Lavori nelle strade della città: prima si asfalta, poi si scava…

Da via Necropoli Grotticelle a via Augusta, viale Epipoli, è tutto un rappezzamento.  L’ing. Fortunato: “Le società di servizi dovrebbero versare una fideiussione a garanzia del ripristino del manto”

La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018

Abbiamo cercato una spiegazione per venire a capo di una di quelle domande banali che il normale cittadino, distante dalla “complessità” della macchina amministrativa, non può che porsi, di fronte a ciò che, a una valutazione ingenua, inevitabilmente appare per lo meno strano, folle vah.

Perché mai rifare il manto stradale se dopo neanche pochissimi giorni si deve intervenire sulla stessa strada per importanti lavori di sistemazione di tubature sotto traccia?

Sembra che ormai il metodo sia stato elevato a prassi. È successo in via Necropoli Grotticelle: “A marzo, prima di procedere ai lavori di manutenzione, ho inviato lettere a tutti i gestori dei servizi per chiedere di concordare i tempi di eventuali interventi in loco – racconta l’ingegnere Emanuele Fortunato – e poco dopo la fine dei lavori si era punto e a capo. E in genere mai i lavori di ripristino sono a regola d’arte. Le lettere di diffida partono ma sono inefficaci. E d’altra parte non sempre, o quasi mai, viene versata la fideiussione che dovrebbe garantire la qualità delle opere”.

È poi successo in via Augusta, e ora è la volta di viale Epipoli, nel tratto più centrale di Villaggio Miano, dell’abitato costruito negli anni ‘60 senza i servizi primari, qual è quello fognario, come recentemente ricordato dall’avvocato Umberto Di Giovanni. Una strada che definire dissestata è quasi un eufemismo: un percorso rischioso quanto pochi, che ha costretto sempre tutti gli automobilisti ad azzardati e rapidissimi slalom per evitare non buche ma voragini, alcune individuate nel tempo perché vetuste, altre improvvise e traditrici. Una vergogna della città: arteria di collegamento da Belvedere, tra l’altro uscita autostradale, al centro nonché strada da percorrere per raggiungere quel gioiello che è Castello Eurialo; insomma, uno dei biglietti da visita del turismo nostrano.

L’annuncio degli imminenti lavori di ripavimentazione del tratto stradale, dall’area dell’Aeronautica fino all’incrocio per viale Scala Greca, è stato quasi un mantra della cronaca quotidiana locale per mesi, poi finalmente l’inizio delle opere il 7 maggio con, metaforica, ola mediatica.

In meno di una settimana il nuovo asfalto pareggiava la superficie sebbene … sebbene con i tombini – da sempre non allineati ma disposti a scacchiera per chissà quale arcano motivo – per lo più sporgenti.

“Sono in corso rilievi topografici strumentali per individuare i pozzetti di ispezione dei sottoservizi da mettere ovviamente (ovviamente!) a quota” era l’informazione nei comunicati stampa. “Ma si farà – ci ha spiegato il presidente della circoscrizione Epipoli Salvo Russo – Per ora hanno passato la prima mano e sopraelevato i pozzetti, poi li metteranno a quota con la pavimentazione definitiva”. 

Forse… ma il bello doveva ancora arrivare. Ed è su questo che abbiamo cercato risposte: perché sprecare, letteralmente gettare, 131.300 euro per la ripavimentazione (il ribasso d’asta ha infatti consentito un risparmio di 54.700 euro rispetto ai 186.000 euro stanziati) dal momento che la Siam aveva in programma la sostituzione di ben 400 metri della condotta idrica?

Di certo un intervento non improvviso se è vero, come si è scritto, che negli ultimi due anni si sono registrati ben 18 interventi in emergenza su tubazioni ormai ammalorate. Nessuna motivazione sembra poter essere così convincente da spiegare perché, dopo pochissimi giorni, sia stata di nuovo squartata in vari punti e per largo tratto una strada appena rifatta. Non possiamo credere che, dopo tanti ritardi, non potessero essere ancora procrastinati quei lavori di manutenzione che si sapeva essere inutili. Una scelta, questa come quelle precedenti, che andrebbe sottoposta al vaglio della Corte dei Conti e che invece è passata, sempre nella cronaca locale, come se gli interventi della Siam fossero un mero necessario accidente, “un nuovo tassello” alle altre opere. Davvero, l’opera dei pupi.

Ci offre una risposta Salvatore Russo: “Si è capito che non si poteva più tardare l’intervento sulla rete idrica a causa di ulteriori perdite ma, certo, meglio sarebbe programmare tutti i lavori in tempo utile. Mi hanno spiegato però che la maggiorazione di spesa per rifare il manto stradale non dovrebbe superare qualche migliaio di euro. Per quanto invece riguarda le economie del ribasso di gara ho sollecitato l’amministrazione ad utilizzare quelle somme per ripavimentare il viale fino al Rizza. Spero di essere ascoltato, altrimenti chissà come verranno utilizzati questi fondi”.

Un suggerimento utile anche per livellare l’asfalto nel tratto davanti ai supermercati Conad e Hard Discount laddove un lungo nastro ricorda, ad imperitura memoria, che lì sotto scorrono i cavi della fibra ottica che farà diventare Siracusa sempre più smart. Le “mini trincee” di Open Fiber, in convenzione con il Comune per un investimento privato di 10milioni di euro (di per sé un progetto assolutamente valido), così saggiamente “raccontate” in alcuni servizi giornalistici (https://www.youtube.com/watch?v=1ewlbgCF80M), a basso impatto ambientale, sono ancora lì, ben visibili e “percepibili”, in attesa del ripristino definitivo.

“Sì, per ora, quello scasso costituisce un serio rischio soprattutto per gli scooter – osserva Russo – ed ho già segnalato il fatto all’amministrazione. Attendiamo l’intervento di ripristino così come garantito”.

Al momento non c’è niente da fare: per evitare danni agli ammortizzatori occorre spostarsi verso la linea di mezzeria, quella ideale, perché, come si sa, su viale Epipoli la segnaletica orizzontale non è mai esistita, tenendo d’occhio chi arriva in direzione opposta impegnato a sua volta a scartare altre buche.

Una strada “difficile” dunque: per il completamento del canale di gronda chissà ancora quanto si dovrà aspettare (“Per adattare al flusso d’acqua i canali a valle è in sospeso il progetto da 10 milioni di euro” ricorda Salvo Russo) e per il tratto dall’aeronautica alle mura dionigiane meglio non farsi illusioni: quello è un tratto di competenza della provincia, cioè del Libero Consorzio Comunale, cioè di nessuno.

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