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“Non ho padroni o partiti a cui rispondere. Ovviamente Nello Musumeci condivide questa mia sfida e ne apprezza il coraggio e la portata. Non uso una candidatura così importante come mezzo ma solo come fine. E il fine è la rigenerazione di Siracusa”
La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018
Fabio Granata hai rotto gli indugi e “tagliato la scena” annunciando la tua candidatura a sindaco di Siracusa con un messaggio su facebook. La tua “discesa in campo” ha raccolto adesioni, riscontri positivi?
Si. Ho deciso di intraprendere questa difficile ma importante battaglia per la mia Siracusa. Per aiutarla a uscire dalla palude andando oltre il vecchio centrodestra e il vecchio centro sinistra incapaci di esprimere un progetto per i beni comuni e il rilancio economico e sociale della Città Lo farò attraverso una battaglia civica e politica intransigente per “rigenerare” Siracusa con le donne e gli uomini che ci staranno. Senza condizionamenti, senza padroni: solo in difesa dei beni comuni, dei cittadini, del popolo e dei diritti degli ultimi. E dopo 48 ore dal mio annuncio social devo dire che si sta aggregando qualcosa di importante e inaspettato.
Per vincere le elezioni, o arrivare al ballottaggio, occorreranno più liste. A sostenerti ci sarà solo la tua o pensi di fare alleanze? E se sì, con altre liste civiche o con i partiti?
A me non interessa vincere attraverso una sommatoria di sigle prive di anima e progetto ma in base a una visione della Città e del suo avvenire:senza i partiti ma eventualmente con chi condividerà questa visione, una visione che dovrà essere in grado di dire tanti no. E che dovrà avere tolleranza zero verso mafie e prepotenze, abusi e “spirtizze” varie. Si volta pagina.
Nella tua proposta c’è una novità sostanziale, e cioè che si definisce trasversale, non schierata secondo i vecchi schemi destra – centro – sinistra. Sarà abbastanza trasversale, ci saranno presenze della cosiddetta sinistra? Ci puoi fare qualche nome di chi sarà nella tua squadra o in prima linea?
Siamo un cantiere aperto e lavoriamo alla elaborazione di strategia e programmi uomini e donne accomunati solo dalla fedina penale cristallina e dall’amore per la Città e per i beni comuni. Da Marinella Muscarà a Gianfranco Damico, da Daniela Sessa a Nuccio Romano, da Manuel Giliberti a Tommaso Gargallo ed Ernesto Signorelli, Carlo Castello e Carmen Corso, Carlo Rametta e Camillo Biondo, Pietro Romano e Laura Savastra, Melissa Gulli e Giada Surico. E poi ho avuto la gradita sorpresa di una risposta entusiasta della mia comunità politica storica con Paolo Romano, Lino Elicona, Francesco Cassone, Sergio Marino, Paolo Cavallaro, Alessandro Spadaro, Monica Leone, Alessandro Forte e tantissimi altri. Alla mia sfida guardano con simpatia Lucia Trigilia, Roberto Visentin, Patrizia Maiorca, Susanna Motta, Elino Attardi, Lucia Di Grano, Cinzia Azzaro, Desirè Nazzareno e veramente tantissime altre donne e uomini di ogni appartenenza politica e settori della innovazione, delle imprese e delle professioni. Con preoccupazione e amore anche mia figlia Andrea. Resta apertissimo il dialogo progettuale con Roberto Fai e Fabio Moschella mentre mi piacerebbe avere un coinvolgimento della giovane libraia Marilia Di Giovanni. Tanta gente ma sopratutto tante idee e tanto entusiasmo.
Al momento non si avverte un grande interesse da parte della politica, sembra che siano tutti troppo occupati con le prossime politiche e forse dopo i risultati di questi si delineeranno meglio le posizioni e le altre candidature?
Sulle nazionali non si registra alcun entusiasmo a causa della legge elettorale ma anche delle scelte di ciò che resta dei partiti…. Non è un caso che non abbia voluto nuove tessere di partito e che non sia stato interessato a tornare in Parlamento, anche perché non avrei potuto ancora una volta ritrovarmi in una coalizione a trazione berlusconiana. Per carità di Dio. Ho fondato Diventerà Bellissima, ho fiducia in Nello Musumeci ma non potrei mai più stare in compagnia di alcune facce e alcune storie politiche che sono quelle contro cui ho combattuto negli ultimi anni in difesa di legalità e dignità. Torno al cuore della partecipazione politica: la Città. Una città che amo e della quale come pochi conosco le potenzialità e la strada nuova che dovrà intraprendere.
Tu non hai voluto attendere gli esiti delle politiche, da cosa è scaturita la scelta di anticipare la corsa alle amministrative?
Ho deciso e non avevo nulla da attendere da parte di nessuno perché non ho padroni e non ho partiti cui rispondere. Ovviamente Nello Musumeci condivide questa mia sfida e ne apprezza il coraggio e la portata. Mi chiamo Fabio Granata e non uso una candidatura così importante come mezzo ma solo come fine. E il fine è la rigenerazione di Siracusa.
Chi sosterrà Fabio Granata, alle prossime politiche?
Spero la maggioranza dei siracusani. E sopratutto i siracusani onesti, liberi e consapevoli. Soprattutto partirò da uno stile di comunicazione politica: non si parla, e non si parla male, degli avversari; non si infanga ciò che è stato fatto da altri, nel passato e nel presente – se possibile si ringrazia per il buono. Dirò quello che ho da dire sulle mie idee, visioni, valori, priorità, progetti. Conteranno le azioni che metteremo in campo. Punto. Niente merda sugli altri. Non si costruisce futuro con la merda, ma con le idee. Soprattutto quelle che connettono, che creano reti di risorse e movimento in avanti e soluzioni. Tutto qui. Semplice no?
Veramente la mia domanda aveva “Fabio Granata” come soggetto e “Chi” come complemento di specificazione, nella risposta hai invertito gli elementi e cambiato il senso …
Ah, ah, ah…

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