Giansiracusa e la fregatura del Libero Consorzio

Dico subito che intendo sorvolare sullo scivolone comunicativo, di cui tanto si è parlato, del presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, e tentare di delineare le difficoltà oggettive che paralizzano l’ente. Sia chiaro: la sua dichiarazione sulla ripartizione dei Comuni un po’ aggregati a Ragusa e un po’ aggregati a Catania è di quelle dal sen fuggite e la successiva toppa (“voleva essere una provocazione”, dichiarazione comunque sincera) è stata peggiore del buco.

Forse non molti sanno che, accettando di presiedere il Libero Consorzio, Giansiracusa ha preso una bella fregatura, di cui peraltro era a conoscenza. Il suo compenso è zero euro e se non viene eliminato il limite dei mandati non potrà candidarsi neppure a fare il sindaco di Ferla. Con la conseguenza che, non appena scadrà, la prossima primavera, l’attuale mandato di sindaco, decadrà automaticamente da presidente del Libero Consorzio.  Eppure è rimasto al suo posto. Magari si è fatto abbagliare dalle promesse di chi gli aveva garantito che l’Assemblea regionale avrebbe equiparato il compenso del presidente del Libero Consorzio a quello del sindaco del comune capoluogo e che per i piccoli comuni come Ferla la sindacatura sarebbe stata senza limite di mandato, ma, ripeto, nonostante la fregatura, è rimasto al suo posto.

Quel che certamente non immaginava è che, a causa della sconsiderata decisione della giunta Crocetta di abolire le Province, l’ente (poi denominato Libero Consorzio) sarebbe rimasto nudo e crudo, senza uomini e senza mezzi. Non è solo un problema finanziario.  Anche se gli arrivassero fiumi di risorse finanziarie, il Libero Consorzio non sarebbe in grado di spenderle, se non in minima parte. Molte strade del territorio provinciale avrebbero bisogno di manutenzioni straordinarie e ordinarie, ma per poterle fare bisogna disporre di uffici tecnici in grado di elaborare i progetti da mettere a gara. Per fare una gara d’appalto ci vogliono funzionari amministrativi che abbiano dimestichezza con le procedure previste dal codice dei contratti. Un apparato tecnico e amministrativo all’altezza di questi compiti ce l’ha il Libero Consorzio? Io credo di no. Lo stesso discorso vale per le scuole. Non escludo che Giansiracusa possa gestire meglio alcune situazioni, ma con l’apparato tecnico e amministrativo che si ritrova non può certo fare voli pindarici. Ancora una volta ad essere imputata è la politica.

Con Michelangelo abbiamo militato insieme per un periodo nel Partito Democratico, poi le nostre strade si sono divise. Devo dire che come sindaco di Ferla e poi come capo di gabinetto del sindaco di Siracusa, ha dato la sensazione di essere un bravo amministratore. Resto inoltre convinto, per come me lo ricordo nel Pd, che sia una persona perbene.

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