Il PD ha pagato la scissione con MDP e la chiusura alle candidature di Cutrufo e Basso. Edy Bandiera non ce l’ha fatta ma in cambio ha ottenuto un assessorato di peso e di spesa, l’agricoltura
La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017
Che poi, a pensarci bene, in politica non si perde mai o quasi. Per gli sconfitti c’è sempre una possibilità di lettura diversa e confortante che viene propinata come tuttavia risultato positivo. E, a voler essere pignoli, neanche la vittoria (per gli sconfitti) è sempre una vittoria reale, chiara e inequivocabile.
Infatti, alle elezioni regionali, il M5S ha ottenuto un indubbio successo, la lista più votata in Sicilia, ha conquistato più seggi di tutti però il suo candidato Presidente, Cancelleri, è arrivato alle spalle del candidato della destra, e quindi ha perso.
Musumeci ha vinto, ma siamo sicuri che senza i cosiddetti “impresentabili” (e la massa di voti che questi hanno portato in dote) ce l’avrebbe fatta? E la sua maggioranza in aula (36 deputati su 70) non è ad alto rischio, considerando le anime diversificate che la compongono?
Micari ha perso, ma considerato il pesante fardello ereditato da Crocetta, la lotta impari contro le armate in campo, lo scarso sostegno della sua stessa coalizione e la beffa del voto disgiunto, si ritiene tuttavia soddisfatto.
Esaminando i risultati che ci riguardano più da vicino, alla realtà locale, la “doppia” lettura di sconfitti/vincitori appare ancora più evidente.
Il Partito Democratico ha perso, ma ha pagato la scissione con MDP e la chiusura alle candidature di Cutrufo (Garozzo) e Basso (sindaco di Carlentini) al posto dei quali si sono preferite due inutili figurine, però donne. Volendo essere magnanimi ed ottimisti si può concedere ai piddini delusi che senza fratture e divisioni il risultato poteva essere vincente.
Vinciullo, deputato uscente, ha perso. Il passaggio dell’ex missino al centro sinistra non gli ha certo giovato ma lui se la prende con la debolezza della lista (“scassapagghiari” qualcuno gli ha sentito dire) e facendosi forte dei suoi quasi 7000 voti, si ritiene comunque un vincitore. Al punto che sui social continua a postare le sue imprese da deputato più “attivo”, come se fosse ancora in campagna elettorale. E forse lo è, considerata la sua voglia di rivalsa per le prossime amministrative.
Per Sorbello e Coltraro (deputati uscenti) vale il discorso al contrario: loro sono passati dal Centro Sinistra alla Destra e hanno perso. Ma secondo il parere di tanti, non tutti i mali vengono per nuocere.
Anche Cutrufo ha perso, ma avendo trovata chiusa la porta del PD ha dovuto cercare un posto in lista all’ultimo momento. Da “ospite” del partito di Alfano (Alternativa Popolare) ha ottenuto oltre 6.200 voti, un risultato considerato comunque una vittoria personale (di Garozzo).
Pure Marziano ha perso. Ma anche lui ha scontato (come Micari) la penalizzazione del governo Crocetta di cui era assessore. Oltre, a suo dire, per il tradimento del partito nella zona nord, dove Basso, per ripicca della sua esclusione, ha sostenuto Cafeo.
Cafeo, infatti, ha vinto ma… a parte una pesante vicenda giudiziaria ancora in corso, si ritrova a fare il deputato di minoranza e all’opposizione di Musumeci. In più, alle sue spalle , il partito che dovrebbe sostenerlo, specie a livello locale, è sempre più dilaniato e confuso.
Rimanendo tra i candidati siracusani ma cambiando di schieramento, Paolo Cavallaro (figlio d’arte dello storico missino Mario) ha perso, ma essendo lui un sostenitore di Musumeci ha ben diritto di ritenersi tra i vincitori, avendo contribuito all’elezione del Presidente e all’affermazione della sua lista Fratelli d’Italia con Salvini. Tuttavia le 1.150 preferenze ottenute non rappresentano certamente un risultato esaltante per il suo sponsor Fabio Granata, tra i fondatori di Diventerà Bellissima e tra i maggiori sostenitori di Nello Musumeci.
Stessa storia anche per la candidata Cetty Vinci, consigliere comunale, in passato in procinto di passare al PD così come il suo principale sponsor Paolo Ezechia Reale (già assessore comunale con Bufardeci, già assessore regionale con Crocetta, già sponsor di Michela Giuffrida alle Europee per il PD/Art.4) adesso tutti insieme con la destra vittoriosa. Peccato, però, che nonostante il cognome, non tanto soddisfacente può ritenersi il risultato della candidata di Reale: appena 750 voti rappresentano una dote piuttosto povera per l’ex assessore ed ex candidato sindaco che è in campagna elettorale praticamente dal 2013 senza interruzione.
E che dire di Edy Bandiera, altro figlio d’arte e semi entrante ed uscente? Non viene eletto, perde ma non ha nemmeno il tempo di lamentarsi che viene eletto Assessore. Una sconfitta che vale più di una vittoria.
La giovane avolese (e sconosciuta politicamente) Rossana Cannata (che supera brillantemente i papabili Bandiera e Rizza, sindaco inquisito di Priolo) invece ha vinto sia come coalizione ma soprattutto come deputata eletta (unica donna). C’è da valutare (sempre per i pignoli) quanto la vittoria sia effettivamente sua o di suo fratello Luca, attuale sindaco di Avola.
Per i due deputati grillini (Zito e Pasqua) vale quanto già detto per Cancelleri e il M5S.
Per quanto riguarda l’uscente e rientrante Gennuso, ha sì vinto (sia lui che il suo candidato Presidente) ma per tanti rappresenta una sconfitta. Della Politica.

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