Il Movimento 5 Stelle di Siracusa punta i riflettori sulla delicata questione della gestione della sosta, sollevando forti interrogativi sulla volontà dell’Amministrazione, guidata dal sindaco Italia, di privatizzare il servizio delle strisce blu e dei parcheggi pubblici. Un patrimonio che, stando ai bilanci comunali, vale circa 4 milioni di euro l’anno per le casse pubbliche. Perché rinunciare a una risorsa così redditizia, gestita in house con successo dal 2013? Quali analisi giustificano una simile scelta, circondata da opacità e silenzi? Il referente per il gruppo di Siracusa Giuseppe Mirabella e l’ex on. Paolo Ficara, deputato dal 2018 al 2022, ricostruiscono la vicenda, evidenziando le contraddizioni emerse dagli atti ufficiali. È un grido d’allarme perché c’è il rischio concreto che Siracusa regali “una gallina dalle uova d’oro” a soggetti privati, a danno della collettività.
Quali, secondo voi, potrebbero essere le ragioni di questa scelta?
Più volte, negli ultimi mesi, abbiamo rivolto domande all’Amministrazione, ad esempio sulle modalità di affidamento e su quali analisi finanziarie fossero state fatte prima di giungere a questa decisione. Domande cadute nel vuoto. Ricordiamo che quello delle strisce blu e dei parcheggi è una grandissima fonte di guadagno per il Comune e quindi per noi Siracusani. Per quale motivo il Comune vuole rinunciare ad una delle poche voci in entrata in attivo? Parliamo di circa 4 milioni di euro, confermato anche nell’ultimo bilancio approvato dal Consiglio comunale prima della fine dell’anno: un servizio così remunerativo che, con limitati investimenti, garantirebbe entrate importanti da reinvestire in altri servizi essenziali. A questo punto, visti i continui silenzi, diventano legittimi i dubbi da molti sollevati che l’Amministrazione stia lavorando contro l’interesse dei cittadini per favorire interessi particolari.
Dal 2013 la gestione di strisce blu e parcheggi pubblici è tornata in house, dopo la gestione privata (Ge.Pa.) non esattamente felice per le casse pubbliche. A disporre quella privatizzazione furono, in precedenza, amministrazioni di centrodestra. Oggi la storia sembra volersi ripetere con quella di Francesco Italia, che sembra intenzionata a rinunciare a questa risorsa, nonostante si sia passati da 1 milione di euro di entrate nel 2014 a circa 4 milioni, a fronte di una spesa per gestione e manutenzione davvero minima. Una scelta incomprensibile sul piano economico-finanziario.
Nei mesi scorsi avete rivolto numerose interrogazioni all’Amministrazione sulla mobilità e sugli affidamenti. Su quali analisi finanziarie e documenti vi siete basati per formulare le vostre preoccupazioni?
È stato proprio il silenzio del sindaco e della giunta alle nostre domande a metterci maggiormente in allarme. Nell’assenza di risposte, l’unica fonte di informazione sono stati gli atti ufficiali disponibili nell’albo pretorio e quelli che siamo stati costretti a ottenere con apposite richieste formali di accesso agli atti. È stato attraverso questi documenti che abbiamo cercato, e stiamo cercando, di vedere più chiaro in una storia piena di ombre.
Sono stati redatti e resi pubblici progetti di fattibilità tecnico-economica per la ridefinizione del servizio di trasporto pubblico locale e del sistema della sosta. Quali conclusioni hanno prodotto questi studi?
Nel 2022 il Comune ha affidato a una società esterna la redazione di un “Progetto di fattibilità tecnico-economico per la ridefinizione del servizio di trasporto pubblico locale e del sistema della sosta”. Mentre nel 2023 ha costituito un gruppo di lavoro interno affiancato da un consulente esterno per la revisione del Piano della Sosta.
Il Progetto di fattibilità tecnico-economica è stato consegnato agli uffici comunali nel luglio 2024 e approvato subito dopo dalla dirigente del settore. Nella relazione che esprime il parere favorevole, si legge quello che sembra un elogio della gestione pubblica: “le risorse provenienti dal sistema urbano della sosta, gestita direttamente dal Comune di Siracusa e con margini oggi alti e crescenti di redditività ed incremento delle entrate”. Esattamente quello che il M5S va ripetendo da mesi. Da un lato ci solleva il fatto che a luglio 2024 la pensassero così anche gli uffici, dall’altro ci allarma che il sindaco Italia nel febbraio del 2025 tiri fuori all’improvviso la volontà di far gestire ai privati questo servizio. Lo stesso Progetto di fattibilità snocciola pure alcuni numeri interessanti: a fronte di costi limitati tra spese iniziali e costi di esercizio, i ricavi stimati farebbero entrare somme importanti nelle casse del Comune, con stime che supererebbero abbondantemente i 5 milioni di euro, con una gestione che vedrebbe 15 unità operative e 3 amministrativi al lavoro. Invece l’altro progetto riguarda esclusivamente il nuovo Piano della Sosta, di cui si sta discutendo in città da diverse settimane, che viene consegnato al Comune ad agosto 2025 e approvato dagli uffici a dicembre. Ad una prima lettura, senza entrare nel merito delle scelte, sembra che i due lavori non si siano confrontati, come se la mano destra non sapesse cosa fa la sinistra.
Sono pesanti perplessità?
Ci chiediamo perché nasce questa intenzione di affidare ai privati, unita alla pubblicazione del bando in un periodo come le festività? Ciò fa sorgere il sospetto di qualcosa di poco trasparente, se non addirittura illecito. Questa Amministrazione ha ancora una volta dimostrato di preferire una modalità che evita in fase di progettazione qualsiasi reale interlocuzione con la cittadinanza, che viene informata solo “a cose fatte”. Poca trasparenza e correttezza del processo decisionale. È un alone di sospetto che l’Amministrazione ha il dovere di dissipare con risposte chiare.
Osservando la città, al di là di Ortigia, si nota una carenza di vigilanza attiva sul territorio. Questo sta portando a un aumento dell’abusivismo nelle soste, conoscendo l’alta densità di traffico della città. Pensate che c’entra con questa vicenda?
È un aspetto che ci preoccupa. Nell’ultimo bilancio approvato si stima, per la prima volta dopo anni, una riduzione delle entrate derivanti da parcheggi e strisce blu. Inoltre, diversi cittadini hanno avuto l’impressione che ci sia stato un “ammorbidimento” nell’attività di controllo. Si tratterà di una errata sensazione, ma non vorremmo che si possano utilizzare quei dati in calo, derivanti da una minore vigilanza, come giustificazione per la cessione ai privati di un servizio che, se gestito seriamente, è molto remunerativo. D’altronde, lo stesso sindaco, in un’intervista di qualche mese fa, ha detto che la gestione sarebbe stata affidata ai privati, perché l’apparato comunale non è capace di gestirla. Una spiegazione assurda e inammissibile, che tradisce una volontà politica precisa.
I quesiti sollevati sono cruciali per l’interesse della città. Cosa sta facendo l’opposizione per portare immediatamente questi temi in discussione e ottenere risposte?
Purtroppo il M5S non è in Consiglio comunale per portare lì questi interrogativi. Ci auguriamo che qualche forza di opposizione lo faccia con forza, prima che sia troppo tardi e ci si ritrovi con le mani legate perché i giochi sono ormai fatti. Noi continueremo a fare pressione dall’esterno, informando i cittadini e utilizzando ogni strumento di trasparenza a nostra disposizione.
Esiste una legge che regola la destinazione delle risorse provenienti dalla sosta. Come sta gestendo, a vostro avviso, l’attuale Amministrazione la suddivisione di queste entrate?
Questo è un tema che stiamo approfondendo e su cui stiamo lavorando proprio in queste settimane. La normativa prevede che le risorse della sosta siano reinvestite nella mobilità sostenibile e nella manutenzione del territorio. Dai documenti che stiamo esaminando emergono elementi che ci portano a dubitare del pieno rispetto di questi vincoli. Presto avremo un quadro più chiaro e ne daremo conto pubblicamente.

Commenti recenti