EX IDROSCALO: IL SILENZIO DEL COMUNE, I COMITATI LANCIANO LA MOBILITAZIONE

Raccogliamo e rilanciamo con rabbia e determinazione l’appello di Giovanni Randazzo.

La Sicilia, e Siracusa in particolare, non possono restare a guardare mentre si consuma l’ennesimo scippo ai danni della collettività. La questione dell’Ex Idroscalo “De Filippis” non è una semplice bega burocratica: è la linea di demarcazione tra chi difende i Beni Comuni e chi, per ignavia o calcolo, si rende complice della privatizzazione selvaggia della nostra città.
Come Comitato Parchi, denunciamo con forza la volontà padronale del Ministero della Difesa di sottrarre definitivamente ai siracusani un’area di inestimabile pregio, affacciata sul Porto Grande, per svenderla a logiche di profitto privato e rinnovato militarismo. Parlare di concessioni cinquantennali a privati, di “finalità turistiche per collegamenti in aeromobile” o di un ritorno a funzioni militari in pieno centro cittadino (nel 2024), e ancora, come abbiamo sentito ieri, di presunte funzioni di protezione civile è un insulto all’intelligenza dei cittadini e alla storia di Siracusa.

Di fronte a questo progetto speculativo che privatizza la bellezza e cementifica il futuro, ogni atteggiamento di disinteresse e i silenzi non sono solo imbarazzanti: è colpevole connivenza.

Da una parte ci si riempie la bocca di “rigenerazione urbana” e “green”, ma nei fatti si lascia che 800 metri di fronte mare vengano sottratti all’uso pubblico.
È inaccettabile che, mentre associazioni e comitati civici (con in testa il Comitato per la riqualificazione dell’Idroscalo, Legambiente e l’Associazione Anna Maria Lepik) spendono risorse ed energie in ricorsi giurisdizionali fissati per il Gennaio 2026, non ci sia oggi una ferma presa di posizione da parte dell’Amministrazione Comunale a tutti i suoi livelli.

Non solo non è stato ancora convocato il nuovo Consiglio Comunale aperto richiesto a gran voce, ma l’Amministrazione ha scelto una posizione di retroguardia, di attesa; ha preferito non costituirsi in giudizio o opporsi politicamente a questo scempio.
Questo atteggiamento pilatesco nasconde una verità amara: l’assenza di una visione pubblica della città. Si preferisce lasciare spazio agli interessi di pochi – militari o privati che siano – piuttosto che restituire quello spazio ai giovani, alla cultura, al verde pubblico. Immaginate cosa potrebbe diventare quell’area: un parco letterario, un giardino sul mare, uno spazio per la musica, una connessione vitale tra la città e il suo porto, libera dal cemento e dalle recinzioni.p Invece, rischiamo di trovarci con l’ennesima area “off-limits”, recintata e sfruttata per il business di qualcuno.
L’ex Idroscalo deve essere smilitarizzato e restituito interamente alla città, senza se e senza ma. Non accetteremo compromessi al ribasso né baratti commerciali sulla pelle dei siracusani.
Chiamiamo la città alla mobilitazione generale. Non lasciamo soli Giovanni Randazzo e i comitati che stanno combattendo in prima linea. È ora che i cittadini facciano sentire la loro voce.
Se si pensa di poter ignorare la volontà popolare aspettando che i tribunali o i ministeri decidano sopra le nostre teste, si sbaglia di grosso. Siracusa non è in vendita. Riprendiamoci il nostro mare, riprendiamoci il nostro futuro.
Pippo Ansaldi
Corrado V. Giuliano
(Comitato Parchi)

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