Non è eccessivo dire che Augusta è all’anno meno tre

Nessuno dei grandi problemi della città è stato risolto. La sua vita amministrativa, una volta punta di diamante della provincia, langue in un pantano

 

La Civetta di Minerva, novembre 2018

Sono passati quasi tre anni e mezzo dall’insediamento della nuova amministrazione dopo l’interregno dei commissari e dopo sei anni dallo scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose.

Sulle vicende connesse allo scioglimento, dopo l’esame della relazione che lo determinò, ancora oggi, non si hanno riscontri né elementi conclusivi che giustificassero un provvedimento così grave, mentre, angoscianti, si rincorrono le indiscrezioni sul cosiddetto “Sistema Siracusa” che parrebbe avere elementi di contiguità con quell’infausta decisione. Il processo, ancora in corso, contro l’ex sindaco Carrubba si trascina stancamente tra rinvii, rimodulazioni del collegio giudicante e colpi di scena che sembrerebbero minare sostanzialmente l’impianto accusatorio senza che dal comune si levi alcuna voce per pretendere chiarezza e una sentenza che dia una prima risposta alla violenza subita dalla città.

La vita amministrativa della cittadina, una volta punta di diamante dell’intera provincia, langue in un pantano di mancate iniziative e senza un significativo risveglio. Ad oggi non risulta alcuna richiesta per ottenere fondi europei mentre le principali opere pubbliche restano sofferenti o incomplete, destinate al degrado e all’indifferenza. L’ex convento di San Domenico, su cui si è intervenuti circa dieci anni fa con i fondi del terremoto, resta inutilizzato e sbarrato salvo costituire ricovero per qualche senzatetto, nessun progetto, nessuna richiesta di completamento è stata avanzata né alla Regione né allo Stato, né alla UE, nonostante nel frattempo si siano presentate più opportunità a cui il comune non ha attinto perché, come si è detto, “abbiamo altre priorità” di cui non si ha notizia.

Il parco del Mulinello (“è colpa di quelli di prima”) resta, sistematicamente saccheggiato dai vandali, nelle condizioni in cui si trovava otto anni fa; l’Hangar per dirigibili, una volta polmone verde per famiglie e meno abbienti, resta chiuso e violentato in parte nella sua flora; il complesso Costa 2 marcisce al sole da vent’anni in attesa che crolli e sia graziato dalle incursioni di vandali e spacciatori, per non parlare dell’ex macello su cui si favoleggiava la realizzazione di un centro di aggregazione giovanile di cui si è perso traccia; la ex piscina comunale rovina e crolla ogni giorno in seguito al maltempo e non si riesce neppure ad abbattere nonostante la dichiarata disponibilità della società PXA a procedervi gratuitamente approfittando della presenza in loco degli escavatori che stanno completando i lavori nel porto turistico; la guardia medica viene evacuata dall’isola a causa delle mancate manutenzioni all’edificio comunale che la ospitava; la villa comunale resta in uno stato di abbandono e di lento degrado mentre i contrafforti che la reggono tendono a defluire verso il mare in attesa dell’ evento che ne segni il crollo definitivo, mentre le marine già defluiscono per conto loro verso il mare ridisegnando i confini di un isola che non c’è; di contro restano chiusi e inutilizzati i chioschi costruiti sul territorio comunale in attesa di un compratore che acquisisca manufatto e terreno, come è accaduto per il Kursaal la cui rovina procede incessante con il rischio di crollo della balconata aggettante sulla strada sotto la quale tranquillamente cittadini passano e parcheggiano.

In compenso, bisogna dare atto che, in tre anni e passa di amministrazione del “cambiamento”, si sono sostituite le lampadine fulminate qua e là, si è avuto un contatto col ministro dell’ambiente con relativa foto su fb ( che, naturalmente, ha assicurato il suo interessamento per la depurazione, come fatto dai precedenti, mentre il commissario unico nazionale da qualche anno porta avanti in silenzio il suo lavoro) e si è asfaltata una strada grazie alla previsione della gestione commissariale (lo strumento operativo lo avevano predisposto nel dicembre 2104  i Commissari con la determina n.169 del 16.12.2014 del IV Settore che avevano reso disponibili nel capitolo 11851 del bilancio 2014 circa 100 mila euro). e si potrebbe continuare per evidenziare quella che, di fatto, è una assenza di iniziativa politica degna di tale qualifica, che disegni il futuro e il risveglio di una città degradata e morente.

Vi è da dire però che si registra l’attivismo frenetico su fb di qualche sostenitore che contrabbanda per efficienza amministrativa la realizzazione, di tanto in tanto, di interventi di ordinaria amministrazione che si sarebbero svolti anche in un comune acefalo e privo di guida politica e di cui, nel passato, dimostrando rispetto per l’intelligenza dei propri concittadini, nessuno si sarebbe peritato di segnalare quale testimonianza del proprio agire politico.

La misura della inadeguatezza gestionale anche sull’ordinario è testimoniata anche dalla vicenda del cosiddetto teatro comunale che in tre anni e mezzo non si è riusciti a restituire alla città e agli studenti, prima a causa di un inadeguato impianto antincendio, poi per riparare i danni procurati dai vandali e adesso perché ci si è accorti di non avere una figura tecnica in grado di gestirlo, per non parlare della vicina palestra, una volta in uso al liceo e assegnata alla provincia per il suddetto scopo, inutilizzabile a causa di ristrutturazioni necessarie e mai effettuate.

E si potrebbe continuare con un elenco sterminato di disattenzioni e di inefficienze che per carità di patria si omettono per non tediare il lettore…

A rendere ancora più penoso il calvario rileva la notizia che negli altri comuni sono arrivati i fondi del cosiddetto “Patto per il Sud”, stanziati oltre due anni fa con un provvedimento straordinario del governo dell’epoca, per lenire i disastri idrogeologici prodotti dai nubifragi e a cui Augusta, nonostante i suoi gravi problemi (villa comunale, marine etc.) non ha potuto attingere a causa del pasticciaccio realizzato dall’amministrazione comunale in quell’occasione e di cui questo giornale ha dato ampia informazione subendo una piccata e scomposta reazione dagli amministratori tramite comunicati fb tacciandoci di essere prevenuti se non addirittura rancorosi…

Spesso dal palazzo si sente dire che non ci sono soldi, eppure il Comune di Augusta attualmente ha in cassa liquidità per oltre 20 milioni ma manca lo strumento per spenderli. La scellerata dichiarazione di dissesto, il mancato completamento dell’azione, seppur carente, dei commissari e la mancata approvazione dei bilanci rendono problematico l’uso di queste risorse. Ad oggi non è stato ancora approvato il consuntivo 2016, né quello preventivo 2017 né tantomeno il bilancio di previsione del 2018 (in compenso la Regione ha nominato alcuni commissari ad acta per definire gli strumenti contabili, di uno di essi addirittura se ne rivendica -sic! – la richiesta a causa di un presunto battibecco con i revisori che non si riuscirebbe a redimere).

Eppure l’Amministrazione vive uno stato di grazia: gode del supporto di una pattuglia consistente di deputati regionali e nazionali mentre in consiglio comunale è garantita da una granitica maggioranza assoluta di consiglieri (mai successo da tempo immemorabile negli annali della politica cittadina) che, a prescindere da tutto, difendono il fortilizio della giunta da critiche e censure promosse sistematicamente da una fazionata e scarsamente incisiva opposizione che si manifesta in inutili quanto prolisse e improponibili (al senso comune del pudore) sedute del consiglio. Fino ad oggi non si contano i regolamenti e gli ordini del giorno votati dal consiglio dominato dai grillini che tuttora non hanno prodotto effetti significativi.

Qualche iniziativa si mette in piedi grazie alla caparbietà di privati e gruppi che non si rassegnano all’inedia, ma ciò rappresenta molto poco rispetto a quella che fu la città più vitale dell’intera provincia; c’è da sperare che con l’approssimarsi della scadenza del mandato ci si attivi per, come si fa spesso, alzare qualche polverone, con l’obiettivo di dare argomenti agli immarcescibili sostenitori, grazie a qualche iniziativa dell’ultim’ora con i fondi comunali liberati dall’inedia, sperando che la notoria mancanza di memoria degli Augustani li aiuti in una improbabile ripetizione del successo amministrativo.

Per i prossimi anni, ormai è certo, non vedremo nulla nel settore delle opere pubbliche nè in altri settori decisivi per l’economia e la vita della città, stante l’assenza di richieste per fondi extra di origine europea, nazionale o regionale. Tutto ciò mentre indiscrezioni inquietanti farebbero prevedere una limitazione se non una esclusione delle aree portuali di Augusta dalle ZES e dai relativi vantaggi a causa di un’area SIN troppo estesa, pensata tale per cercare di lucrare sui fondi del disinquinamento che, ad oggi, non ha visto nessuno. Ciò premesso e considerato dire che Augusta si trova all’anno meno tre non è eccessivo.

Va, comunque, doverosamente segnalato che l’Assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale in questi giorni ha comunicato di aver finanziato in tutta la regione circa mille interventi per una indagine sulla valutazione di rischio sismico per gli edifici scolastici; sette di questi contributi riguardano alcuni plessi delle scuole di Augusta mentre altri due non sono stati ammessi per errori nella compilazione delle schede. Anche in questo caso l’enfasi propagandistica millanta questi finanziamenti come concessi per l’edilizia scolastica mentre, come si capisce facilmente, essi finanziano solo le verifiche di vulnerabilità sismica preliminari che, speriamo, siano svolti con perizia e senza pasticci.

 

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