Chi sulle sanzioni subite (2 milioni e 730mila euro) tra il 2011 e il 2014, chi sui precedenti penali, chi sulla risoluzione del contratto. Appalto da rifare
[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018
“Reticenza”. E’ la parola chiave che caratterizza la recente sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia (CGA) che ha dichiarato non efficace l’aggiudicazione del servizio di gestione dei rifiuti da parte del Comune di Siracusa a favore di IGM Rifuti Industriali e, di conseguenza, il contratto di appalto, dichiarando “la caducazione”, la nullità, dell’intera gara di quasi 130 milioni euro e la necessità che il Comune proceda a indirne una nuova.
“Reticenza” da parte delle aspiranti contraenti che manda in fumo non solo quasi tre anni di vicissitudini ma anche il desiderio, la volontà di normalizzare una situazione della gestione dei rifiuti, un tentativo di farci diventare normali.
La sentenza del CGA arriva in una fase topica per la gestione dei rifiuti nella nostra città, arriva nella fase di start up che richiede certezze quando, nonostante le difficoltà legate alla scarsa cultura ambientale dei siracusani, alle inefficienze del gestore e del Comune, si stava attivando un serio tentativo di avvio della raccolta differenziata porta a porta.
Reticenze degli aspiranti contraenti che hanno partecipato al bando e che hanno omesso (volontariamente) di dichiarare eventi e fatti. Il collegio del CGA scrive: “Il tema della reticenza nelle dichiarazioni presentate in corso di gara accomuna, peraltro, la posizione di Igm a quella degli altri due concorrenti” indipendentemente di quale sia l’oggetto taciuto. Le tre società che hanno partecipato alla gara di appalto (IGM Rifiuti Industriali, l’Ati costituenda tra Ambiente 2.0 – Aimeri e Tech servizi, l’Ati tra Tekra e Balestrieri) hanno cercato di inclinare il rapporto di fiducia che le gare di appalto richiedono in quanto nella fase della gara pubblica il dovere di correttezza è reciproco e vale tanto per la Pubblica Amministrazione quanto per il privato (aspirante) contraente, e quindi “la reticenza di quest’ultimo, ovvero il silenzio su una circostanza importante, ne costituisce una violazione”. Il Collegio del CGA ha, quindi, sottolineato e ribadito che la gara di appalto presuppone un flusso corretto, continuo e completo di informazioni da parte degli aspiranti contraenti e a beneficio della stessa stazione appaltante.
Ma dove sono state reticenti gli aspiranti contraenti?
IGM è stata reticente nel non avere dichiarato le penali (che ammontano ad euro 2.729.878,93 per il triennio 2011-2014), applicate nei suoi confronti, per inadempimenti contrattuali, dal Comune di Siracusa. IGM si è difesa replicando che l’entità di queste penali fosse molto basso confrontato al valore complessivo dell’appalto e ha aggiunto che, in ogni caso, il Comune fosse pienamente a conoscenza di queste penali. Secondo il Collegio dei magistrati del CGA, la società IGM, non facendo nessuna menzione su queste penali e scrivendo che non ricorreva nessuna causa di esclusione, ha reso una dichiarazione obiettivamente reticente, tacendo delle informazioni importanti per permettere alla Commissione Urega di esprimere un giudizio (di affidabilità) dall’esito non scontato. Ne si può affermare che il Comune di Siracusa già sapesse tutto delle penali in quanto a giudicare era la Commissione Urega, commissione “estranea” al Comune di Siracusa, della quale è ragionevole ritenere che nulla sapesse delle vicende del rapporto contrattuale intercorso tra la Igm e il Comune.
Reticente è stata anche la dichiarazione resa dalla Aimeri Ambiente s.r.l., che nella sua veste di impresa designata esecutrice, non aveva messo a conoscenza la Commissione Urega e la stazione appaltante delle diverse risoluzioni contrattuali in cui era stata coinvolta in precedenti rapporti. Anche in questo l’omissione dell’aspirante contraente di queste informazioni ha impedito un giudizio corretto della stazione appaltante che è stato impedito, appunto dalla reticenza dell’aspirante contraente.
Ancora reticente Aimeri Ambiente che non ha dichiarato le irregolarità contributive scoperte durante la gara con Durc irregolari emessi dall’Inps in diversi momenti temporali,
La reticenza è stata anche del raggruppamento costituito da Tekra e Balestrieri Appalti s.r.l., che non ha dichiarato durante la gara una serie di precedenti penali, avendo dichiarato invece molto sbrigativamente “di non trovarsi in alcuna delle situazioni di esclusione”.
La reticenza usata in questo appalto come tappeto, per nascondere la sporcizia, e mostrare solo la faccia pulita di sè, con l’unico obiettivo di vincere una gara di appalto milionaria, di fare cassa, e non tenendo conto minimamente che dietro quella gara c’è il futuro di una città che vuole e spera di diventare normale e, soprattutto, pulita.

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