Finanziati dallo Stato alcuni progetti ma gli attivisti di CasaRossa sono preoccupati che si perdano per l’inerzia dell’amministrazione
La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018
Un finanziamento ministeriale per la mobilità sostenibile di un milione di euro nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro e un altro, di un milione settecentomila cofinanziato dal Comune per 700mila euro, da ascrivere al Collegato Ambientale: risorse di una certa entità che potrebbero dare un aiuto all’amministrazione comunale nell’affrontare la difficile sfida per una mobilità locale finalmente più efficace e un po’ più al passo con i tempi in un servizio che a Siracusa è rimasto fermo a tempi giurassici.
Il coordinamento di CasaRossa Siracusa, tramite una formale interrogazione al sindaco, ha chiesto quali siano le intenzioni dell’amministrazione in merito a questo secondo progetto che consentirebbe non solo la realizzazione di piste ciclabili e l’acquisto di bus elettrici ma anche, insieme all’attivazione, o al potenziamento, di una serie di buone pratiche (carpooling, servizio piedibus, car sharing ecc), moderne dotazioni strumentali per le fermate dei bus, quelle che a nord sono in uso da decenni.
Preoccupano gli attivisti di CasaRossa, da una parte, i ritardi già registrati nell’utilizzazione di questi fondi, dall’altra il timore che le potenzialità del programma si disperdano limitandosi al solo acquisto di un paio di bus elettrici di cui ha parlato l’assessore Giovanni Randazzo nel corso di un “vertice” del 9 novembre scorso.
“I progetti in realtà sono stati già elaborati – chiariscono Matteo Blundetto, Francesco Pasqua e Vincenzo Tomasello -. Sono pronti dall’altr’anno grazie all’incarico affidato ad alcuni tecnici, circa una decina, per queste e altre progettazioni, riconoscendo loro un corrispettivo di 500 euro al mese. Grazie all’attività di questi professionisti si è tracciata la pista ciclabile della zona alta della città con la sistemazione della sede stradale preesistente, in tal modo anche avviando, o meglio dando un segnale per la riqualificazione di un’area per lo più dimenticata, e si è studiato come implementare e migliorare il sito comunale per il carpooling oltre a prevedere buoni e incentivi per favorire l’uso condiviso dei mezzi privati e, per l’info-mobilità, display alle fermate per i tempi di percorrenza dei bus. Entrerebbero finalmente in funzione anche quelli al momento inutilizzati di Corso Gelone e di Piazza Archimede.
È proprio grazie allo studio per la riduzione dei fattori inquinanti che questo programma si è aggiudicato il finanziamento che ora temiamo si possa perdere a causa dell’inerzia e/o dell’indecisione dell’amministrazione che ha comunque, in ogni caso, una grave colpa: quella di non comunicare correttamente le proprie scelte ai cittadini che amministra. Non sappiamo di concreto nulla: è stata rendicontata la prima tranche di spesa entro il termine previsto di fine luglio? Crediamo di no visto che solo ora si parla di quei quattrocentomila euro, che sono già stati accreditati, per l’acquisto di un bus elettrico. Questo significa che abbiamo ottenuto una proroga? quale la scadenza? che intenzione ha l’amministrazione? e del finanziamento di un milione nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro cosa si intende fare? Altre città, per esempio Firenze, hanno realizzato la metropolitana di superficie grazie ai fondi europei, e noi? Quanto migliorerebbe la circolazione veicolare se ne realizzassimo una lungo la verticale da Santa Panagia alla zona umbertina così come corre lo spartitraffico?”
Ritardi, per quanto si sa, addebitabili in qualche modo alla mancata sottoscrizione della convenzione con la Regione per Agenda Urbana, una sorta di salvadanaio da cui trarre i fondi per il cofinanziamento di 700mila euro, firma che si prevede ormai prossima. E tuttavia un fronte di discussione si potrebbe forse anche aprire in relazione al previsto acquisto di un bus elettrico (dal costo, si dice, di circa 300mila euro), o di due grazie a una rimodulazione dei fondi assegnati che sono stati però già ripartiti tra i diversi interventi previsti. Occorrerebbe infatti prestare attenzione a quanto accade in alcune città (ovviamente del nord) dove si sta mettendo pesantemente in discussione il ruolo della Consip attraverso cui passerebbe l’acquisto: da più parti si fa presente che comprando autonomamente i mezzi si risparmierebbe almeno di un terzo. Così, documentandosi su quanto accade altrove, si avverte quasi il montare di una marea di commenti e distinguo che suscita la sensazione di essere sulla soglia dell’ennesimo scandalo all’italiana perché ci dovrà pur essere una spiegazione alle rilevanti differenze nei costi

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