Restyling che “abbellisce” il decoro di palazzi e marciapiedi. Un mix creativo nato da una inedita e inaspettata joint venture tra Comune, Igm e cittadini
La Civetta di Minerva. 22 giugno 2018
Il Paesaggio Urbano è sempre più materia di studio e interesse. Forse di più di quanto riguarda il Paesaggio Naturale. Quest’ultimo si modifica nei secoli a causa degli eventi naturali, mentre il Paesaggio Urbano si modifica in continuazione esclusivamente per opera dell’uomo. È una materia recente, su di esso si scrivono testi, si pubblicano riviste, si specializzano laureati. A Siracusa abbiamo la fortuna di godere di un Paesaggio Urbano più unico che raro: il centro storico, l’isola di Ortigia costituisce un patrimonio di bellezza inestimabile che dobbiamo custodire e valorizzare. Lo stesso non si può invece dire di tutto il resto della città, dei quartieri della zona nord nati soprattutto col sacco edilizio degli anni’70. Emblematico esempio di caos, deturpazione, degrado, incuria e imbarbarimento cittadino.
Ci vorrebbe un’opera massiccia di recupero, di riordino e abbellimento urbano a cui dovrebbero lavorare tanti bravi paesaggisti urbanisti. E chissà con quali costi. Invece, stranamente e improvvisamente, negli ultimi mesi la Città ha trovato modo di dotarsi di un nuovo, insolito e anomalo arredo urbano. Una vera e propria operazione di restyling che modifica, ammoderna e abbellisce il decoro grigio triste e asfittico dei nostri palazzi, delle nostre strade, dei nostri marciapiedi.
Un mix creativo nato su iniziativa di una inedita e inaspettata joint venture tra Comune, Igm e cittadini.
Come può passare inosservato questo nuovo modello di arredo urbano ormai sotto gli occhi di tutti i condomini? I carrellati dei rifiuti consegnati ai condomini per avviare la raccolta differenziata: marrone per l’organico, azzurro per carta e cartone, verde per vetro, grigio per indifferenziata, sacchetti gialli per plastica e alluminio costituiscono il più recente, innovativo ed immediato fenomeno di trasformazione del paesaggio urbano. E senza nemmeno il bisogno degli specialisti, dei progettisti, degli esperti professionisti e costosi.
Senza nemmeno saperlo, il Comune, l’IGM ma soprattutto l’intraprendenza, la dinamicità dei nostri cittadini han fatto sì che da una futile, fastidiosa e sgradevole opera attività riguardante la spazzatura potesse avviarsi una straordinaria operazione di arredo civico a costo zero.
Va da sé che l’utilizzo e la gestione di tali bidoni colorati con le rotelle sia sottoposta a regole, metodi e direttive precise. Ma chi è che dalle nostre parti ha adeguata cultura, voglia e valja di rispettare simili adempimenti? Quali sono, dalle nostre parti, gli edifici, gli stabili in grado di contenere all’interno sti carrellati dei rifiuti? Chi potrebbe mai prendersi la briga di metterli fuori, riportarli dentro, manutenerli e pulirli? Ecco che quindi stanno tutti fuori, davanti ai portoni, fissi giorno e notte sui marciapiedi (laddove ci sono, anche se stretti e precari) o addirittura sulla carreggiata.
Pazienza se i pedoni hanno difficoltà a percorrere i marciapiedi, se carrozzine e passeggini non potranno più transitarvi, se ogni giorno sono sempre più sporchi e la puzza davanti casa si fa sempre più forte. Che sarà mai, a Siracusa ci adeguiamo subito. Sempre meglio di niente.

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