“Omosessuali, la città di Siracusa ha fatto passi da gigante”

Caravini: “Ma non in tutta la provincia”. In attesa del Gay Pride a giugno, presentato il libro “Addosso… Le parole dell’omofobia” di Antonio Mocciola

La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018

Su espresso invito dell’amico Pietro Lombardo, fotoreporter freelance (le foto del servizio sono appunto le sue), ci siamo recati presso la sede dell’Arcigay di Siracusa, dove, in occasione della promozione del prossimo Gay pride, manifestazione che quest’anno si svolgerà proprio a Siracusa, si è dato anche spazio alla presentazione del libro Addosso… Le parole dell’omofobia, dello scrittore e giornalista Antonio Mocciola.

Abbiamo colto l’occasione per avvicinare proprio il presidente dell’Arcigay di Siracusa, Armando Caravini, che ci ha confermato che il Gay pride, che sarebbe – per chi ancora non lo sapesse – quella manifestazione, organizzata ogni anno, l’ultimo sabato di giugno, nelle principali città di tutto il mondo, nella quale si celebra e si festeggia il sentimento di orgoglio per le proprie scelte e il proprio orientamento sessuale, espresso apertamente da parte delle persone omosessuali, quest’anno appunto si svolgerà nella nostra città.

Signor Caravini, cosa ci può dire di questa iniziativa?

Siamo felici di presentare il libro del giornalista Antonio Mocciola, perché è importante capire non soltanto l’omofobia, ma anche le parole dell’omofobia, specialmente dopo il recente caso di Augusta, dove si è perpetrata una violenza nei confronti di un ragazzo, e dove è stato – come spesso accade in questi casi – strumentalizzato il caso dell’omofobia, e lo dico anche come associazione, ed è stato cavalcato senza alcuna base di fondo e senza realmente porre l’accento sul vero problema dell’omofobia. Mi riferisco per esempio al fatto che dagli atti è venuto fuori semplicemente che il personaggio in questione si è rivolto alla vittima, prima della lite, minacciandolo con la frase: «Senti, Barbara D’Urso, perché non ti fai i fatti tuoi?» con il risultato avvilente che alcune associazioni e altri giornalisti hanno trasformato il fatto in un caso di omofobia.

Ecco, cogliamo l’occasione che lei ci dà per chiarire il concetto. Cosa si intende per omofobia? Cos’è realmente un atto di omofobia?

Per spiegare appunto meglio in cosa consiste il fenomeno e che radici ha, oggi siamo qui apposta col giornalista Mocciola che col suo libro, Addosso…Le parole dell’omofobia, ci illustrerà meglio il fenomeno. Anzi mi preme ringraziare anche gli amici dell’Arcigay di Catania e la libreria Fenice, che hanno fortemente appoggiato questo incontro con l’autore del libro, perché riteniamo che con le informazioni date in modo sommario e approssimativo, facciamo in primis un danno alla comunità, e poi nella confusione generale si corre il rischio di gridare alla prima occasione Al lupo, al lupo quando in realtà un atto di omofobia invece non c’è, col risultato che quando poi il lupo compare davvero, non siamo né credibili né sapremo agire per il meglio. Quindi è importante fare sempre formazione per capire in cosa consiste davvero l’omofobia e quali realmente sono le parole omofobe.

Lei pensa che nel 2018, con una società sempre più tecnologizzata e con i media che praticamente ci entrano in casa direttamente dal telefonino, il cittadino medio italiano è finalmente pronto ad affrontare e parlare di un argomento così delicato?

Per quanto riguarda la città di Siracusa, ritengo che la cittadinanza in questi sei anni, e cioè da quando ho assunto la presidenza dell’Arcigay, ha fatto dei passi da gigante sia per la questione generale dell’omofobia, ma anche e soprattutto riguardo alla stessa comunità gay, in quanto ormai molti ragazzi riescono finalmente a fare coming out con la famiglia e con le altre persone con estrema serenità rispetto ad un recente passato, anche se in alcuni centri della provincia c’è ancora tanto da fare e da lavorare.

Molto bene. Ci parli ora dei preparativi e dell’attesa del prossimo Gay pride

Sì, con molto piacere. Come abbiamo già detto, la nostra città si appresta ad ospitare questo importante evento, e cioè il quarto Gay pride, e questa è la dimostrazione che ormai Siracusa senza ombra di dubbio sta diventando una città cosmopolita e una città che accoglie favorevolmente ogni forma di diversità. La data per Siracusa pride è stata definita per il 16 di giugno e già dal 17 di febbraio ci riuniremo con le associazioni per istituire quello che sarà il comitato pride, e auspico e mi auguro che la manifestazione abbia tutta quella ribalta mediatica che l’evento merita, anche per confermare il successo degli ultimi tre pride. E colgo l’occasione che mi date per anticiparvi, anche se ancora non posso fare nomi, che avremo un grandissimo testimonial che sicuramente, a parte il tema politico che sarà il pride, porterà un grande lustro e una grandissima partecipazione a questo pride.

Bene, salutiamo e ringraziamo il presidente Armando Caravini, e raggiungiamo proprio l’autore del libro, Antonio Mocciola, per porre anche a lui qualche domanda. Di che cosa parliamo, in sostanza con questo suo ultimo lavoro?

Si tratta di un libro che ho voluto dedicare a quegli adolescenti che sono in difficoltà perché hanno a che fare con un problema di genere, cioè stanno cercando di capire che tipo di sessualità hanno, e che magari sono bombardati televisamente o dai media da messaggi di omofobia che vengono lanciati dai nostri politici, o – peggio ancora – dai vescovi, dagli ecclesiastici, dai papi o dai semplici preti della parrocchia, sul fatto che sono sbagliati in quanto omosessuali, se sono omosessuali, o se lo diventeranno. Ho raccolto quindi centoventi frasi, dette da questi protagonisti della vita pubblica italiana, quindi sono personaggi pubblici, frasi di omofobia violenta nei confronti anche delle trans, delle lesbiche, eccetera, e le ho trascritte, con vernice chiaramente cancellabile, sui corpi nudi di centoventi modelli. Sono dei nudi artistici, in bianco e nero, dove le frasi risaltano nella loro violenza, proprio perché abbiamo a che fare con l’innocenza dei corpi. Mi sembrava interessante usare il corpo come bandiera per dare un senso di violazione subita dall’essere umano da altri esseri umani, per condizioni che nessuno sceglie. Condizioni naturali.

E l’ottusità degli omofobi sta proprio nel fatto che se sono genitori, o che magari lo diventeranno, potrebbero avere un omosessuale in famiglia che un giorno potrebbe sputargli addosso tutte quelle frasi appunto che hanno avuto contro. Penso a genitori di bambini di tre o quattro anni, cosa ne sai cosa sarà tuo figlio, o tua figlia, devono perciò fare attenzione a tutte le frasi che gli si possano dire, per evitare che un giorno lo stesso figlio o figlia si ricordi di tutte quelle frasi che gli abbiamo detto vent’anni prima, gettandogli così addosso un problema che già c’è, perché l’omosessualità per chi la vive all’inizio è sempre un problema, ma se tu dai il carico successivo è peggio ancora.

Quindi mi par di capire che questo libro è indirizzato a tutte le famiglie

Si, soprattutto alle famiglie che hanno a che fare con un elemento destabilizzante quale può essere un figlio che ha gusti sessuali diversi dalla norma e a quegli adolescenti che magari vivono in piccole realtà cittadine, di poche anime, poco evolute, che spesso per fare contente le famiglie si sposano provocando disastri e generando altre famiglie con altri problemi perché non hanno avuto il coraggio di accettare la propria natura.

È anche lei dell’avviso che ancora l’opinione pubblica e i mezzi di comunicazione non danno la giusta informazione sul fenomeno dell’omofobia?

Si, purtroppo spesso queste informazioni vengono date e recepite in forma macchiettistica, per fare ridere gli eterosessuali e per divertire le famiglie che magari credono di non avere a che fare con questo problema. In realtà non so se la nostra società è pronta per affrontare come si deve questo fenomeno, non ci si deve mai chiedere se siamo pronti o no. Bisogna farlo e basta, perché se tu pensi alla reazione della gente per quello che farai, non fai più niente. E poi soprattutto tengo sempre a mente la lezione di Oscar Wilde, che è stato un pioniere anche nel campo dell’omosessualità, che dice: «Se scrivi qualcosa che non offende nessuno, non hai scritto niente.»

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti