Foto di Lucia Di Natale

“Sesto senso Opera Festival”: la grande opera va in scena a Taormina

Nicola Alaimo, Desiree Rancatore, Daniela Schillaci, Marcello Giordani incantano il pubblico del Teatro Greco di Taormina per la serata conclusiva del “Sesto senso Opera Festival”. Il 16 e il 21 agosto la “Tosca” mentre il prossimo anno sarà rappresentata la “Turandot”

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 30 luglio 2018

“Libiamo, libiamo ne’lieti calici/Che la belleza infiora./E la fuggevol ora s’inebrii/A voluttà. Libiamo ne’dolci fremiti/Che suscita l’amore,/Poichè quell’ochio al core/Omnipotente va./Libiamo, amore fra I calici/Più caldi baci avrà”. Si conclude al Teatro Greco di Taormina con “Libiamo ne’ lieti calici”, il celebre episodio in tempo di valzer della Traviata di Giuseppe Verdi, il “Sesto Senso Opera Festival”, manifestazione organizzata da Umberto Sturniolo che ha visto come direttore artistico il tenore Marcello Giordani. Una serata indimenticabile presentata dall’inossidabile Salvo La Rosa e dalla splendida e brava Michela Italia, anche loro eccellenze siciliane come le quattro voci (Nicola Alaimo, Desiree Rancatore, Daniela Schillaci, Marcello Giordani) che hanno cantato in tutti i più importanti teatri del mondo e che hanno emozionato il pubblico partecipe ed interessato di Taormina. Una serata in cui il tenore, il baritono e i due soprani non si sono risparmiati dimostrando grandissima professionalità.

Una rassegna quella del “Sesto Senso Opera Festival” che è stato “un progetto audace ed ha avuto l’obiettivo di elevare il valore della musica lirica”, come Michela Italia sottolinea già ad inizio serata, in un luogo spettacolare, come il Teatro Greco di Taormina, e in una serata d’estate con un tramonto che vede il mare, il cielo limpido e l’Etna protagonisti e palcoscenico naturale di questo Teatro.

A dirigere la Medisonos Orchestra, tutta formata da professori del Teatro Bellini di Catania, è il maestro Antonino Manuli.

Si inizia con la Sinfonia della Norma di Vincenzo Bellini, un’opera in due atti che racconta di una sacerdotessa che ha due figli e indaga il ruolo di una donna che è divisa tra l’essere madre e l’essere donna.Si prosegue con “Mercè, dilette amiche”. Cantata da Daniela Schillaci e tratta da “I vespri Siciliani” di Giuseppe Verdi, essa racconta la storia di amore tra Elena e Arrigo e dei preparativi per il loro matrimonio. “Mercè, dilette amiche, di quei leggiadri fior; il caro dono è immagine del vostro bel candor! Oh! fortunato il vincol che mi prepara amore, se voi recate pronube voti felici al core! mercè del don, ah! sì! O caro sogno, o dolce ebbrezza! d’ignoto amor mi balza il cor!”. Nicola Alaimo canta “Largo al factotum” del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. “Largo al factotum della citta./Largo! La la la la la la la LA!/Presto a bottega che l’alba e già/Presto! La la la la la la la LA!/Ah, che bel vivere, che bel piacere (che bel Piacere)/Per un barbiere di qualita! (di qualita!)”. Desiree Rancatore, soprana palermitana, reduce di una tournee in Giappone, interpreta “La cavatina della Norma di Vincenzo Bellini”

La prima parte della serata si chiude con “E lucevan le stelle” della Tosca di Puccini interpretata da Marcello Giordani, direttore artistico, tenore augustano, voce protagonista del Metropolitan di New York per tanti anni. “Siamo nel terzo atto della Tosca, l’attesa del pittore, momento di riflessione dove tutto passa davanti alla mente, anticipato da un clarinetto”, introduce cosi Michela Italia.

“E lucevan le stelle,/Ed olezzava la terra/Stridea l’uscio dell’orto/E un passo sfiorava la rena./Entrava ella fragrante,/Mi cadea fra la braccia./O dolci baci, o languide carezze,/Mentr’io fremente le belle forme disciogliea dai veli!/Svanì per sempre il sogno mio d’amore./L’ora è fuggita, e muoio disperato!/E muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!/Tanto la vita!”.

La seconda parte della serata riparte con i ringraziamenti di Umberto Sturniolo e Marcello Giordani alle maestranze, ai professori di orchestra ai quattro artisti. La musica invece riprende con l’overture de “Il pirata” di Vincenzo Bellini, opera ambientata in Sicilia intorno al 1200, e racconta della “storia di Imogene che sposa Ernesto nonostante ami Gualtiero. Quest’ultimo diventa pirata e lei ha già dei figli con Ernesto. Un amore che non può essere”. La serata si anima con Alfina Fresta, giovanissimo soprano catanese, con una voce forte ma ipovedente ed affetta da tetraparesi spastica. Con Marcello Giordani, Alfina (che festeggia anche il suo compleano) canta “Nessun dorma” tratta da Turandot: “Nessun dorma! Nessun dorma!/Tu pure, oh Principessa/Nella tua fredda stanza/Guardi le stelle che tremano/D’amore e di speranza/Ma il mio mistero è chiuso in me/Il nome mio nessun saprà/No, no, sulla tua bocca lo dirò/Quando la luce splenderà/Ed il mio bacio scioglierà/Il silenzio che ti fa mia”. Emozioni a non finire con Marcello Giordani in lagrime e il pubblico che si alza ed applaude ininterrottamente.

“Se da soli sono bravi, insieme diventano esplosivi” commentano all’unisono Salvo La Rosa e Michela Italia. Così si prosegue con “Mira d’acerbe lagrime” de Il trovatore interpretati Daniela Schillaci e Nicola Alaimo mentre Desiree Rancatore e Marcello Giordani interpretano “O soave Fanciulla” della Boheme di Puccini: “O soave fanciulla, o dolce viso/Di mite circonfuso alba lunar,/In te ravviso il sogno/Ch’io vorrei sempre sognar!”. Ancora una volta il pubblico si lascia andare in un applauso infinito e di grande soddisfazione.

Una serata di opera interpretata magistralmente da Daniela Schillaci, Desiree Rancatore, Marcello Giordani e Nicola Alaimo e presentata da Salvo La Rosa e Michela Italia che hanno avuto il merito di agevolare la comprensione della lirica a chi si avvicina da poco a questo mondo. Prossimi appuntamenti il 16 e 21 agosto per la Tosca mentre il prossimo anno è prevista la messa in scena della Turandot, entrambi di Giacomo Puccini.

 

 

(Foto di Lucia Di Natale)

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