Non ho nulla di personale nei confronti dell’avvocata Di Giovanni, ma il modo con cui sta avanzando la sua candidatura mi trova (parlo da semplice iscritto al Pd) in radicale dissenso e spero che negli organismi del partito si apra una discussione senza veli nel rispetto delle regole democratiche e di un confronto partecipato e non eterodiretto. Per prima cosa va affermato il principio secondo cui gli unici legittimati ad eleggere il segretario/a sono le iscritte e gli iscritti. In altri termini, tenuto conto del contesto di riferimento e del modo col quale è stata annullata l’elezione di Dierna, bisogna rifare il congresso cittadino e non calare dall’alto la nomina.
ELEZIONI PD SIRACUSA. SI DEVE RIFARE IL CONGRESSO CITTADINO, NON CALARE NOMINE DALL’ALTO
Il giornale La Sicilia ha dato ieri la notizia della candidatura (per ora ufficiosa) dell’avvocata Matilde Di Giovanni a segretaria cittadina del Pd “tra giochi di potere e guerra sotterranea“. Questa proposta sarebbe sostenuta, con l’esplicito avallo del segretario regionale Barbagallo, dal senatore Antonio Nicita, dal segretario provinciale del Pd, Piergiorgio Gerratana, da Gaetano Cutrufo, da Mario Bonomo e Alessandro Dierna.
Quest’ultimo, come si ricorderà, venne eletto dal congresso al vertice del partito in città, ma la sua elezione venne annullata a seguito di un ricorso da azzeccagarbugli. A favore di Dierna si schierarono, tra gli altri, Bonomo e Cutrufo, mentre Nicita votò a favore di Maria Grazia Ficara. Ora i tre sono sponsor di Matilde Di Giovanni, segno, questo, che la precedente frattura è stata ricomposta.
Voglio ricordare che al precedente congresso votarono 611 iscritti, di cui 315 a favore di Dierna e 296 a favore di Maria Grazia Ficara. Da allora il quadro del partito ha subito scomposizioni e ricomposizioni al punto che i suoi vertici fondamentali (segreteria provinciale e presidenza) sono riconducibili agli stessi dirigenti che oggi promuovono la candidatura di Matilde Di Giovanni e che domani vorranno plasmare le liste alle Regionali ad personas e magari scegliere il candidato/a a sindaco di Siracusa. Col risultato di spappolare la maggioranza che fa riferimento a Elly Schlein e con l’obiettivo di mettere fuori gioco la minoranza riformista rappresentata da Tiziano Spada. Forse è bene ricordare che, nonostante i tanti difetti e uno sfrenato correntismo, il Partito democratico non è la DC, con il dovuto rispetto.

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