L’on. Paolo Ficara (Cinquestelle) contraddice l’ex sindaco Giancarlo Garozzo. “Basterebbe studiare e leggersi gli atti… per non rischiare di parlare a vanvera e fare figuracce”
La Civetta di Minerva, novembre 2018
Bando periferie: tema caldo di questi giorni e argomento affrontato, non senza polemiche, nel corso di una seduta consiliare, ospiti il deputato nazionale Paolo Ficara e il consigliere regionale Stefano Zito del M5S.
Secondo quanto precisato da Ficara, all’interno del decreto mille proroghe votato al Senato in prima lettura il 6 agosto, successivamente alla Camera il 13 settembre con modifiche e voto finale del senato il 20 settembre, il governo in carica avrebbe garantito il finanziamento di 500 milioni per i primi 24 progetti del bando periferie già approvati in base alla legge di stabilità 2016, la 208 del 2015, mentre per gli altri 96 progetti (1,6 miliardi di euro totali) il presidente del consiglio Conte si sarebbe impegnato da una parte a finanziare i progetti in fase avanzata tramite una norma ad hoc, dall’altra a monitorare i restanti nei mesi successivi. Ciò comunque non prima di aver convocato la Conferenza Unificata che riunisce stato-regioni e comuni, nella quale sarebbe stata superata l’incostituzionalità dell’articolo 1 comma 140 della legge di stabilità 2017, la 232/2016, come stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 74 del 7 marzo 2018.
“La criticità era proprio qui – chiarisce Paolo Ficara – sebbene in molti abbiano fatto finta di non comprenderlo, con evidente malafede. Una norma incostituzionale, specialità dei governi degli ultimi 20 anni che si sono visti bocciare dalla Corte di tutto, dalle leggi elettorali (dal porcellum all’italicum) alle ultime tanto decantate riforme dei governi di centrosinistra, come il jobs act o la legge Madia fatta a pezzi dalla consulta”.
La sentenza n.74 della Corte ha infatti dichiarato illegittimo l’art.1 comma 140 “nella parte in cui non prevede una intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del presidente del consiglio dei ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale, per violazione degli articoli 117, 118 e 119 della Costituzione”.
Il ricorso alla Consulta era stato presentato dalla regione Veneto, guida centrodestra, perché in sostanza l’articolo violava il principio di sussidiarietà con l’attribuire a Stato e comuni funzioni appartenenti alle regioni: “Per esempio, come spendere le somme del fondo FSC, che ammonta a circa 1 miliardo e 600 milioni, per spese riguardanti ambiti di competenza regionale – continua Ficara -. Sa qual é l’effetto di questa sentenza in termini tecnici? Che quel miliardo e 600 milioni a causa della sentenza della Corte é bloccato, inutilizzato! Quelle somme non potranno essere spese fino a quando il nuovo governo, insediatosi a giugno, non presenti un nuovo decreto che dovrà essere approvato dal parlamento. Proprio quello che il premier Conte si è impegnato a fare dopo il colloquio con il presidente dell’ANCI dello scorso 13 settembre. Cosa avrebbe voluto l’opposizione? Che il nuovo governo ripresentasse il provvedimento tale e quale e avallasse la vecchia ripartizione? Ma siccome stavolta al governo non ci sono habitué di leggi incostituzionali e noi rispettiamo le leggi e la costituzione, ci assumiamo oggi la responsabilità di fare le cose per bene e valutare se questi soldi vadano davvero alle periferie. Non è un caso se il premier Conte qualche giorno fa è andato a Palermo per inaugurare l’anno scolastico nel quartiere Brancaccio, quella sì periferia, e che il sindaco Orlando non si sia presentato lamentando il fatto che il governo avrebbe “scippato” a Palermo 400 milioni. 400 milioni che dovrebbero finanziare il tram che collega Palermo con Mondello, altro che “periferie”.
Ora, se si guarda all’iter del provvedimento, si comprende che anche a Siracusa non c’è stato nessuno stop alla progettazione e ai lavori ma dopo il Mille proroghe, esponenti politici di tutti i partiti hanno voluto creare confusione ad arte cercando di recuperare consensi. Peccato lo abbiano fatto con tanta superficialità, senza approfondire leggi e sentenze della Corte Costituzionale, ma noi abbiamo sempre ribadito che non avremmo privato gli enti locali delle risorse necessarie a promuovere sviluppo. Questo accordo, a mio giudizio, è la prova provata che questo governo alle parole fa seguire i fatti”.
L’accordo quindi prevede la conferma dei fondi, ovvero 1,6 milioni di euro, distribuiti nei prossimi anni, insieme ai rimborsi di tutte le spese sostenute intervenendo già nella Legge di Bilancio 2019.
Nello specifico, i fondi del bando periferie sono stati garantiti a tutti i progetti portati a termine. Non sarà erogato l’anticipo del 20% inizialmente previsto, ma tutto l’importo a lavori conclusi. Il fondo periferie sarà assicurato da quattro commi che permetteranno ai 96 progetti dapprima sospesi fino al 2020 dal decreto Mille proroghe di andare avanti nei limiti «delle risorse effettivamente sostenute e certificate». Nel nuovo meccanismo disegnato dall’accordo, che passa anche dall’intesa sul fondo sviluppo e coesione (già raggiunta con le Regioni), sarà però la capacità di realizzazione delle singole amministrazioni a misurare le risorse che ripartiranno l’anno prossimo.
Entro gennaio Palazzo Chigi e sindaci dovranno adeguare le convenzioni al nuovo sistema. Sul piano pratico, la differenza risiede nel fatto che si stringeranno i controlli sulle certificazioni per i rimborsi dei costi anticipati da Comuni e Città metropolitane. Il rimborso avverrà sulle spese «certificate», ed eventuali risparmi rispetto alle previsioni iniziali saranno destinati agli investimenti di altri enti locali.
“A Siracusa la situazione è questa – chiarisce Ficara – Le linee di intervento sono nove, per un finanziamento di oltre 13 milioni di euro a cui si aggiungono quasi 4 milioni e mezzo di altri soggetti per un totale di quasi 18 milioni di euro. Di questi 9, solo il 4, 5, 8 e il primo punto dell’intervento 7 pare abbiano i progetti esecutivi pronti entro la scadenza dell’otto agosto.
I progetti 1, 2, 3, 6, 9 risultano approvati entro il 15 settembre, data indicata inizialmente dal governo Conte. Allo stato attuale quindi possiamo fare le seguenti considerazioni. Nonostante l’ex sindaco Garozzo a marzo 2017 dichiarasse che i 9 progetti fossero immediatamente cantierabili, entro le scadenze fissate dalla convenzione firmata da lui stesso erano stati approvati solo i progetti esecutivi di 4 interventi su 9. Alla fine, è stato fatto quanto detto dal premier Conte all’ANCI a settembre. E allora mi domando: ma di cosa abbiamo parlato in tutte queste settimane a Siracusa? Basterebbe studiare e leggersi gli atti, gli articoli delle convenzioni, le determine, le delibere, le sentenze della Corte, per non rischiare di parlare a vanvera e fare figuracce.
Ma ciò che mi fa ancora più sorridere, e concludo, é che forze di opposizione ormai senza più
argomenti, come sono stati Pd e Forza Italia in parlamento, hanno parlato per settimane di un provvedimento, incostituzionale, come il più grande scippo della storia da parte di un governo alle periferie delle nostre città, soprattutto al sud. Ma stiamo parlando di 1 miliardo e 600 milioni il cui utilizzo era comunque bloccato da una sentenza della Corte per effetto di norme incostituzionali del governo precedente, come si è già detto.
Ma non credo che noi cittadini abbiamo dimenticato chi ha perpetrato davvero quello scippo in questi anni rubando il futuro di milioni di giovani, soprattutto al sud, costretti ad emigrare non più al nord ma ormai all’estero per sperare in un futuro migliore. Una disoccupazione giovanile vicina al 50%, 2 milioni di persone emigrate dal mezzogiorno negli ultimi 10 anni, un gap infrastrutturale diventato enorme negli ultimi 15 anni tra nord e sud, che non è l’effetto della mancata crescita di un territorio, ma la causa della depressione economica del territorio stesso! Giusto per mantenere viva la memoria, nel 2009-2011, l’ultimo governo Berlusconi saccheggiò letteralmente i fondi destinati alle regioni meridionali, soprattutto i fondi FAS (fondi per aree sottoutilizzate) vincolati ad interventi per lo sviluppo del sud. Ben 31 miliardi di euro sottratti al mezzogiorno in quegli anni per distribuirli al nord o salvare i comuni amministrati dagli amici, come Roma e Catania.
Allora nessuno si alzò per gridare allo “scippo”, forse perché il sistema mediatico evitava di accendere troppo i riflettori e perché il colore politico che amministrava la nostra regione e il nostro comune era lo stesso. Adesso la musica è cambiata, se ne facciano una ragione”.
L’ITER DEL BANDO PERIFERIE
Nella ricostruzione del deputato in consiglio comunale, questi sono stati i passaggi fondamentali.
Con la legge di stabilità 2016 (dicembre 208/2015) viene istituito un programma straordinario per il
recupero delle periferie e dotato di 500 milioni di euro.
Il primo giugno 2016 viene pubblicato il bando per la riqualificazione delle periferie di città metropolitane e capoluoghi.
Con delibera di Giunta 135 del 9 agosto 2016 il Comune di Siracusa approva la partecipazione al bando con la proposta progettuale che presenta 9 linee di intervento.
Il 6 dicembre 2016 veniva emessa la graduatoria dei progetti partecipanti e Siracusa si piazza al 53mo posto, mentre risultano vincitori solo i primi 24 progetti ad esaurimento dei 500 milioni.
Il governo decide di finanziare tutti i 120 i progetti presentati (DPCM 16 febbraio 2017) e con la delibera CIPE del 3 marzo 2017 decide di attingere dalle somme di cui all’articolo 1 comma 140 della legge di stabilità 2017, 800 milioni dal fondo investimenti e quasi altri 800 dalle risorse FSC. Risorse la cui spesa spetta alle regioni.
La regione veneto fa ricorso.
Il 6 marzo 2017 vengono firmati i protocolli di intesa con le prime 24 città mentre successivamente
verranno firmati con le rimanenti 96 città, compresa Siracusa. Il sindaco Garozzo si dice soddisfatto e dichiara che “i 9 interventi sono per noi immediatamente cantierabili”, era il 7 marzo 2017.
Il primo dicembre 2017 il Comune approvava lo schema di convenzione da stipulare con il governo, con delibera 233/17
Il 18 dicembre 2017 il Comune di Siracusa sigla il protocollo di intesa con il governo.
Ad aprile 2018 la Corte dei Conti registra le 96 convenzioni. Da questo momento i comuni hanno 60 giorni di tempo per presentare i progetti definitivi ed esecutivi (scadenza 8 giugno), se presentati i definitivi hanno altri 60 giorni per presentare gli esecutivi (8 agosto). Pena, articolo 12 della
convenzione sottoscritta a dicembre 2017, la sospensione e revoca del finanziamento qualora si verifichi l’omessa trasmissione delle delibere di approvazione. Il comune però, con richiesta motivata, può richiedere un’ulteriore proroga (intanto comunque le somme relative al finanziamento dei 96 progetti aggiuntivi sono bloccate per via della sentenza della Corte Costituzionale).
Tra agosto e settembre si discute e vota il Mille proroghe.
Il 18 ottobre in Conferenza Unificata viene raggiunto l’accordo tra Governo, Regioni, Anci ed Upi.

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