni, il vero passo falso di chi ha troppo confidato nella propria impunità.

Nello stesso giorno di mercoledì 21 è stata anche stabilita al 18 dicembre la data del rinvio di un altro stralcio del processo ordinario, che vede tra gli imputati Alessandro Ferraro, Sebastiano Miano e Mauro Verace.

Giovedì 22 è stata poi la volta degli imputati Salvatore Pace, Giambattista Coltraro e Vincenzo Naso. A celebrare l’udienza del rito abbreviato la dottoressa Monica Marino ma anche in questo caso, per lo sciopero indetto, si è dovuto decidere per un rinvio al 6 dicembre. E con lo stesso gup dottoressa Marino, il 20 dicembre, saranno discusse le posizioni di Davide Venezia e Antonella Ambrogio.

Si registra intanto con soddisfazione la decisione del Ministero della Giustizia e della Regione di costituirsi parte civile a fianco del Comune di Siracusa, di Legambiente e dell’Ordine degli avvocati di Siracusa, un’assenza che era stata ritenuta da tutti gravissima proprio per il profilo professionale degli imputati, giudici e avvocati, che hanno fatto strame dei principi di legalità e giustizia a danno della comunità grazie a un uso spregiudicato del diritto e delle funzioni ricoperte. Va dato per altro atto ai deputati 5 stelle Paolo Ficara ed Eugenio Saitta, come al portavoce regionale Stefano Zito, di aver sollecitato Ministero e Regione ad assumere una posizione chiara in quello che è sicuramente uno dei più eclatanti casi di corruzione giudiziaria di ogni tempo in Italia condividendo in tal modo l’azione del sindaco di Siracusa Francesco Italia, pronto a chiamare a raccolta i cittadini quando si è temuto che i magistrati potessero veramente accogliere richieste di patteggiamento assolutamente inaccettabili.

E d’altra parte non si è, probabilmente, che solo all’inizio di un percorso che riteniamo abbia ancora molto da svelare. L’accertamento della verità, e soprattutto gli ambiti in cui ha operato il sistema corruttivo e degenerativo che ha avuto negli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore il braccio e la mente, restano ancora nell’ombra, sicuramente sconosciuti ai più, ai cittadini, ma forse in parte agli stessi inquirenti. In realtà, fino a questo momento, le stesse dichiarazioni rese dagli imputati appaiono non avere altra utilità se non quella di chiarire e precisare quanto già in gran parte acquisito dagli investigatori ed è lecito chiedersi se non ci sia altro, se non sia stato del tutto scoperchiato quel vaso di veleni dove di tanti ancora non si sa niente, e di alcuni non sono stati ancora messi nella dovuta luce ruolo e funzione.

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti