Nasce Art. 9 con la “carta” della Nuova Destra siciliana

Alla “prima” del nuovo movimento politico fondato dall’on. Fabio Granata ex sindaci deputati assessori, personalità della cultura e della scienza

 

 

La Civetta di Minerva, 15 dicembre 2017

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. (Art.9 della Costituzione)

“In principio fu “734”.  Poi venne “Articolo 4”. Dopo ancora “Articolo 1” e, prossimamente, sarà la volta di “Articolo 9”. Ormai la fantasia per nominare movimenti e partiti sembra orientarsi sempre più verso i numeri, vuoi su una data storica, vuoi sugli articoli della Costituzione. Se non altro, almeno questi ultimi, serviranno a rinverdire o a scoprire alcuni principi della Costituzione Italiana.” (La Civetta n. 17 del 3 Novembre 2017).

Ci piace riprendere questo incipit di un nostro recente articolo per introdurre quello di cui parliamo oggi: la presentazione, presso la sede dell’Area Marina Protetta, del Movimento/Associazione “Articolo 9”, ultima creazione di Fabio Granata, autorevole politico nostrano (ex consigliere ed assessore comunale, ex deputato e assessore regionale, ex parlamentare nazionale con varie e prestigiose cariche), tornato in auge dopo anni di apparente assenza con “Diventerà Bellissima” e la recente elezione di Musumeci a Presidente della Regione.

Fabio Granata, da 734 ad art.9…

“Il Movimento 734 è una associazione politica culturale da me fondata nel 2008 che non ha mai partecipato ad alcuna elezione, nonostante una interlocuzione avviata per le amministrative 2013 e non portata a termine. Nel 2013 si è evoluta in una Associazione / Società che si occupa di gestione innovativa del patrimonio culturale. Articolo 9 è altra cosa, mi farà piacere se verrai ad ascoltare la presentazione il 9 dicembre  per saperne di più” (Fabio Granata).

E noi de La Civetta ci siamo andati ad ascoltare e ad osservare. Un centinaio di partecipanti tra i quali funzionari regionali come Sebastiano Tusa e Vera Greco; esponenti del mondo politico (dall’ex sindaco di Siracusa Roberto Visentin all’ex consigliere comunale Sebastiano Di Natale, passando dal sindaco di Pantelleria Gino Gabriele e dall’ex deputato Nino Strano, famoso per la scena della mortadella a Montecitorio – entrambi con condanne alle spalle – il vice sindaco di Noto, Frankie Terranova, il vice sindaco di Siracusa, Francesco Italia, l’ex assessore regionale Paolo E. Reale); del mondo accademico (Aurelio Pes, Daniele Tranchida, Mario Zito, Loredana Faraci); del mondo scientifico (Mario Pagliaro, ricercatore CNR); del mondo teatrale (Valeria Contadino e Giuseppe Di Pasquale) e culturale (Ignazio Buttitta, Fulvia Toscano, Manuel Giliberti, Andrea Cerra), ma anche gente comune e semplici curiosi. E poi c’era anche Gianfranco Damico. Sociologo, autore di vari saggi.

Quasi tutti intervenuti a rimarcare gli obiettivi di questo nuovo Movimento, ad esporre il “Manifesto della Rigenerazione Siciliana” che sarebbe la “Carta” di Articolo 9, la cui parola chiave è appunto Rigenerazione.

Un parterre trasversale, quindi, dove i più maligni possono scorgere il passaggio sul carro del vincitore mentre i più smaliziati e disinvolti vi leggono un’opportunità per perseguire degli obiettivi al di là degli steccati e il superamento degli schieramenti politici.

Ma oltre ai buoni propositi, agli apprezzabili obiettivi,  sorvolando sulle etichette, le definizioni e le categorie, noi ci intravediamo anche un’ottima operazione di marketing politico, un’eccellente revisione e ricostruzione (“Rigenerazione”) della “carta” della nuova Destra (specie siciliana e locale). Una “carta” che sembra tagliare nettamente con il passato per intingersi di romanticismo e di suggestioni emotive (buonismo?), che fa proprie molte cause della sinistra riformista e progressista e archivia finalmente l’immagine di una Destra rozza, ignorante e violenta. Tutto questo grazie all’opera intelligente e lungimirante di Fabio Granata, oggi atipico ex missino che milita nel movimento ambientalista e dell’antimafia, che ama Che Guevara, che prende le distanze dal berlusconismo e che individua obiettivi e questioni di patrimonio comune senza disdegnare di tessere reti e alleanze tra personalità dal passato e dalle storie differenti.

Dunque buoni propositi, dicevamo. Ma anche una specie di elenco della spesa già conosciuta. Di compiti per casa, troppo spesso assegnati e non realizzati. Di visioni e speranze che sono patrimonio di tutti e che già stanno nel bagaglio dei sogni di chi da anni persegue il miraggio di una terra, di una società, di una Sicilia migliore possibile. Solita musica di dischi già ascoltati e oramai rotti o ci dobbiamo aspettare finalmente qualcosa di più concreto e avverabile?

Il problema grosso, infatti, non è saper individuare di cosa la nostra terra, la nostra società, la nostra Sicilia abbia bisogno (troppo spesso da tanti evidenziato), ma di come saper affrontare le questioni e realizzare le soluzioni necessarie.

Siccome, fra i tanti interventi succedutisi, quello di Gianfranco Damico ci ha provocato maggiore curiosità e suscitato suggestioni e stimoli interessanti, abbiamo ritenuto di chiedere direttamente a lui, nel servizio che segue.

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