Economia, il presidente di Assoindustria verso gli Stati Generali della provincia
Ho avuto la buona ventura di ricevere un invito dal presidente degli industriali di Siracusa dott. Bivona per partecipare a un incontro con alcune personalità – così lui definiva gli invitati – per discutere della necessità di rinvenire nuove vie di sviluppo per la nostra provincia atteso che la nostra zona industriale va via via depotenziandosi.
Ci diceva che si era già incontrato con i sindacati dei lavoratori, con rappresentanti di categorie, con gli ordini professionali. In una parola si stava preparando per convocare gli Stati Generali della nostra provincia. Confindustria si è assunta un ruolo di supplenza della casta politica cui toccherebbe il compito di reggere la res pubblica; non voglio polemizzare ma certo è che l’attuale classe politica è del tutto insufficiente e inadeguata a progettare anche la ripavimentazione d’una strada: basta pensare ai soldi perduti per il nuovo ospedale .
Mi ricordo d’una analoga iniziativa che assunse negli anni ’50 la Democrazia Cristiana di Tano Lo Magro, di Marcello Sgarlata, di Lello Caracciolo, di Graziano Verzotto; si indisse una grandissima riunione al teatro comunale e per la prima volta si parlò di industria in una provincia ad esclusiva economia agricola. E nacque il miracolo economico che per quarant’anni ha retto l’economia di Siracusa e provincia.
Io ero studentello liceale ma insieme a tanti altri compagni di scuola comprendemmo che quella della industrializzazione doveva essere la strada per creare lavoro e ricchezza. E così è stato per quasi mezzo secolo; oggi con la rivoluzione industriale 4.0 bisogna individuare nuove strade di sviluppo, pena un declino mortale per la nostra provincia.
L’iniziativa del dott. Bivona è stata ed è utilissima, direi indispensabile, ma per avere successo, oltre le forze sindacali e gli organismi sociali della provincia, deve avere dalla sua l’intellighenzia della nostra comunità. Per intellighenzia non mi riferisco soltanto ai barbuti signori che da oltre mezzo secolo vanno facendo analisi spietate della vita politica della nostra provincia, ma poi non hanno il coraggio di scendere in politica per essere portatori di idee e di programmi: per timore che una goccia di fango sporchi le loro scarpe, hanno lasciato aperta la strada agli avventurieri che nulla hanno da perdere, nemmeno il nome perché un nome non ce l’hanno.
Altri interlocutori necessari che fanno parte della intellighenzia devono essere i giovani con la loro freschezza di idee: gli stati generali convocati dal dott. Bivona debbono averli per protagonisti; debbono capire, i tanti giovani che oggi come oggi come unico sbocco per il loro futuro vedono l’emigrazione o in alta Italia o in Europa, che qui hanno la possibilità di sbracciarsi e di coinvolgerci nella ricerca di strumenti che creino lavoro e quindi ricchezza per tutti.
A presto gli Stati Generali; prima si incomincia prima iniziamo a creare lavoro e quindi ricchezza. Per la cronaca, le personalità siracusane presenti: oltre il sottoscritto, Vittorio Pianese, l’emerito soprintendente Voza ultimo archeologo che ha occupato il palazzo di piazza Duomo, Pucci Piccione e Corrado Giuliano.

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