Sono state immediate le segnalazioni in alcune chat su quanto stava avvenendo nel lotto intercluso di via Riviera il Grande di proprietà del dottore Attilio Bongiovanni dopo il devastante passaggio del ciclone Harry. Marco Gambuzza del PCI ha subito postato un video in cui si vede la staccionata, che impedisce tanto la vista quanto l’accesso al mare, per buona parte crollata all’interno del lotto insieme a quel che restava delle cabine del Lido Musciarà costruite sui frangiflutti, distrutte dalla forza del vento e della mareggiata https://www.facebook.com/share/p/1AadE63KSy/.
I più ottimisti hanno allora pensato che le ‘istituzioni’, gli organismi di controllo sarebbero intervenuti per verificare la legittimità tanto delle concessioni demaniali quanto delle autorizzazioni a costruire ma, a giudicare dalle opere in corso, si è trattato di un vano auspicio.
Sembra che non interessi a nessuno neanche la recente pronuncia della Corte di Cassazione (n.3657/2026) sulle concessioni balneari su cui ha richiamato l’attenzione ultimamente Giorgio Nanì La Terra dell’Associazione Love Arenella. In estrema sintesi: Chi occupa il demanio non può far finta di non sapere che le leggi europee sono superiori a quelle nazionali e quindi le leggi italiane che hanno prorogato automaticamente le concessioni balneari senza fare gare pubbliche non hanno alcuna validità. Quando un gestore continua a occupare la spiaggia solo perché gli è stato eventualmente concesso un rinnovo senza bando, sta commettendo una violazione della legge, in sostanza sta occupando abusivamente uno spazio demaniale. Viene dunque riaffermato il principio che la spiaggia è un bene comune e non può essere privatizzata dal primo che capita.
Ma nel lotto del dottor Bongiovanni accade molto di più. Senza alcuna sua autorizzazione sono stati documentati lavori di scavo, movimento sabbia e altro, con occupazione parziale del lotto con vari materiali (un palo e delle piante).
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Stamattina il dottor Bongiovanni, appena arrivato da Modena, città di residenza, allertato per il nuovo abuso, si è recato sul posto.
“Il proprietario dell’hotel ha avuto il coraggio di ‘spiegarmi’ che era stata una necessità entrare a casa mia per ripristinare la propria staccionata, preparare gli scavi per installare le sue telecamere – quelle che da sempre puntano senza alcun permesso sul mio terreno -, e altro, e di non avermi potuto avvertire perché ‘non ha i miei recapiti’. Questa situazione è intollerabile. Ho chiesto l’intervento immediato del 112 – una telefonata surreale, in cui ho dovuto spiegare io che non può essere legittimo che qualcuno entri in casa tua senza permesso – e poi dei Carabinieri. E solo questi ultimi sono arrivati quando però nel lotto tutto appariva in ordine, come se nessuno ci fosse passato, come se niente fosse accaduto – un grande tempismo, si deve dire! -. Ma acquisiranno la denuncia presentata ieri dal mio avvocato e faranno la loro segnalazione anche perché non ho visto alcun cartello di cantiere. Com’è possibile che accada tutto questo nella mia città senza che qualcuno dell’Amministrazione, pur avvertita nei giorni scorsi, non senta il dovere di intervenire a tutela dei diritti di un suo cittadino? Sono anni ormai che subisco queste angherie e tutti fanno finta di non sapere, di non conoscere i fatti. Ma la misura è colma”.
Parole tremanti, agitate, piene di rabbia e di una tensione crescente che in un ottantenne fanno davvero temere per la sua stessa salute come hanno notato le persone che stamattina erano con lui.
Per chi voglia saperne di più https://www.lacivettapress.it/2025/08/01/sbarcadero-santa-lucia-storie-di-prevaricazione-e-di-un-lotto-intercluso/

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