Nel riacceso interesse per l’ex idroscalo De Filippis grazie all’ambizioso (ma non velleitario) obiettivo di comitati civici, associazioni e liberi cittadini, di restituire l’intera area alla città per una fruizione pubblica, con lo scopo di riaffermare la verità storica sugli usi cui è stata finalizzata nel tempo quella ‘base’, oggi sede del Distaccamento Aeronautico di Siracusa, proponiamo il ricordo di Enrico Piazza, personaggio noto a moltissimi siracusani per il suo passato sportivo e di istruttore di nuoto nonché, da alcuni anni, portavoce del Comitato di riqualificazione dello sbarcadero di Santa Lucia nato per garantire a tutti un accesso libero e gratuito al solarium che lì ogni anno viene montato.
“Lontani ricordi della mia infanzia, suffragati da qualche foto e articoli della stampa dell’epoca, mi permettono di affermare che, alla fine degli anni quaranta, gli spazi dell’idroscalo di via Elorina erano divisi in due settori.
La parte più ampia era occupata da un grande edificio di colore rossiccio, in cui abitavano alcuni ufficiali e sottufficiali con le loro famiglie, e pochi avieri di leva. L’ingresso di questo edificio, che dava su via Elorina, era preceduto da un grande giardino con palme e alcune aiuole ben curate. Quella restante, circa il 40%, era occupata da un caseggiato in unico blocco che si allungava dalla via Elorina verso il mare. La parte di questo caseggiato più vicina alla strada veniva utilizzata come segreteria e sala riunioni della più antica società sportiva siracusana, di cui mio padre era uno dei 7 soci fondatori: l’odierno Circolo Canottieri Ortigia. Gli altri spazi venivano utilizzati come abitazione dal custode, Nino Luca con la moglie Rosa e la figlia Rosetta. Scendendo verso il mare, c’era un orticello con la cuccia di Lola, simil pastore tedesco.
Seguiva il grande capannone in cui trovavano riparo le imbarcazioni per gli allenamenti e le regate (2 imbarcazioni a due vogatori con timoniere, altre 2 a quattro e l’ammiraglia ad otto, sempre con timonieri). Docce e servizi per gli atleti occupavano una striscia nel margine di questo capannone. Immaginate quanto fossero ampi questi locali.
Infine si arrivava al mare, dove stazionava una grande zattera utilizzata per mettere in acqua le yole.
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Da bambini mio fratello Dante ed io andavamo spesso a giocare con i figli dei militari e a volte ci fermavamo a dormire nella casa dei custodi, persone molto care a me e alla mia famiglia. La convivenza fra militari e civili era infatti improntata al massimo rispetto e cordialità e non erano rare le serate danzanti molto eleganti, organizzate dal Circolo Canottieri Ortigia o dagli ufficiali. Anche per noi ragazzini era possibile scegliere quella sede per qualche festicciola. Posso dire che in tutte quelle occasioni abbiamo visto volare sopra le nostre teste soltanto gli aquiloni che ci piaceva costruire con carta oleata e sezioni flessibili di canne. Mai elicotteri o idrovolanti di alcun tipo.
Per quello che so il servizio dei radar è sempre stato vicino al villaggio Miano, dove oggi alcune palazzine ospitano le famiglie di chi è stato militare. Nella parte del complesso limitrofa a viale Epipoli restano i ruderi dei vecchi edifici, ormai diruti. Insomma, ascolto con sorpresa le nostalgie di chi rievoca usi che datano ormai quasi un secolo”.
Si sa che l’ex idroscalo, realizzato nel 1923, venne inaugurato il 28 ottobre 1928 “con il volo della S.A.N.A. (Società Anonima Navigazione Aerea) Roma – Siracusa – Tripoli, anche se a Siracusa non si poté proseguire per Tripoli a causa del maltempo e il volo venne quindi rinviato di qualche giorno”. Così scrive Marco Occhipinti, filatelico e collezionista di lettere, cartoline e storia postale, in uno dei suoi racconti presenti nel sito Sfizi di Posta che vi invitiamo a conoscere. È proprio la cartolina di due innamorati, con il bollo postale di partenza da Siracusa con la dicitura “SIRACUSA IDROPORTO”, che gli suggerisce il ricordo di “Quando a Siracusa ammaravano gli idrovolanti”: “Per accedere all’idroscalo gli idrovolanti dovevano portarsi nel settore di rilevamento compreso tra 263° e 280° del fanale verde di Punta Maniace e da qui procedere all’ammaraggio…”
Nel 1929 “la linea (del postale, ndr) divenne trisettimanale, mentre più avanti sulla rotta Roma – Napoli – Siracusa – Tripoli operò l’Ala Littoria. Gli idrovolanti utilizzati erano i Dornier Do R Superwal. L’idroscalo fu interessato da traffico aereo anche militare sino alla Seconda guerra mondiale (189ª Squadriglia dell’83º Gruppo ricognizione marittima, poi 83º Centro C/SAR). L’incremento del traffico aereo rese necessaria anche l’installazione all’idroscalo di un ufficio postale. Inizialmente, venne quindi attivato un “MMp”, ovvero un ufficio telegrafico dipendente dal Ministero della Marina, con denominazione “SIRACUSA – IDROSCALO”, con servizio anche per i privati…”.
Occhipinti, con lo scrupolo del ricercatore, aggiunge dettagli su dettagli su questi aspetti per poi concludere che la cartolina ‘galeotta’ dell’agosto 1933 riportava già la nuova dicitura “SIRACUSA – IDROPORTO”, definizione presente ancora nell’elenco degli uffici postali del 1943. “Successivamente non se ne ha più notizia, non è presente nell’elenco del 1962, e quindi in quel lasso di tempo venne chiuso. La cartolina di Lucio per Gina, quindi, viaggiò con un idrovolante, dall’idroscalo di Siracusa all’idroscalo di Como. Emozionante, vero?”
Altre ampie interessanti informazioni sulle sole funzioni logistiche a cui fu destinato il De Filippis dopo la guerra – quando assicurò servizi di ricognizione e soccorso ma subì anche numerosi bombardamenti e mitragliamenti, in uno morirono 5 avieri – si trovano in uno scritto del tenente colonnello Paolo Tredici in occasione del novantesimo compleanno della base, in cui si legge che “oltre alla funzione di supporto logistico-amministrativo alla squadriglia di Mezzo Gregorio” si aggiunse nel 2012 anche la gestione dell’organismo di Protezione Sociale, cioè “una struttura destinata a fornire servizi aggregativi, socio-ricreativi e sportivi, a favore del personale militare e civile dell’Amministrazione Difesa e relative famiglie”. Non solo: “rimasta l’unica istituzione militare della città … in un’ottica di massima valorizzazione delle strutture, è stato individuato nel Distaccamento una sede di allenamento per gli atleti della Federazione italiana di atletica leggera”.
Perché l’aggettivo ‘sociale’ si sia trasformato in ‘civile’ si spiega con la volontà dell’Aeronautica di mantenere il possesso (non ne ha la proprietà) di quei 40mila mq che appartengono ai Siracusani. Tutti.
Brochure-Idroscalo-DF-Siracusa-2015.pdf
In copertina la foto dell’Archivio di Archimede Piazza di una yole a otto con timoniere
Equipaggio C .C. Ortigia, anni 50, nel porto di Siracusa: Alberto Scarselli, Alfredo Risita, Andrea Mauceri, 4 voga non identificato, Giuseppe Monteforte Cocuzza, Silvio Guido, Pupetto Reale, Luigino Vinci, Archimede Piazza (timoniere).
Foto storiche dal sito di Antonio Randazzo

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