Oggi presidio al Pantheon alle 18,30 al grido “La scuola non si arruola”

La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, è stata subissata di critiche per aver “farneticato sul ritorno del fascismo o sulla fine delle libertà democratiche o, peggio ancora, della stessa democrazia” (Giorgio Merlo su Il Domani).

Parole in libertà” afferma Merlo. E invece, almeno a nostro giudizio, ci sono prove evidenti che abbia ragione la Schlein: “Quando l’estrema destra è al governo, la democrazia è a rischio e la libertà di espressione è in pericolo”. Ne citiamo alcune senza poter entrare nel merito perché richiederebbe un ampio dossier di dati oggettivi, inconfutabili.

Il comune denominatore è l’attacco alla Costituzione, l’opposizione sostanziale alla separazione dei poteri, alla tutela dei diritti delle minoranze e alla salvaguardia dello Stato di diritto.

La Riforma della Magistratura (anzi del Consiglio Superiore della Magistratura, il vero obiettivo, non parliamo per favore di riforma della giustizia), il progetto del premierato, la “decretazione d’urgenza” che reprime ulteriormente (il trend è certo pregresso) il ruolo del parlamento in favore di un accentramento dei poteri nell’esecutivo e nel suo capo; le modifiche scriteriate del diritto penale (la depenalizzazione del reato di abuso di ufficio, la modifica della fattispecie del traffico di influenze, il preavviso di interrogatorio agli indagati, ecc); il nazionalismo populista che si esprime ‘al meglio’ nelle politiche sull’immigrazione: la questione albanese e quella della cittadinanza, l’aspirazione alla remigrazione degli stranieri presenti sul suolo nazionale, l’accettazione/sostegno (tacita e ipocrita) delle carceri libiche, e via discorrendo); l’aggressione allo stato sociale con il progressivo smantellamento della sanità pubblica e riforme fiscali (comprese le rottamazioni ingiustificabili) che non rispondono al principio di progressività delle tasse sancito dall’articolo 53 della nostra Costituzione; le limitazioni alle libertà di stampa e di informazione che si negano nelle ingannevoli dichiarazioni pubbliche ma sono ben leggibili nelle azioni concrete (vedi per tutti il caso Report) come alle manifestazioni e allo sciopero; e ancora tanto altro.

E ora l’ultimo eclatante esempio: la decisione del Ministero dell’Istruzione e del Merito (sic!) ha annullato il corso di formazione e aggiornamento che il CESTES-PROTEO (ente di formazione accreditato) insieme all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università aveva organizzato per il 4 novembre 2025 con il titolo “4 novembre, la scuola non si arruola”.

Questo il comunicato che ne è seguito.

– Le motivazioni ufficiali avanzate dal MIM sono che (si cita testualmente): “L’iniziativa “La scuola non si arruola” non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel CCNL scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016”.

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ritiene che l’educazione alla pace, la critica all’ideologia militarista e l’analisi storica, economica e geopolitica di un conteso internazionale che sta precipitando l’umanità verso un ulteriore, forse il definitivo, conflitto armato mondiale siano temi assolutamente pertinenti alle competenze professionali dei docenti.

La comunità educante, dentro e fuori la scuola, ha il dovere di formarsi all’educazione civica per essere pronta alle sfide che si pongono le nuove generazioni e proporre soluzioni alternative alla legittimazione dei conflitti armati, alla normalizzazione della guerra e alla “cultura della difesa”.

Proprio mentre il MIM blocca le nostre iniziative pacifiste e nonviolente e annulla il Convegno “La scuola non si arruola”, a Milano, durante l’Expo Training, come riporta Il Fatto Quotidiano, la Polizia Penitenziaria mostra a degli studenti minorenni come usare una mitraglietta Beretta M12 come orientamento al lavoro. Ci chiediamo come mai su questo episodio, come su altri che costantemente denunciamo, il MIM e Valditara non intervengano con manovre repressive e censorie come quelle che hanno colpito il nostro Convegno con il CESTES.

Per questi motivi, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università decide di disobbedire e di svolgere ugualmente un Convegno che, però, non potrà godere dell’accreditamento presso il MIM, per cui non è possibile chiedere un esonero per formazione per il personale scolastico.

Pubblichiamo l’elenco delle piazze di tutta Italia in cui il 4 novembre si svolgeranno presidi e manifestazioni per frenare l’avanzata militaristica nella società civile e, in particolare, nella scuola e nelle università.

1.       PALERMO, corteo da piazza Croci a piazza Massimo alle ore 17:00

2.      CATANIA, corteo da piazza Dante (sacrario caduti guerra mondiali), ore 17:00

3.      CAGLIARI, presidio p.zza Gramsci (parco delle Rimembranze) ore 16

4.      BARI, presidio in Piazza Prefettura, ore 16

5.      NAPOLI, presidio p.zza Dante 15:30

6.      TERNI, presidio Piazza della Repubblica dalle ore 18

7.      ROMA, presidio MINISTERO ISTRUZIONE- MIM ore 16:00

8.     VITERBO, presidio Università San Carlo, Piano Scarano dalle ore 16:30

9.      PISA, conferenza stampa davati USP via Pascoli alle ore 15:00 e presidio p,zza Garibaldi alle 18:00

10.  LIVORNO, corteo p.zza della Vittoria (a piazza Cavour) 17:00

11.   MASSA CARRARA, presidio davanti USP- via Pascoli, ore 15:00

12.  LA SPEZIA, presidio in Piazza Palestina Libera (ex Piazza Chiodo) ore 18

13.  GENOVA, presidio Rettorato via Balbi 5, ore 17:30

14.  BOLOGNA 1) Piazza Scaravilli (di fronte Rettorato Unibo) dalle 14:30 alle 16:30; 2) Giardino dei Pioppi, Borgo Panigale dalle 15:00 alle 17:00; 3) Piazza San Francesco dalle 18:00

15.   PIOMBINO, manifestazione p.zza Cappelletti 17:00

16.  BRESCIA, presidio p.zza Paolo IV dalle ore 18

17.   TORINO, presidio davanti USR alle 14:30

18.  TRENTO, presidio p.zza Pasi, ore 17:00

19.  MILANO, presidio Piazza Gaza (ex piazza della Scala) 18:00

20. VERONA, presidio p.zza San Nicolò 14:30

21.  SIENA, flash mob davanti USR Piazza Matteotti 17:30

22. BISCEGLIE (BT), presidio p.zza San Francesco 18:00

23. FANO, manifestazione p.zza Amiani ore 18:30

24. FIRENZE, presidio Piazza S. Ambrogio, ore 17:30

25.  S. TERESA DI RIVA (ME), presidio presso Palazzo della Cultura, ore 17:30

26. AREZZO, Piazza della Repubblica, ore 17:30

27.  REGGIO EMILIA, Corte da Piazza Prampolini, ore 19:00

28. FERRARA, Corso martiri della libertà Cattedrale, ore 16:00

29. VENEZIA, Campo Santa Margherita, ore 11:00

30. CROTONE, Piazza Pitagora, ore 17:00

31.  PISTOIA, Piazza Gaza, ore 17:00

32. SIRACUSA, presidio presso Pantheon, ore 18:30

33. MODENA, presidio davanti all’Accademia, ore 18:30

34. MONZA, Via D’Annunzio ang. via Aquileia dalle ore 17:30

35.  BRENO (BS), Piazza della Vittoria, ore 16:30

36. REGGIO CALABRIA, Piazza Sant’Agostino ore 18:00

37.  SASSARI, presidio “Gaza Viva disertiamo il silenzio”, piazza d’Italia ore 18.30 (se piove portici del Grattacielo Vecchio in via Luzzatti)

38. CATANZARO, volantinaggio davanti a scuola e università

Elenco in aggiornamento…

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