L’ex idroscalo di via Elorina diventa base operativa civile e … militare

Senza che la città di Siracusa fosse in alcun modo informata e coinvolta, il Ministero della Difesa ha deciso un nuovo futuro per l’ex idroscalo De Filippis di via Elorina quale “base alternata di atterraggio e rischieramento per gli elicotteri delle F.A. e di tutte le componenti militari e civili che ne facciano richiesta, data la sua posizione strategica nel Sud-Est della Sicilia”, sin dal 2023, quando ancora intercorreva l’interlocuzione con l’Amministrazione per la restituzione dell’area alla comunità cittadina.

È quanto risulta dai documenti inviati dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica a seguito della vittoria del Comitato Cittadino per la Riqualificazione e il Decoro Urbano di Siracusa e l’Associazione Porto di Siracusa Anna Maria Lepik nel ricorso al Tar Catania avverso il silenzio diniego mantenuto dal Ministero della Difesa sulla richiesta di accesso agli atti.

Il De Filippis, in pieno centro città, punto privilegiato del water front del Porto Grande di Siracusa, entra così a far parte di quella “rete di aeroporti militari, distaccamenti e infrastrutture duali” che garantiscono “la continuità operativa sia in scenari di difesa nazionale che in situazioni di emergenza in territorio nazionale”. Basi che assicurano l’interoperabilità tra Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia Costiera e componenti civili (es. protezione civile, ed è questo il significato del dual-use). 

Sul nostro territorio nazionale sono circa una decina le basi di rischieramento e supporto logistico principali, tra cui Sigonella, e i cosiddetti poli elicotteristici e basi di componenti specifiche ma nessuna di queste è presente nel centro città, in un’area congestionata come è la via Elorina, tale da non permettere nessuno spostamento veloce, per esempio verso gli ospedali, in caso di un’emergenza ‘civile’, figuriamoci ‘militare’.

I lavori per adeguare la pista e altro dovrebbero essere stati già terminati visto che è stata rilasciata la certificazione (aprile 2025) per lo “svolgimento dell’attività di volo militare sul sito per l’atterraggio, lo stazionamento e il decollo elicotteri di classe H/M (HH-101/HH-139)” che assicureranno “nell’area Sud-Est della Regione Sicilia e mare circostante” il supporto per operazioni di ricerca e salvataggio (SAR) e anche di spegnimento degli incendi (AIB) sebbene – e questa a noi appare un’anomalia -, nell’elenco delle elisuperfici del territorio regionale assegnate a questo scopo, Siracusa sia già presente con la “base offshore” dei Pantanelli. Una duplicazione incomprensibile

Dal sito istituzionale dell’Arma si apprende che l’HH-101, il più grande degli elicotteri in dotazione all’Aeronautica Militare e uno dei pochi elicotteri al mondo in grado di essere rifornito in volo per aumentarne autonomia e raggio d’azione, è equipaggiato con sistemi elettronici che accecano i radar, rendendolo così invisibile. L’HH-139 (nelle versioni A e B), in dotazione principalmente al 15° Stormo dell’Aeronautica Militare italiana, è un elicottero multiruolo utilizzato per una vasta gamma di operazioni critiche, con un focus particolare sul soccorso e la sicurezza nazionale e la ricerca e il recupero di equipaggi e personale militare in difficoltà, sia in Italia che all’estero.

In sostanza si tratta di elicotteri che possono essere utilizzati tanto per operazioni civili quanto per quelle militari. E questo nella base ‘interclusa’ del De Filippis.

È legittimo chiedersi se questa scelta, nel cuore pulsante, e frenetico, della città, sia opportuna, a maggior ragione pensando a quel “mutato contesto internazionale”, da ‘terza guerra mondiale a pezzi’ preconizzata da Papa Francesco già nel 2014, a causa del quale Difesa Servizi ha rivalutato e ridotto la parte dell’ex idroscalo da privatizzare? Sarà questo argomento centrale nel Consiglio Comunale che oggi, all’ordine del giorno, vede  l’atto di indirizzo sull’ex idroscalo presentato dai consiglieri del PD?

Da anni ormai a quest’area dell’aeronautica di via Elorina era rimasta null’altro che la funzione di “supporto logistico amministrativo alla 137^ Squadriglia Radar Remota di Mezzogregorio” che nel tempo si è tradotta nell’ospitalità a numeri residuali di militari, come riconosciuto dallo stesso Sottosegretario al Ministero della Difesa, Giorgio Mulè, quando nel gennaio 2022, a Siracusa su sollecitazione dei cittadini e dei parlamentari del territorio, valutò (almeno così sembrava) la possibilità di restituire alla città l’ampia preziosa area, chiedendo al sindaco null’altro se non l’individuazione di un sito alternativo per quel poco che ancora poteva servire al Distaccamento e di conoscere le intenzioni dell’Amministrazione su quella riqualificazione. Il punto di partenza, quella visita, di un’interlocuzione attiva tra Ministero e Amministrazione che sembrava a un passo dalla soluzione attesa nell’aprile 2023, quando il sindaco Francesco Italia inviava al Ministero, come richiesto, l’idea progettuale per la valorizzazione dell’area.

Riusciamo solo oggi a ricostruire quindi i probabili motivi del silenzio improvviso del Ministero, le cause di quello che i comitati cittadini (il Comitato guidato dall’ing. Pucci La Torre, l’Associazione Anna Maria Lepik con l’avv. Giovanni Randazzo e Legambiente con l’avv. Paolo Tuttoilmondo) hanno definito “un inaccettabile sgarbo istituzionale. Prima ancora che mutasse davvero il contesto internazionale, già nell’ottobre del 2023 il Distaccamento Aeronautica di Siracusa aveva chiesto infatti agli enti competenti “l’autorizzazione allo svolgimento di attività di volo militare sulla propria piazzola elicotteri” e di intraprendere tutte le azioni a questo necessarie, quali i rilievi topografici.

Come la mano destra che non sa quello che fa la sinistra, Difesa Servizi dopo aver reso nota, nel luglio 2024, l’ampia disponibilità di una serie di immobili appartenenti al patrimonio della Difesa per l’eventuale presentazione di proposte di finanza di progetto, è stata costretta, a distanza di soli 10 mesi, nell’aprile 2025, a riformulare la proposta riducendo la parte dell’area disponibile per la manifestazione d’interesse.

Intanto sono andati avanti gli interventi infrastrutturali per far diventare davvero ‘operativa’ la base del De Filippis adeguando l’hangar per il ricovero dei velivoli, eliminando alberi o pali che interferiscano. Così la base, grazie agli spazi di atterraggio disponibili per più velivoli (!), potrebbe essere di supporto in caso di necessità, data la notevole distanza da Sigonella e dall’aeroporto di Catania/Comiso o per eventuali livelli elevati di traffico aereo o per la chiusura, per un qualsiasi motivo, di questi aeroporti. Oltre ad essere (naturalmente) base sicura allo scalo per le autorità di Stato come accaduto in passato, si precisa.

Tutto questo, incredibilmente, senza alcuna valutazione sull’impatto socio-economico ed ambientale sulla città e all’interno di un processo di militarizzazione dell’area da Augusta a Siracusa sempre più rilevante a livello strategico nello scacchiere mediterraneo.

A questo punto riteniamo che solo una possa essere la risposta dei Siracusani: la manifestazione esplicita della volontà di ostacolare i piani assolutamente anacronistici del Ministero della Difesa a danno della città, patrimonio Unesco. La petizione online è a un passo, in pochissimi giorni, dalle  mille firme: il primo non sufficiente traguardo.

Il link per firmare la petizione sulla smilitarizzazione del sito:

https://www.change.org/p/smilitarizzazione-e-restituzione-alla-citt%C3%A0-area-ex-idroscalo-in-siracusa-via-elorina?recruited_by_id=d3a28da0-092d-11f1-a52f-eb807dc43e9e&utm_source=share_petition&utm_campaign=psf_combo_share_initial&utm_term=psf&utm_medium=whatsapp

 

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