Un vero e proprio cahier de doléances, l’integrazione al precedente dossier presentata dall’avv. Corrado Giuliano del Comitato Parchi in occasione dell’audizione in IV Commissione consiliare dell’Ars di mercoledì 29 sulle pessime condizioni in cui versa la Riserva Ciane Saline. Un elenco lunghissimo di abusi e mancanze che chiama in causa direttamente le responsabilità degli Enti chiamati a salvaguardare, manutenere e valorizzare la riserva stessa: il Libero Consorzio Comunale di Siracusa che ne ha la gestione per omessa gestione, vigilanza e intervento e il Comune di Siracusa per omesso controllo urbanistico.
![]()
Dragaggio abusivo, movimentazione di terra e sabbia, alterazione morfologica delle foci fluviali e della fascia sabbiosa. Occupazione indiscriminata con costruzioni abusive e nuove opere edilizie non autorizzate in Zona A e B della Riserva. Mancata manutenzione e rottura dell’argine a mare delle Saline, con conseguente ingresso di acqua marina e alterazione irreversibile dell’habitat. Assenza di manutenzione idrogeologica, presenza di alberi caduti che ostruiscono il deflusso del Fiume Anapo, degrado delle opere di captazione idrica lungo il Ciane.
Navigazione incontrollata con mezzi a motore, con conseguente inquinamento acustico/chimico ed erosione delle sponde. Spianamento della vegetazione dunale in Zona A da parte del Comune, senza Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA). Inquinamento generale, eutrofizzazione delle acque (anche per scarichi esterni) e abbandono diffuso di rifiuti.
“La gravità della situazione emerge in tutta la sua evidenza ponendo a confronto diretto le violazioni e le criticità documentate nella memoria del Comitato Parchi con le specifiche azioni che il Piano di Gestione, approvato da oltre un lustro, aveva previsto proprio per prevenirle o mitigarle – scrive l’avv. Giuliano -. Abbiamo voluto dimostrare il chiaro nesso di causalità tra l’omessa attuazione del Piano e il progressivo degrado del sito”.
Il Piano di Gestione delle “Saline della Sicilia Orientale”, redatto dalla stessa Provincia Regionale di Siracusa, viene approvato inizialmente in via provvisoria con prescrizioni già nel giugno 2009 e definitivamente nell’aprile 2017 diventando coì, spiega l’avvocato, non più mero documento tecnico-programmatorio bensì “atto amministrativo a carattere pianificatorio, cogente e immediatamente vincolante per l’ente gestore e per tutte le altre amministrazioni competenti. Il Piano non si limita a delineare obiettivi generici, ma codifica un dettagliato programma di azioni, suddivise in Interventi Attivi, Regolamentazioni e Programmi di Monitoraggio, ciascuno con specifiche finalità, tempistiche e stime di costo. Esso rappresenta, di fatto, il manuale operativo che il Libero Consorzio Comunale avrebbe dovuto seguire per adempiere ai propri obblighi di gestione ai sensi della normativa europea e regionale”.
È quest’ultimo aspetto il discrimine che l’avv. Giuliano ha inteso evidenziare alla Commissione regionale: il doppio status giuridico del sito. La riserva, in quanto parte integrante della Rete Natura 2000, “la principale rete ecologica europea per la conservazione della biodiversità”, e classificato sia come Zona Speciale di Conservazione che come Zona di Protezione Speciale, è sottoposta alle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” “che impongono agli Stati membri obblighi precisi e giuridicamente vincolanti per il mantenimento o il ripristino, in uno “stato di conservazione soddisfacente”, degli habitat e delle specie di interesse comunitario e ciò comporta “precisi doveri giuridici in capo alle autorità preposte”. L’inerzia in una gestione del sito che dovrebbe mirare agli standard più elevati non rappresenta, quindi, solo una carenza amministrativa a livello locale, ma si configura come un inadempimento agli obblighi comunitari. E infatti già dal giugno 2021 la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia proprio per la mancata e/o inadeguata designazione e gestione dei siti della Rete Natura 2000.
Da qui il monito dell’avv. Giuliano alla Commissione: “Le omissioni gestionali a Siracusa contribuiscono direttamente alla responsabilità dello Stato italiano e rendono l’intervento della Commissione non solo opportuno, ma necessario per prevenire ulteriori conseguenze sanzionatorie a livello europeo”.
![]()
Anni di mancata vigilanza sul sito ne hanno fatto la terra di nessuno, dove chiunque sembra poter costruire, sbancare, realizzare approdi, spianare dune. Addirittura lo stesso intervento di ‘pulizia’ dell’arenile voluto dall’Amministrazione comunale nell’agosto 2023 – sotto accusa per lo spianamento della vegetazione dunale in zona A e realizzato senza attivare la procedura di valutazione di incidenza ambientale – sembra solo aver favorito una serie di attività ‘imprenditoriali’ che ora si chiede siano sottoposte a controlli.
![]()
Occorrerà aspettare per verificare se davvero la denuncia del Comitato Parchi abbia fatto breccia e se l’interesse delle istituzioni (l’assessore regionale all’Ambiente, Giusi Savarino, il presidente della IV commissione consiliare dell’Ars Giuseppe Carta su input del Comandante della Polizia provinciale avv. Daniel Amato, il presidente del Libero Consorzio di Siracusa Michelangelo Giansiracusa, il deputato del M5S Carlo Gilistro promotore di un emendamento per stanziare 200mila euro per i primi più urgenti interventi di riqualificazione) si tradurrà in azioni concrete oppure non resterà mera propaganda per attrarre consenso.

Commenti recenti