Mamme di alunni in gruppo whatsapp, si salvi chi può

“Il bambino dislessico del secondo banco si gratta…”, “Geografia da pag. 21 a pag. 27 (non vi sembra che la professoressa esageri?)”

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

“Aiutoooo, a chi è venuta l’espressione di pag. 18?” e ancora:“Ragaaaa, ma cosa abbiamo domani di storia?”

No, non è l’appello accorato di un’adolescente che dovrà essere interrogata il giorno successivo…

La protagonista di questo S.O.S. (uno dei tanti) è una signora quarantenne che fa parte del famigerato gruppo whatsapp “quelli della III C”. Che non è, si badi bene, un gruppo virtuale di alunni, ma un luogo-non-luogo in cui si incontrano le mamme di quegli studenti! Si, perché il fenomeno, già dilagante nell’intera penisola, trova grande riscontro anche nella provincia aretusea e interessa soprattutto le mamme dei bambini in età scolare.

Anche a Siracusa, infatti, proliferano i gruppi di genitori che trovano in chat il luogo ideale in cui relazionarsi. E questo, ad ogni ora del giorno, inclusi i festivi. E non dico per dire!

Immagina di essere ad una riunione di lavoro che ti impegni per due ore. Finalmente accendi il tuo smatphone e trovi centoottantesette notifiche dal gruppo mamme! Leggere tutto diventa un vero e proprio lavoro. Dovrai valutare in ordine sparso: 23 proposte per albergo gita a Pompei, 17 diverse ipotesi di regalo per la maestra di italiano (“e che fai, a quella di inglese non regali niente? Pare brutto”), pettegolezzi vari ed eventuali, processi sommari a carico del prof di arte che pretende di interrogare, (“pazzesco, non ho parole”), foto della versione di latino già svolta a beneficio dei più scarsi, e poi…”buongiornissimo! Ke ne pensate di…un buon Kafféééééé?”, etc.

Ma le “mamme della seconda F” possono fare anche di più! Concy 75, ad esempio, a dispetto della propria età, si distingue per due caratteristiche: “Raga! Allarme puntine in tutta Siracusa!” C’è poco da ridere, perché Concy deve aver conseguito una laurea ad honorem in medicina e chirurgia con specializzazioni varie, tanto da riuscire a convincere tutte le altre che “Matteo, il bambino DISLESSICO del secondo banco, quello che sta in casa famiglia, deve aver portato una malattia strana perché continua a grattarsi e non è un buon segno!”. 

Ma Lei, Concy, fa di più! “Geografia da pag. 21 a pag. 27 (non vi sembra che esageri?); “La prof. di tecnica va in pensione, dobbiamo fare un regalino!” “Dicono che il Dirigente abbia chiamato la mamma di Francesca, quella che non è nel gruppo và, per parlare dello strano comportamento della figlia… Mah!”.

In buona sostanza, Concy è la portavoce ufficiale per auto proclamazione del gruppo “mamme della seconda F” e sa sempre tutto quello che succede a Siracusa, solo notizie di prima mano, sia chiaro! Una cosa probabilmente non sa: si vocifera (che resti però tra me e voi duemila), che sia così informata grazie ad una relazione con il bidello. Sic!

Ecco. Se poi volete organizzare un evento (quanto piace alle mamme questa parola: e-ven-to, wow!), non avete che da chiedere a Carla. Anzi, è proprio superfluo chiedere perché quando si tratta di e-ven-ti (wow!), Carla è già pronta. Lei conosce tutte le pizzerie di Siracusa e provincia. E la pizza tra mamme è una cosa seria. Non si vorrà di certo improvvisare: “giro pizza a 23 euro a persona o tutto a base di pesce a 57 euro a testa?”

Bastaaaaa, non ce la posso fare!

Ma io volevo solo vedere Riccardo, mio figlio tredicenne, contento del fatto che la sua mamma, l’unica e impenitente out sider del gruppo mamme, avesse finalmente detto di si ad una semplicissima pizza con le mamme e i compagni di classe, in una semplice pizzeria di Siracusa, senza un menù fisso e in cui si paghino possibilmente le molto ordinarie dieci euro per pizza, patatine e bibita!

Ebbene sì! Cioè no! Io dico no alla chat delle mamme; io dico no ai messaggini di “buongiornissimoooo, Kaffèèèèè?” che dove la trovano tutta quella energia alle 6 del mattino lo sanno solo loro; io dico no alle foto dei compiti svolti da girare a tutti; io dico no ai processi con pedissequa lapidazione virtuale contro tutti i bambini “diversi”, gli extra-comunitari, gli assistiti, i dislessici e i discalculici, che tutti loro li conoscono i disturbi dell’apprendimento…

Ridatemi i ricevimenti dei professori, l’incontro fortuito davanti alla scuola con quella mamma che è troppo timida per dire la sua ma che ha tante cose da dire; ridatemi quel rapporto sano con i professori, che loro sono i docenti e noi siamo le mamme degli alunni.

Basta. Ridatemi l’umanità di un “incontro”, quello con l’Istruzione, quello con la Cultura, che è l’unica speranza contro tutto, compreso il gruppo calcetto “Siracusa in serie A”…

ma quella è un’altra storia!

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