“Vagheggio una città che ritrovi la propria armonia ed identità nella interezza di tutti i quartieri… una città che sappia prendersi cura dei cittadini svantaggiati e delle fasce più povere”
La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018
Giovanni Randazzo, com’è che un giorno ti svegli e decidi di fare il sindaco?
In realtà negli ultimi anni è giunta a frutto una sotterranea maturazione, da tempo presente al fondo di me stesso, con il costante rammarico di una possibilità, quella dell’ impegno civico, non esplorata e sostanzialmente rimossa. Quando alcuni amici mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco, quindi, dopo gli iniziali tentennamenti, ho compreso che era giunto il tempo giusto e non prorogabile per osare questo passo.
Professionista molto stimato, tutti conoscono l’avvocato amministrativista. Ma chi è l’uomo Giovanni Randazzo? Dov’è stato finora, cosa ha fatto?
Sono nato a Siracusa, a Piazza San Giuseppe, ed in questa città ho ininterrottamente vissuto. Non mi sono sposato. Ho tantissimi amici e molti parenti e nipoti cui voglio un gran bene. Ho lavorato sempre molto e con molto impegno. Negli ultimi anni ho conosciuto il mondo del volontariato, tramite la partecipazione ad “Accoglierete”, e dell’impegno civico associativo attraverso la partecipazione all’ esperienza del Comitato Ortigia Sostenibile.
Perché non candidarsi in un partito, non credi che le liste, specie se di scopo, siano autoreferenziali e possano svanire l’indomani delle elezioni?
Il rischio c’è. Ma in questo momento la riscoperta del bene comune, in me e in tanti altri, avviene più facilmente attraverso la partecipazione a liste civiche, accomunate dalla condivisione di dati obbiettivi di crescita cittadina. Mi auguro che in futuro i partiti tradizionali recuperino carisma ed attrattiva, ma allo stato così non è.
Posso chiederti chi hai votato alle regionali e alle politiche?
Alle regionali, come candidato Paolo Amenta e come lista PD, alle nazionali, come candidato Sofia Amoddio e come lista “Insieme”.
Cosa pensi di fare da sindaco che altri non possano fare, quale l’apporto differenziale, distintivo della tua lista rispetto a qualsiasi altro?
Mi sono circondato di un’ottima squadra di candidati consiglieri. Del mio ci metto l’ esperienza e conoscenza del diritto amministrativo che, unitamente alla cura del rapporto umano, spero mi consenta una migliore interlocuzione con gli impiegati e dirigenti comunali, potenzialmente una grande risorsa per la città.
In genere prima nascono i gruppi, i movimenti. Si cresce insieme, si persegue un progetto comune, quindi poi si sceglie un rappresentante, un candidato. Nel tuo caso è successo all’inverso: prima è nato il candidato e dopo bisognava costruire il movimento attorno
E’ una anomalia, e in effetti non sono stato mai un trascinatore di persone, mai un leader. Tuttavia, propostami la candidatura, ho colto che, agli occhi di tante persone, la mia immagine, ancorché per circostanze contingenti e non meritorie (come il non essermi speso prima in politica), era capace di coagulare energie ed entusiasmi.
Partiti in crisi, sinistra a pezzi. Garozzo si ricandida, il Pd pure, forse. In più la lista Randazzo. Non credi che la frantumazione sia un danno per chi ci tiene e un regalo alla destra o al M5S?
Penso ad acquisire consensi sulla mia candidatura e sulla mia lista, e non a fare regali a chicchessia. Aggiungo che la mia lista più che sottrarre ad altri, è potenzialmente idonea a riportare a votare tanti cittadini delusi che altrimenti avrebbero rinunciato a partecipare alla competizione elettorale.
Ritieni ipotizzabile che si possa arrivare ad una sintesi delle varie liste con formazione di varie coalizione e candidati più ristretti?
È nell’ordine naturale delle cose che ciò avvenga. La presenza di tanti competitori eccellenti non è comunque un male per la democrazia. Il momento elettorale è anche quello del confronto tra più visioni della città e proposte progettuali. La presenza di tante liste alla fine sta anche a significare che tra i cittadini torna a diffondersi l’anelito a un maggiore senso civico e il desiderio di partecipare al respiro della città e al suo futuro.
Ti hanno offerto alleanze, accordi e non hai accettato? Perché?
Ho parlato con tanti personaggi politici ed ho anche molto imparato, o almeno così spero. Con molti condivido in parte idee, e si è costituita anche una forte simpatia sul piano umano, ma non sono sin qui maturati i presupposti per nessuna alleanza.
Parlaci del tuo programma, quali i punti salienti, con chi realizzarli e come? Chi hai coinvolto, chi sta partecipando al vostro programma?
Mi piacerebbe una città che ritrovi la propria armonia ed identità nella interezza di tutti i quartieri e che della bellezza dei luoghi e dei resti del proprio passato faccia occasione di sviluppo, di lavoro e di crescita. Una città che combatta la tentazione della trascuratezza e della rimozione e sappia prendersi cura dei cittadini svantaggiati e delle fasce più povere. Tante persone, eminenti nel loro campo, stanno partecipando alla stesura del programma, tra cui gli ipotetici assessori da me già indicati, Beatrice Basile, Giuseppina Norcia e Rita Gentile.
Ti auguriamo di cuore di farcela, ma nella sfortunata ipotesi negativa che ne sarà di Randazzo e di Lealtà e Condivisione?
Il mio auspicio è che si crei un movimento di idee che sappia proseguire la propria partecipazione fattiva alla vita cittadina con una responsabile e non preconcetta opposizione nei confronti di chiunque sia al governo della città, senza tuttavia inappropriate indulgenze.
Aggiungo infine una notazione personalissima: se fossi eletto sindaco, capovolgerei la mia vita professionale, coinvolgendo anche i colleghi di studio cresciuti con me (che però mi hanno incoraggiato), in quanto rinunzierei ai tanti clienti di cui, operando nel campo del diritto amministrativo, ho difeso e difendo giudizialmente gli interessi contro il Comune. Lo farei con piacere ed orgoglio, considerando una grande occasione ed un onore essere per qualche anno unicamente il difensore ed il rappresentante della città che amo, senza riserva e vincolo alcuno. Per questo personale motivo, e non per desiderio di primeggiare o per mera ambizione, miro ad essere il Sindaco e non ad altro ruolo istituzionale.
Dunque, per entrambe le ipotesi, sarà un esito positivo.

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