“Con Lukoil il Comune di Siracusa ha battuto i pugni sul tavolo”

L’ing. Giuseppe Raimondo: “Siamo riusciti ad ottenere prescrizioni più rigorose rispetto a quanto disposto dalla Procura”. “La fermezza sulle emissioni di ISAB nord e sud ha migliorato la qualità dell’aria”

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017

L’ing. Giuseppe Raimondo è l’esperto per il comune di Siracusa che segue ormai da anni la tematica dell’inquinamento atmosferico nel nostro territorio. E’ sicuramente una delle persone che ha più chiaro cosa è stato fatto e cosa si deve ancora fare per migliorare la qualità dell’aria. “Grazie all’attenzione dell’opinione pubblica – dice – si è raggiunta una più profonda consapevolezza su questi temi e ciò ha portato a un maggiore impegno da parte delle istituzioni e delle aziende”.

Quali sono i risultati più importanti che avete raggiunto in questi ultimi anni?

Il Comune di Siracusa è riuscito a sedersi ai tavoli AIA per gli stabilimenti Lukoil di ISAB Nord ed ISAB Sud, imponendo delle prescrizioni più rigorose rispetto a quanto era stato fatto prima. Siracusa non faceva parte dei tavoli AIA nonostante subisse l’inquinamento del polo petrolchimico. Siamo entrati “a gamba tesa” ed abbiamo imposto meno proroghe possibili richiedendo che le scadenze venissero rispettate. I nostri sforzi si sono concentrati sulla riduzione delle emissioni diffuse e delle emissioni fuggitive su tutti gli impianti Lukoil. Ci siamo concentrati sul parco serbatoi, sui punto di carico e scarico degli approvvigionamenti delle raffinerie e, quindi, sui pontili e sul sistema di carico e scarico via terra. Abbiamo fatto di tutto per applicare le BAT (le migliori tecnologie disponibili) per soddisfare quanto previsto dall’ultima AIA. Si è valutato caso per caso quale fosse la migliore BAT a seconda delle esigenze del nostro territorio.

Un obiettivo raggiunto è stato l’impegno di installazione dell’impianto di recupero vapori al pontile di Santa Panagia, che è molto vicino al centro abitato. Abbiamo ottenuto che questa installazione avvenisse entro il 2018 e che un impianto simile fosse utilizzato anche per i serbatoi che durante le fasi di carico e scarico sono causa di emissioni. Abbiamo osservato che i superamenti del limite giornaliero di 50 microgrammi per il PM 10 di Teracati è passato da 54 superamenti del 2015 ai 28 del 2016. Un percorso durato più anni che ha portato all’acquisizione di un diritto in termini di salute per tutta la provincia.

Cosa avete fatto per la questione del calcolo di bolla unica per tutta la raffineria?

La bolla riguarda l’emissione convogliata dai camini. La raffineria aveva un’unica bolla per gli impianti sud e gli impianti nord. L’obiettivo è separare le due bolle e siamo riusciti a togliere il Turbo Gas al contributo del calcolo di bolla. Abbiamo tolto anche tutti i macroinquinanti come PM10, come H2S e i Composti organici volatili (COV) che ormai non fanno più parte della bolla ma hanno un limite puntuale per ciascun inquinante.

Che tipo di attività di monitoraggio è stata effettuata in questi anni nel nostro territorio?

Abbiamo cercato di dare un nome e cognome a quello che prima si chiamava solamente “puzza di industria”: adesso è più chiaro se la puzza è dovuta agli idrocarburi non metanici oppure ai composti solforati. Tutto ciò è stato possibile grazie all’utilizzo di una strumentazione più sofisticata rispetto a qualche anno fa. Le centraline prima monitoravano essenzialmente inquinanti di natura urbana ora sono stati equipaggiati di sensori che monitorano inquinanti urbani ed industriali. Sono state fatte delle campagne con lo strumento AirSense nelle aree industriali e attraverso il sistema Ecomanager siamo oggi in grado noi stessi di fare gli esposti con gli allegati dettagliando le sostanze e gli incrementi delle quantità delle sostanze. Ultimamente nella centralina di Scala Greca è stato inserito un nuovo sensore, il TRS, che permette di misurare i composti solforati come il tiofene e i mercaptani, anche se forse devono essere tarati. Gli strumenti ci sono, i dati anche; adesso dobbiamo completare le azioni.

Quali azioni?

Quella di far adottare la nuova AIA il prima possibile alla Lukoil per lo stabilimento Nord e Sud. Purtroppo noi partecipiamo solo a quelle e non siamo nella AIA dell’impianto della Esso dove la situazione è più critica in quanto è l’unico impianto in Italia a non avere un sistema di recupero vapori nei pontili ed ha tutte le vasche scoperte. Chiediamo di collegare telematicamente la centralina ex via Nino Bixio che adesso si trova al Pantheon. Essa è funzionante ma non è collegata al sistema Ecomanager e quindi i dati possono essere presi direttamente dalla centralina. In ogni caso i valori rilevati dalla centralina di Pantheon (ex Bixio) non sono attendibili perché lo strumento non ha fatto un campionamento secondo gli standard del D. Lgs 155/10. E’ necessario che il decreto legislativo 155/2010 sia aggiornato ed integrato con il piano della qualità dell’aria della Regione.

L’intervento della magistratura è stata conseguenza dell’attività che avete svolto voi?

Il Comune di Siracusa ha fatto diversi esposti alla magistratura. Non ho potuto visionare i fascicoli della magistratura ma da quello che ho letto sulla stampa molte prescrizioni della magistratura sono le nostre e in alcuni casi le nostre sono ancora più specifiche e dettagliate.

 

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti