Non capita tutti i giorni di incontrare un giovane che, nonostante le difficoltà che ha già dovuto affrontare, e affronta quotidianamente – un trapianto renale e una disabilità visiva acquisita in adolescenza -, decide di trasformare la sua passione in un dono per tutta la comunità. Un siracusano di 29 anni che è sì ipovedente ma ha la visione più chiara di tanti.
È Alessandro Calabrò, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione Multimediale all’università online Uni mercatorum, ha scritto due libri, online anche in versione audio: una guida su VoiceOver, la sintesi vocale per iPhone, e Nuove Visioni: L’AI a supporto della disabilità visiva
Svolge attività formative venendo occasionalmente ingaggiato con contratti di alcuni mesi per insegnare l’uso di VoiceOver a ragazzi, anziani e persone che perdono la vista in età adulta e, soprattutto, ha creato Aretusapedia, un’enciclopedia digitale dedicata a Siracusa che cura e mantiene a sue spese.
Il progetto nasce nel 2023 dal mio amore per la città natale e, in particolare, per Ortigia – afferma Alessandro – il lancio ufficiale è avvenuto a gennaio del 2026 e il sito conta già numerose schede dettagliate e ben curate. La novità ora è l’aver creato un’app per lo smartphone e a breve anche per Android. Ci sto lavorando. La mia volontà è poi di continuare mettendo a disposizione il tutto anche in inglese”.
Aretusapedia contiene già schede di 57 luoghi su 104 totali, oltre ad altre su personaggi ed eventi, più o meno noti, che possano interessare i siracusani.
Ogni scheda luogo è dedicata a un monumento o a uno spazio fisico. La grande novità è l’attenzione all’accessibilità: ogni scheda ha infatti una sezione specifica suddivisa in accessibilità motoria (barriere fisiche, rampe, ingressi secondari, parcheggi per disabili), visiva (es. percorsi tattili), uditiva (per non udenti/ipoacusici), cognitiva (per disabilità come per esempio l’autismo), cui si può accedere immediatamente grazie all’indicatore senza dover scorrere l’intera scheda.
Alessandro va fisicamente sul posto, scatta foto, analizza. Un caso esemplare è il santuario della Madonnina, dove è presente un percorso tattile (accessibilità visiva). Alessandro ha scattato la foto e l’ha inserita nella scheda come esempio concreto di abbattimento delle barriere architettoniche.
Il suo programma è quello progressivamente di esplorare anche altre aree fuori Ortigia, sempre in cerca di luoghi da digitalizzare per arricchire sempre di più la sua enciclopedia, anche con l’aiuto di chi ha voglia di entrare nella “comunità degli Aretusiani”, uno spazio aperto a chiunque voglia segnalare errori, proporre luoghi mancanti o contribuire all’archivio digitale. Un progetto inclusivo, partecipato e dal forte impatto sociale e culturale.
Si potrebbe auspicare la nascita di una Fondazione o associazione di promozione sociale in cui i partecipanti versino una quota per autofinanziare Aretusapedia, con lo scopo di mantenere viva la piattaforma e reinvestire le risorse nel migliorare servizi e applicazioni, anche grazie all’intelligenza artificiale, suggeriamo
Certamente ciò servirebbe a continuare il lavoro e pagare le spese vive da sostenere per l’IA, il provider, ecc. Recentemente ho avuto un incontro con Antonio Randazzo grazie al comune amico Giuseppe Di Giorgio.
Sappiamo chi è Antonio un personaggio poliedrico e profondamente radicato nella storia e nella cultura di Siracusa. Ha realizzato un sito web monumentale www.antoniorandazzo.it Il sito contiene collezioni d’immagini, documentazione storica e archeologica, ecc. Tanti (circa 600.000) sono gli ospiti che ogni anno visionano le sue migliaia di pagine. Quello più interessante tra le sue iniziative digitali che potrebbe creare sinergia con il lavoro iniziale di Alessandro è la sua mappa turistica interattiva di Siracusa con traduzioni in 16 lingue (compreso il siciliano). Questa collaborazione darebbe continuità a un capitale di cultura che andrebbe perduto o lasciato morto.
Ma cosa servirebbe, tecnicamente, per integrare il lavoro di Antonio Randazzo?
«Per integrarlo davvero perché il suo accesso al motore del sito, citando sempre la fonte originale, aprirebbe una prospettiva moderna e più agibile per tutti. Attualmente possiamo solo prendere informazioni pubbliche e riportarle. Invece con i permessi da amministratore, potremmo usare l’IA di Aretusapedia per elaborare tutti i dati accumulati da Randazzo in decenni di lavoro incredibile, da certosino instancabile. Sarebbe un enorme salto di qualità per il suo materiale, da recuperare e divulgare sempre di più e naturalmente per implementare il mio lavoro. È da notare che anche alcuni libri antichi digitati da Antonio potrebbero scomparire se quell’immensa opera andasse chiusa. Spero che questa collaborazione possa dare frutti concreti”
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Alessandro, chiudiamo con una domanda che sembra quasi una provocazione, ma è piena di ammirazione. Tu sei ipovedente eppure stai costruendo qualcosa che permetterà a migliaia di persone – vedenti e non – di vedere Siracusa come non l’hanno mai vista. Cosa provi?
«Che la vera vista non è negli occhi, ma nel cuore e nella volontà. Se un ragazzo ipovedente può fare tutto questo, immaginate cosa possiamo fare insieme. Aretusapedia non è il mio progetto: è il progetto di tutti coloro che amano Siracusa e credono in una città più accessibile, più giusta, più viva. Sogno una comunità di aretusiani che si mettono in gioco non solo con le nuove tecnologie ma soprattutto con il cuore».
Per noi siracusani è un invito rivolto specialmente a ragazze e ragazzi nel contribuire a segnalare un luogo, entrare nella comunità degli Aretusiani per il bene che si ha verso questa antica e preziosa realtà.

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