Tati Sgarlata: ”E’ un uomo competente, onesto, leale, semplice, doti sempre più rare soprattutto in politica. Come Fatuzzo, ha tutte le carte in regola per intercettare il voto dei siracusani”
La Civetta di Minerva, 11 maggio 2018
Tati Sgarlata, psichiatra, responsabile del Centro di Salute Mentale presso l’ASP di Siracusa, impegnato da lunga data nell’agone sociale e politico, già consigliere ed assessore provinciale per i Democratici di Sinistra dal 2003 al 2008, attualmente portavoce del movimento Siracusa Resiliente ed animatore di gruppi finalizzati alla crescita psicologica e spirituale degli adulti.
Per queste elezioni amministrative stai sostenendo Giovanni Randazzo. Con quali motivazioni?
Giovanni Randazzo è un uomo onesto, leale, semplice, doti sempre più rare soprattutto in politica. Ha messo a disposizione la sua esperienza di avvocato in diritto amministrativo per diventare “l’avvocato della città” come lui ebbe a dire in una delle prime riunioni a cui ho partecipato. Questi brevi tratti mi hanno entusiasmato ed insieme a me tanti altri provenienti da esperienze molto diverse: associazionismo laico e cattolico, sinistra diffusa, imprenditori, professionisti e lavoratori che credono nel Bene Comune “senza se e senza ma”. Non pensavo che a Siracusa ci potesse essere una persona così capace di aggregare con il sorriso, la disponibilità e l’ascolto. Pondera profondamente e decide, non vi capiterà di leggere stizzite risposte o frettolose prese di posizione, Giovanni prima valuta e poi scrive. Una persona saggia che è cosa rara da incontrare.
Un PD lacerato al proprio interno e reduce da pesanti sconfitte elettorali. Non c’è speranza di cura e ripresa?
Un PD siracusano lacerato da tanti anni, con una classe dirigente litigiosa che non ha saputo dialogare con il Sindaco Garozzo che, da parte sua, non ha fatto nessuno sforzo per restare dentro il partito. Ma non solo, alle elezioni politiche Amoddio ha fatto una campagna elettorale da sola: Cafeo, Foti e Marziano assenti. Ecco a cosa si è ridotto il PD. Le varie anime avrebbero dovuto capire che la diversità al loro interno poteva permettere solo una falsa unità di facciata. Le parti maggiormente avvedute avrebbero dovuto avere il coraggio di sostenere un candidato innovativo e libero come Randazzo. Ma forse proprio perché troppo libero, Randazzo è stato indigeribile anche per le parti migliori del PD. Un partito in profonda crisi che se non si rigenera nelle fondamenta è destinato ad una marginalità politica assoluta sia a livello locale che nazionale.
Il centro sinistra, diviso e frastagliato, non sarà responsabile di un’ulteriore sconfitta e vittoria della destra?
Queste elezioni le vinceranno le liste civiche e non i partiti e comunque il centro destra è diviso come il centro sinistra. In questo momento a Siracusa non c’è un partito con una base elettorale definita e significativa e le ultime elezioni politiche lo dimostrano: ha stravinto il non partito dei 5 stelle. La gente è stufa dei vecchi partiti che hanno smesso di dialogare nelle strade e nelle sezioni con le persone.
Con la lista di Randazzo torna alla mente la stagione di Marco Fatuzzo e molti di quella fase sono oggi con la Lista Lealtà e Condivisione. Ma è possibile ripetere quell’esperienza?
Penso di si, molte sono le caratteristiche che mi ricordano la nostra Primavera: il candidato sindaco, lo spirito libero e partecipativo, l’ostilità dei partiti tradizionali, la priorità per il Bene Comune, un programma elettorale chiaro contro gli abusivismi e la corruzione e a favore del recupero delle periferie, dei diritti ma anche dei doveri di tutti noi cittadini, a favore ancora del funzionamento dei servizi essenziali quali le scuole e i servizi sociali. Randazzo, come Fatuzzo, ha tutte le carte in regola per intercettare il voto libero dei siracusani, stiamo lavorando in questa direzione, riceviamo molti riscontri e siamo fiduciosi.

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