Qui i limiti sono di 20-30-50 km e da siracusana pensi sempre che andando così piano qualcuno ti possa prendere a pugni. Da noi le frecce sono una opzione non obbligatoria…
La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018
Guido in Svizzera da tre mesi. Finora ho guidato solo a Siracusa e pensavo che chi imparasse a guidare a Siracusa, senza danneggiarsi troppo, potesse guidare ovunque. Invece, dopo quattro giorni di guida svizzera ho ricevuto la prima multa: ho superato il limite di velocità di 17 km orari. Involontariamente chiaro, mai mi permetterei.
Qui i limiti sono di 20-30-50 km e da siracusana pensi sempre che andando così piano qualcuno ti possa prendere a pugni. Comincio a stento adesso a liberarmi di certi retaggi, libertà e ansie da autista siracusana: le frecce (queste sconosciute) a Siracusa sono una opzione non obbligatoria, aleatoria e interpretativa. Cioè può essere che l’autista che ti precede che ha messo la freccia a destra in realtà vada a sinistra o persino faccia un’inversione a U sul ponte del fiume Ciane (Curnutu! Non sai quante altre avrei voluto dirtene… ).
In Svizzera no: ti immetti in una rotonda e quando hai deciso dove devi uscire metti la freccia e dai la possibilità a chi ti aspetta di entrare a sua volta e continuare la sua marcia.
Volendo riassumere in una parola, questa è una questione di fiducia, è una questione di credere nel prossimo, pensare sia una persona affidabile e che se ha una freccia gira, sicuro.
Tre mesi e ancora non ce la faccio, non sono convinta, non sono fiduciosa, guardo la freccia e dico si va be’ ie cu sapi suddu chistu gira o no?
In Svizzera se tu vai in un ufficio e il gentile addetto ha detto (mi piace sta ripetizione) “le invio una mail”, dopo poco ti arriva la notifica. Qui il “sarà fatto” si traduce in “fatto”, a Siracusa in “vedremo”. Però a Siracusa siamo sensibili, anzi direi sensitivi. Meglio.
A Siracusa guidi schivando moto a destra e a sinistra, passanti che attraversano in diagonale dove vogliono e possibilmente soffermandosi un attimo per salutare l’amico che passa a 10 metri. Dobbiamo intuire la segnaletica sbiadita, rotta o mancante, interpretare il pensiero di chi ti precede o segue. Insomma a Siracusa apriamo i nostri sensi, a volte sentiamo anche il ciauro di quello che ci sta per tagliare la strada, attiviamo il sesto senso, leggiamo il labiale e il pensiero, cogliamo segnali minimi dallo specchietto retrovisore che ci permette di intravedere il sopracciglio dubbioso di chi ci precede “Ma chiffà c’è buddellu a via Tisia? Tiru rittu va… ”.
Quasi ovunque qui si deve andare massimo a 50 kmh, hai radar, polizia appostata e nanno peri peri che possibilmente prende il numero di targa e avvisa la Polizei. E io qui ho questo grande problema: la siracusana che è in me per esempio sa che se su una statale vedi il limite di 50, e vai a 50 come minimo rischi un po’ di parulazze sicule. E lo capisci, insomma te lo fanno capire. Qui rispetti il limite e ti trovi le auto attaccate a te che se per caso uno scoiattolo ti taglia la strada e freni causi un tamponamento a catena di diverse auto. Quindi guido con l’ansia “miiii ma può essere che qui il limite sia 60? Che sto sbagliando”? E niente sono stronzi, hanno le auto superveloci e devono andare a 50, abituati a stare con le palle nel cassetto, ritengono si debba stare vicini. Lo dicono tutti, sono tipi chiusi gli svizzeri. Io torno ogni tanto nella mia meravigliosa città incasinata, e devo guidare anche lì, dopo mesi di guida svizzera, quando finalmente mi fiderò del prossimo, dovrò scendere e guidare a Siracusa, riuscirò a tornare la rispettosa (nei limiti) autista siracusana che riesce a sopravvivere alla guida creativa dei siracusani?
Io lo so questa cosa mi costerà qualche seduta psicoanalitica.
A proposito scommetto che vogliate sapere a quanto ammonta la multa che ho ricevuto per 17 kmh in più. Non ve lo dico. O meglio vi dico che dovrò rinunciare ad una settimana di sana vacanza a Fuenteventura voli compresi. OLE’

Commenti recenti