Appena rientrata in Svizzera, mi hanno detto ”Miiii, hai visto James Holden”. Io mi sono papariata tutta, la mia città, un concerto tra un castello e il mare, sotto una luna quasi piena che illuminava d’argento il mare
La Civetta di Minerva, ottobre 2018
Vi capita di avere tutto chiaro in testa, tutto schematizzato, in pratica perfetto e vi ripromettete che appena arrivati a casa vi metterete subito a fare quella cosa che nel vostro cervello si è concretizzata chiara e semplice. E che ci vuole, ora torno e scrivo. E che ci vuole, appena torno dalle mie vacanze a Siracusa scrivo il mio articolo per “la Civetta”. E che ci vuole… Non l’ho fatto, tutto è rimasto chiaro e definito per tre giorni, poi si è sfocato. Ma ci provo lo stesso a dirvi come ho trascorso le mie vacanze di emigrata in Svizzera nella natia Siracusa, che poi, vacanze nella mia città. Cose assurde, cose da pazzi, tornare da turista nella propria città!
Prima di partire mentre ero a Schaffhausen ho comprato on line il mio biglietto pass per l’Ortigia Sound System. Non volevo assolutamente mancare questo appuntamento. Quest’anno poi si svolge in un luogo meraviglioso rinnovato e criticatissimo: la Piazza D’Armi del Castello Maniace.
Io me lo ricordo, ero piccola e vedevo un cancello chiuso e mi chiedevo cosa ci fosse dietro quel cancello malandato, poi ho scoperto che c’era un castello, dopo un cortile abbandonato, vuoto, inutile e pure bruttino. Poi c’era la sede di una facoltà universitaria, poi me ne sono andata. Sono tornata e c’era un bar spaziale futuristico che nella sua struttura omaggiava Archimede, e un palco dove ho visto dei bellissimi concerti; qui in Svizzera appena sono tornata mi hanno detto” Miiii hai visto James Holden”, non esattamente così me lo hanno detto ma era questo il senso. Io mi sono papariata tutta, la mia città, un concerto tra un castello e il mare, sotto una luna quasi piena che illuminava d’argento il mare leggermente increspato. Ho pensato, ho guardato tutto ma non con gli occhi di una siracusana, neanche di una siracusana espatriata, l’ho guardato con gli occhi di uno straniero. Era pieno di stranieri l’OSS, mi è stato facile leggere i loro sguardi, un inglese che vede James Holden accanto al Maniace, e che poi va su una barca per vedere altri concerti sul mare penserà cose inenarrabili, anzi no, lo racconterà ai nipoti e i nipoti ai loro figli.
Invece i siracusani? Ne ho visti pochi, ma io manco da un po’, magari ne ho riconosciuti pochi, ma tutti quelli che fanno musica, o che amano la musica dov’erano?
Così come il mio sguardo, giorni dopo, si è estasiato al borgo marinaro di Avola, mentre accanto alla tonnara e alla spiaggia ascoltavo i Niggaradio cantare in siciliano i problemi della nostra terra e le cose belle. Poi un’altra sera ho scoperto che esiste un posto dove puoi suonare, prendi gli strumenti e inizia una jam, ma io sono andata per capire di più di un progetto chiamato “Today is good”, ho comprato il cd, ho fatto interviste, ho scoperto che i minori che arrivano da paesi in cui rischiano la vita quotidianamente vengono accolti e scopro che Siracusa è la città pilota di un progetto bellissimo copiato da altre città che si chiama “Accoglierete”.
E poi tanta musica, tanti progetti, e poi un sindaco giovane, sensibile, una persona che mi è sembrata disponibile all’ascolto, al confronto. Certo ittati a munnizza unni iè ghiè, ma vi do tempo. Prima o poi anche i cretini capiranno che risparmiare tasse e buttarsi la munnizza sotto casa è un’idiozia. La battuta più bella è stata quella della band femminile ’Random Recipe’ che hanno suonato a Rock the Targia (presso l’Azienda Agricola Pupillo). Credo fosse un lunedì, loro furbone bravissime, guardavano la gente attorno a loro e hanno chiesto “ma in questa città non lavora nessuno, siete tutti qui ad ascoltare noi, in Canada in un giorno come questo ci sarebbero state tre persone.”
Ho disceso Cavagrande per tuffarmi nei suoi laghetti, ho ascoltato gente preparata e attiva, esperta del territorio, ho scoperto tanta bellezza e persone interessanti, ho assaggiato la rabbia dell’impotenza anche e la voglia di fare bloccata dalla burocrazia. Ho perso tanti eventi, in dodici giorni di ferie iperattivi anche io mi sono persa tante cose ma un’immagine mi ha fatto venire i brividi: ero a Floridia, un paese dove ancora le persone s’assettanu fora ra porta a taliari. Ecco, questo mi pare sia ancora il passatempo di molti siracusani, assittarisi davanti alla porta e taliari, non fare nulla e criticare. Questo purtroppo non è cambiato, il non far nulla stare a guardare e criticare, ma a Floridia ho visto una cosa di una bellezza da lacrime, assittati davanti alla porta non erano le signore schiffarate o stanche dopo i subbizza e i mariti, no. Erano tre nigeriani che giocavano a briscola. Ho visto tutta la bellezza della nostra terra in un secondo. Mi sono commossa Questa volta non ho parlato della Svizzera, è vero, ma vi dico solo che questo autunno sembra ancora estate, che le foglie cambiano colore e che io ho un anno di più.

Commenti recenti