Oggi, lunedì 1 dicembre, alle ore 17.00, presso la Sala degli Stemmi della sede istituzionale di via Roma 31, si è tenuta la riunione per l’avvio del Tavolo Tecnico d’Indirizzo Permanente sulla Riserva Naturale Orientata “Fiume Ciane e Saline di Siracusa”.
L’incontro molto partecipato (almeno una settantina di rappresentanti di associazioni e società civile) si è svolto alla presenza, oltre del Presidente del Libero Consorzio, dell’on Giuseppe Carta, presidente della Commissione Ambiente. In anteprima pubblichiamo l’intervento di Pippo Ansaldi, appassionato, amaro e speranzoso nello stesso tempo.
In seguito pubblicheremo un Report completo sull’incontro:
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In questi decenni ho partecipato a numerosi tavoli tecnici: inizialmente come responsabile della Lega Ambiente, poi come semplice cittadino. L’ultimo, fu convocato dal Commissario straordinario Giovanni Arnone e si è concluso come tutti gli altri: con un nulla di fatto.
Da docente di scienze, ho accompagnato centinaia di studenti in questo luogo che avrebbe potuto diventare un laboratorio didattico d’eccellenza, capace di raccontare la storia, la botanica, l’archeologia e la natura del nostro territorio. Ma quel potenziale è rimasto a tutt’oggi inespresso.
Per fare un esempio, da anni chiediamo che i locali della centrale di sollevamento dismessa, di proprietà del Consorzio n.10, vengano riconvertiti in un Centro di Accoglienza, un Museo del papiro e delle saline, con spazi per la didattica ambientale. Ma anche questa proposta è rimasta lettera morta. Oggi, invece di destinare fondi per acquisire e riqualificare quei locali, si preferisce investire 200 mila euro in una pista ciclabile di collegamento tra Ortigia e la riserva: un’opera inutile, slegata da qualsiasi strategia complessiva. Un esempio lampante di miopia amministrativa. E tutto questo dopo quarantuno anni.
Chi oggi visita la Riserva non percepisce la sua straordinaria bellezza. Trova invece abbandono, incuria, rifiuti sparsi ovunque. Il degrado è tangibile, visibile, doloroso.
Le saline sono in agonia. L’argine che un tempo le separava dal mare, mantenuto con dedizione dai salinari, è stato lasciato al suo destino. Oggi, soprattutto nella parte sud, è quasi scomparso. Il mare avanza inesorabilmente, distruggendo un ecosistema che accoglie migliaia di uccelli migratori. Più di un terzo delle caselle salanti è stato invaso dalle acque marine, forse in modo irreversibile. Il resto è soffocato dal canneto, che ha invaso pantani e vasche, cancellando biodiversità e memoria.
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Il paradosso è amaro: nonostante l’impiego di ingenti risorse pubbliche per acquisire l’area e per l’inutile restauro della antica “Casa delle Saline”, nel bel mezzo del cuore della riserva, in area sensibile, scelte progettuali scellerate hanno causato il crollo dell’edificio e lo snaturamento dell’habitat.
Il fiume Ciane non versa in condizioni migliori. L’assenza di manutenzione ha trasformato il paesaggio fluviale: la vegetazione infestante e subacquea ha creato barriere che soffocano il papiro e rallentano il deflusso naturale. Il fiume è oggi solo l’ombra di ciò che era.
Parlare di interventi necessari è ormai superfluo. Tutti sanno cosa andrebbe fatto. Lo abbiamo scritto, detto, ripetuto. Ma nulla è cambiato.
Le responsabilità esistono, e i fatti sono sotto gli occhi di tutti: una Riserva Naturale che, invece di essere tutelata, è stata lasciata all’inesorabile degrado.
Altrove, gli stessi strumenti normativi, affidati a mani competenti e responsabili, hanno prodotto risultati eccellenti. Qui, invece, una gestione pubblica improvvida ha negato alla comunità siracusana la valorizzazione di un patrimonio unico.
Vorrei concludere ricordando che Siracusa ospita uno dei massimi esperti mondiali di papiro e di paesaggio fluviale, Corrado Basile, restauratore degli antichi papiri del Museo Egizio del Cairo. È grazie al suo impegno se oggi, nonostante tutto, sopravvive una rigogliosa colonia di papiro, scampata alla moria determinata dal prelievo delle acque dal fiume Ciane per usi industriali. Forse, se solo si ascoltassero davvero le voci competenti, potremmo ancora sperare in un ripristino delle condizioni originarie del paesaggio fluviale del Ciane.
Caro Presidente, la Riserva Naturale “Fiume Ciane e Saline di Siracusa” non è solo un luogo di valore ecologico, è un simbolo della nostra identità culturale, storica e paesaggistica. Lasciarla morire significa rinunciare a una parte di noi. Dopo 41 anni di malagestione e di disinteresse strumentale è tempo che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità e che la sensibilità collettiva si mobiliti per salvare ciò che resta.
Noi abbiamo il dovere della testimonianza, ma anche quello della speranza. Tu, che hai saputo rigenerare Ferla sui grandi temi dell’ambiente e della salute, riconosciuto da tutti come esempio virtuoso, puoi e devi fare altrettanto nel tuo ruolo di amministratore provinciale. È tempo di invertire la rotta, restituendo dignità a un luogo identitario e alla comunità che lo abita.
Pippo Ansaldi

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