Dal nostro inviato speciale
IL COMMENTO
In un De Simone quasi pieno si respira, all’inizio della partita, un’atmosfera emozionante. La tribuna si colora di palloncini biancoazzurri, la curva Anna e la gradinata riempiono di calore lo stadio, c’è, palpabile, l’attesa che possa compiersi un miracolo calcistico, ma sarà una pia illusione anzi un’amara delusione.
Parte meglio il Siracusa e per una buona mezz’ora fa registrare una superiorità territoriale che tuttavia non produce, per tutto il primo tempo, nessuna vera occasione da rete ma che diffonde la sensazione che il gol e la vittoria siano lì per arrivare e che è solo una questione di tempo.
Con lo scorrere del cronometro si cominciano a vedere da un lato un Siracusa che non ha tutta l’energia che servirebbe in una partita decisiva come questa e dall’altro una Cavese che non ha nessuna intenzione di fare la vittima sacrificale. Anzi, col passare dei minuti, i campani cominciano a mostrare grande determinazione, un atteggiamento tattico prudente ma non rinunciatario, densità asfissiante a centrocampo, una gran voglia di fare risultato e di mettere al sicuro la salvezza con una giornata di anticipo.
Turati dà l’impressione di utilizzare questa ultima gara casalinga come una passerella per tutta la rosa a cominciare dalla formazione iniziale e soprattutto finendo con delle sostituzioni incomprensibili sul piano delle scelte e della tempistica. Non è, il mio, un giudizio espresso su tutto il campionato ma solo ed esclusivamente su queste ultime partite. Rimane l’assoluto valore di questa sua prima esperienza da allenatore, sul piano motivazionale, del gioco e della serietà dell’impegno. Tutte, quindi, le attenuanti del caso che è inutile riprendere in questa sede.
L’impronta Turati viene fuori solo negli ultimi dieci minuti, quando, per capovolgere il risultato, servivano carattere, esperienza e mestiere. L’interprete di queste caratteristiche si chiama, da un po’ di tempo, Alessandro Sbaffo che ha cambiato il corso della partita quando però non c’era più tempo. Fuori Frisenna che stava dando l’anima, in modo confuso ma era lì a combattere su ogni pallone, fuori Di Paolo che comunque avrebbe potuto trovare una giocata delle sue, fuori Valente per un Contini irriconoscibile, fuori Riccardi per un Candiano copia sbiadita del giocatore della prima parte del campionato. Perché Mister?
In conclusione, se smettiamo i panni del tifoso, pareggio giusto e complimenti alla Cavese e, naturalmente, a scanso di equivoci, un grazie di cuore a tutti i giocatori azzurri e allo staff tecnico che, comunque andrà a finire, hanno dato prova di grande professionalità e attaccamento alla maglia, regalandoci alcune domeniche di grandi emozioni.
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LA CRONACA
10’ Arditi si smarca in area, riesce a tirare solo debolmente, Boffelli devia.
13’ Cancellieri si produce in uno slalom quasi perfetto fino a dentro l’area. Atterrato indica alla panchina di chiamare l’FVS per un presunto rigore. L’arbitro conferma la decisione di campo.
33’ Duello in area azzurra tra Marafini e Minaj. FVS Cavese, anche in questo caso l’arbitro non concede il rigore.
47’ Diarrasaouba sfiora il gol con un preziosismo tecnico, la palla accarezza il palo.
62’ GOL CAVESE, azione ubriacante di Ubani, serve Orlando che mette in rete imparabilmente.
84’ GOL SIRACUSA, cross perfetto di Cancellieri, Sbaffo è il più lesto a colpire di testa e a mettere in rete
Siracusa: Sylla; Iob, Marafini, Capomaggio, Cancellieri; Limonelli (21′ st Simonetta), Frisenna (30′ st Sbaffo); Valente (21′ st Contini), Riccardi (6′ st Candiano), Di Paolo (6′ st Pannitteri); Arditi.
A disp. Farroni, Puzone, Pacciardi, Contaldo, Bonacchi, Zanini. All. Turati.
Cavese: Boffelli; Luciani, Peretti, Loreto; Ubani (36′ st Nunziata), Diarrasouba, Awua, Munari (26′ st Maiolo), Macchi; Minaj, Orlando (26′ st Fella).
A disp.: Manzo, Sposito, Evangelisti, Gudjonshen, Ubaldi, Imparato, Bolcano, Fusco. All.: Prosperi (squalificato).
Arbitro: Lovison di Padova.
Reti: 63’ Orlando, 84′ Sbaffo
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LE PAGELLE
Sylla: mai impegnato, lento nelle rimesse, subisce il gol dallo specialista Orlando. Incolpevole. Voto: 6
Iob: il migliore della difesa azzurra, sia in fase difensiva che nelle diverse incursioni. Voto:6,5
Marafini: partita non facile, ci mette mestiere e sacrificio. Voto:6
Capomaggio: un centurione nel gioco aereo, impacciato con i piedi. Voto:5,5
Cancellieri: prova confusa, ha il merito dell’assist per il gol del pareggio. Voto:6
Limonelli: torna titolare senza brillare particolarmente. Soffocato dal centrocampo campano. Voto:5,5
Frisenna: partita di sacrificio e combattimento, grande impegno non sempre accompagnato da lucidità e precisione. Voto:6
Valente: Turati lo sostituisce ormai stabilmente, in una partita come questa non se ne colgono le ragioni. Voto:6
Riccardi: altra sostituzione, oggi, incomprensibile. Molto meglio di Candiano. Voto:6
Di Paolo: si intestardisce e si avvita nelle sue giocate quando, a volte, il cross sarebbe stato la scelta migliore. Voto:5,5
Arditi: altra prova di forza e di sostanza. Ha in tutta la partita una sola occasione, non la sfrutta nel migliore dei modi. Voto:6

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